martedì 22 aprile 2014

IL MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE SCEGLIE DATACORE PER MODERNIZZARE LA PROPRIA INFRASTRUTTURA STORAGE

giovedì 17 aprile 2014

L’avanzata del software-defined spiegata da DataCore

http://www.ictbusiness.it/cont/articolo/l-avanzata-del-software-defined-spiegata-da-datacore/32345/1.html

La rivoluzione causata dalla virtualizzazione e dal cloud computing si riflette su molteplici settori tecnologici e, di conseguenza, su molteplici processi e attività di business. Con vantaggi e svantaggi, e annoverando fra questi ultimi questioni di complessità, costi, sicurezza. L’avanzata dell’approccio software-defined è una delle possibili risposte a questi problemi, e sempre più si imporrà nella costruzione e gestione dei data center, dello storage, delle reti. 

Ne è convinto George Teixeira, Ceo e  presidente di DataCore Software. La società, nata nel 1998 e oggi arrivata a contare oltre 10mila clienti, trova il suo core business nelle soluzioni per lo storage software-defined e virtualizzato.

Perché è importante il concetto di “definito dal software”?

Il cloud computing e la strategia di virtualizzare qualunque cosa hanno portato a una vera e propria rivoluzione. I data center virtuali e i nuovi modelli di erogazione dei servizi cloud hanno cambiato le aspettative aziendali relative ai livelli di servizio e ai sistemi per aumentare la produttività. Le infrastrutture si sono evolute, mettendoci a disposizione risorse in misura maggiore, ma gran parte dei miglioramenti è legata ai progressi della virtualizzazione a livello software. Questa evoluzione ci ha portato a tecnologie definite dal software di ogni tipo. La sfida è ora quella di comprendere le differenti componenti di questa nuova rivoluzione, e come queste lavorino e interagiscano tra loro.

Che cosa comporta lo spostamento verso approcci di questo tipo?


Gli argomenti che oggi tengono banco nell’It sono il networking definito dal software (Sdn), lo storage definito dal software (Sds) e i data center definiti dal software (Sddc). E tutti fanno parte di una tendenza più generale che il settore definisce come “tutto definito dal software”. Lo spostamento verso un’infrastruttura definita dal software consente di separare il livello software, pensato per la gestione e per offrire le diverse funzionalità dall’hardware sottostante. L’idea di fondo è che, separando l’intelligenza da computer, storage e reti, l’hardware possa diventare più economico (aumentando, cos’, il potere di acquisto delle aziende) e intercambiabile (evitando di dover rimanere legati a doppio filo a specifici fornitori), e che il software possa diventare più ricco di funzionalità e più flessibile.

Quali saranno i prossimi passi del mercato? 

I data center definiti dal software promettono di migliorare le prestazioni e di abbassare drasticamente i costi. La prima ondata di miglioramenti si è basata sulla rivoluzione innescata dalla virtualizzazione. Oggi viviamo già in un mondo di server virtuali: basta guardarsi intorno per vedere come le macchine virtuali e gli hypervisor server abbiano cambiato il nostro punto di vista sulla produttività, sul provisioning e sulla rapidità di installazione di nuovi sistemi e applicazioni. Ora che tutto questo è realtà, il prossimo passo è ovvio: faremo con storage e networking ciò che è già stato fatto a livello di server.

Quali sono le caratteristiche fondamentali dell’Sds?
Lo storage definito dal software può essere banalmente definito come l’astrazione e l’automazione dei servizi di storage dell’hardware fisico di storage. Il software è alla base della flessibilità e della virtualizzazione intelligente dello storage. Il software di gestione può migliorare l’utilizzo delle risorse di archiviazione in modo da ottimizzarle e dimensionarle correttamente per le proprie esigenze. Qualunque cosa sia definita dall’hardware è per definizione rigida e non flessibile, e il risultato è che spesso si è costretti ad acquistare più risorse del necessario per evitare di ritrovarsi in difficoltà. Il software permette anche di integrare facilmente nella propria infrastruttura le tecnologie più recenti, come le unità Ssd basate su memoria Flash, senza dover “gettare al vento” gli investimenti già realizzati in storage.

In altre parole, le soluzioni definite dall’hardware sono il mantra dei fornitori di hardware per lo storage, che vogliono che acquistiate più hardware replicando lo stesso processo ogni anno invece di lasciarvi ricavare il massimo valore dai vostri investimenti garantendovi che la vostra infrastruttura sia “a prova di futuro”. Avere una soluzione definita dal software significa ottimizzare l’esistente, mentre una definita dall’hardware significa provisioning eccessivo e sovradimensionamento.


Ragionare il base all’hardware è approccio antico?
Riflettete: perché per ottenere una funzionalità software che vi serve devono costringervi ad acquistare la soluzione hardware di ultima generazione o un dispositivo specifico? Questo modo di pensare è vecchio, anche se prima della virtualizzazione era la modalità con cui lavorava l’intera industria dei server. A definire l’architettura erano le scelte hardware. Grazie all’informatica definita dal software, di cui VMware o Hyper-V sono i due esempi più noti, oggi è possibile implementare macchine virtuali invece di avere dei sistemi Dell, HP, Intel o Ibm. Lo storage sta vivendo una trasformazione analoga e in un mondo definito dal software a fare la differenza sarà il software intelligente.

È interessante notare come le definizioni marketing siano cambiate nel tempo, mentre la visione e la passione che abbiamo messo nel concetto di “definito dal software” è ciò che ci ha portato a fondare DataCore Software già nel 1998. Da allora, ci siamo dedicati alla realizzazione di una vera soluzione di Storage Definito dal Software. Io e gli altri fondatori abbiamo capito che il software-defined sarebbe stata una strada inevitabile. Oggi che abbiamo oltre 25mila licenze software distribuite fra più di 10mila clienti di tutto il mondo possiamo dire che quella visione si è trasformata in realtà. E gli altri elementi di un mondo definito dal software stanno evolvendo nella stessa direzione.


Il networking, per esempio…

Aziende leader come Cisco e VMware hanno già realizzato acquisizioni di importanti aziende impegnate nel networking definito dal software. Secondo Idc, questo mercato crescerà nel giro di tre anni dai 360 milioni di dollari del 2013 a 3,6 miliardi di dollari. Questo che cosa significa? Le architetture di rete stanno rapidamente evolvendo verso una realtà Sdn, e questo alla fine cambierà completamente il modo in cui pensiamo a una rete. Oggi realizzare reti, configurarle o riconfigurarle comporta la necessità di interagire manualmente con ciascuno switch, mentre grazie all’Sdn tutto questo diventerà automatico. Gli amministratori dei server potranno così gestire da remoto la rete.

Il motivo per cui l’Sdn è così importante è che consente di affrontare schemi di traffico basati su cloud pubblici e privati aggiungendo flessibilità alla gestione e accesso su richiesta. Le odierne reti complesse, invece, non sono in grado di scalare a sufficienza per far fronte all’esplosione del traffico e sono legate a doppio filo al produttore quando si tratta di far fronte a nuovi standard o interfacce e alla rapida innovazione con cui è necessario rimanere allineati.


Quali sono i principali ostacoli all'adozione dell’approccio “everything software-defined”?

Prima di tutto l’atteggiamento mentale: la maggior parte delle persone pensa più all’hardware e ai sistemi che a un’architettura abbastanza flessibile da rispondere alle future esigenze. I produttori di hardware insistono con la necessità di “acquistare un altro dispositivo” per risolvere i problemi, ma il costo e la complessità portano a grandi inefficienze. L’architettura è importante.

Detta in parole povere, definire tutto tramite software significa utilizzare il software non solo per colmare i divari tecnologici tra “isole separate” o silo che derivano dall’adozione di soluzioni di fornitori diversi e da specifiche funzionalità hardware da gestire, ma anche per creare un’infrastruttura sottostante, cioè un’architettura flessibile che possa soddisfare anche le esigenze future, che possa essere gestita olisticamente come parte dell’azienda. Invece che come singoli elementi (capacità di calcolo, storage e rete), l’infrastruttura verrà considerata come set di risorse necessarie per specifici carichi di lavoro. In questo scenario, l’applicazione, l’utente finale e auspicabilmente l’azienda sono i veri padroni.

Questi cambiamenti non sono solo tecnologici, ma anche organizzativi. Tradizionalmente i team lavorano in ambiti o reparti separati, con diverse organizzazioni funzionali: sono “isole separate”. Ma con l’arrivo della tecnologia le cose cambiano e per trarne il massimo vantaggio i team si trovano costretti a modificare il modo con cui lavorano insieme. Questo riguarda decisioni di acquisto, budget, struttura dei report, mentre le metriche dei livelli di servizio e i processi devono essere ripensati.


L’approccio software-defined condiziona, dunque, anche le scelte di acquisto di tecnologie?

Per fare un esempio, per comprare nuovo storage in passato era probabile che la decisione fosse presa dal gruppo che si occupava dello storage. E allo stesso modo i ragazzi dei sistemi prendevano le decisioni sui server. Ma se tutto questo deve lavorare insieme, è probabile che sia necessario coinvolgere persone che si occupano di settori diversi. In più, in un mondo definito dal software, l’hardware conta meno. Prima della virtualizzazione dei server il marchio era fondamentale, mentre oggi scegliendo un approccio definito dal software e adottando un hypervisor, come quelli di VMware o Microsoft, la scelta del fornitore diventa più una questione di prezzo o di preferenza personale piuttosto che una necessità di una specifica funzionalità hardware.


C’è o ci sarà un impatto anche sui sistemi di valutazione dei servizi?

In un mondo formato da “isole separate”, i livelli di servizio e le metriche prestazionali tendono a essere collegate più alla disponibilità dei servizi che all’esperienza utente. Per esempio, il lavoro dei team di rete può essere valutato in base al tempo totale di downtime in un determinato periodo. Ovviamente, però, questa metrica non ha un grande valore nel misurare la produttività, i tempi di risposta e l’esperienza utente. In un mondo definito dal software, invece, le metriche prestazionali devono essere riconsiderate e applicate più ampiamente ai diversi team.

L’It si sta muovendo verso un futuro definito dal software. Ci vogliono anni per trasformare un’organizzazione e l’atteggiamento mentale delle persone. Mettere persone e processi nelle condizioni di supportare questo cambiamento sarà fondamentale per qualunque azienda voglia trarre vantaggio da queste tecnologie di nuova generazione. Il definire tutto tramite software richiede un ripensamento non solo tecnologico, ma anche organizzativo, per ridisegnare i processi e raggiungere una produttività aziendale ottimale. Le tecnologie di software-defined data center possono chiaramente ottimizzare data center, cloud e le intere infrastrutture It, ma per farlo la tecnologia non basta: ci vogliono anche un’architettura, apertura mentale e una riorganizzazione operativa.

lunedì 14 aprile 2014

DataCore SANsymphony-V e Software Defined Storage per il Ministero dell’Economia

Lo storage Software Defined di DataCore permette al dicastero di ridurre i costi, migliorare la continuità operativa e salvaguardare gli investimenti

DataCore Software, un fornitore di software per la virtualizzazione dello storage e di architetture per lo storage definito dal software (SDS), ha annunciato che il Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano ha adottato la soluzione DataCore       SANsymphony-V per migliorare la produttività e modernizzare la sua infrastruttura IT mission-critical.
All’interno del progetto di ottimizzazione e consolidamento dei data center IT, il     Ministero ha scelto la soluzione per lo storage definito dal software di DataCore con l’obiettivo primario di salvaguardare gli investimenti realizzati nel corso di molti anni sui diversi sistemi di storage, che vanno dagli EMC VMax agli EMC Centera, fino agli HP EVA.
La virtualzizazione con SANsymphony-V
Inoltre, era fondamentale per il MEF snellire e centralizzare la gestione dello storage        per aumentare la produttività e per mettere a disposizione, quando e dove necessario, spazi di archiviazione con elevata disponibilità nel giro di pochi minuti.
Dopo avere valutato diverse soluzioni, il Ministero delle Finanze ha deciso per l’implementazione della soluzione di virtualizzazione dello storage di DataCore, ritenuta      la più adatta per rispondere a tutti i requisiti.
La scelta è stata fatta sulla base di numerosi fattori, uno dei quali, chiarisce la società,       è la capacità di SANsymphony-V di trasformare lo storage in una risorsa disponibile trasversalmente che può essere organizzata in pool e utilizzata in modo più efficiente rispetto agli approcci SAN che partono dall’hardware, dove ogni sistema di storage   diventa un’isola separata e inefficiente. 
Il software DataCore ottimizza anche l’utilizzo complessivo delle risorse e rende il provisioning dello storage dinamico e automatico.
Per garantire elevata disponibilità e continuità operativa viene eseguito il mirroring    sincrono di tutti i dati importanti attraverso edifici e dipartimenti tra i nodi DataCore.     Per accelerare le prestazioni del sottostante hardware, DataCore sfrutta la memoria         ad accesso casuale presente in ciascun nodo.
Questo permette un rapido caching “in memory” ad alta velocità che accelera i carichi        di lavoro delle applicazioni critiche del Ministero. DataCore ha anche semplificato la possibilità di scalare e far crescere dinamicamente lo storage permettendo di       aggiungere hardware di qualunque fornitore, modello o tecnologia, incluse eventuali   risorse SSD flash.

martedì 8 aprile 2014

Juku video: la sessione di virtualizzazione dello storage di DataCore

Questa volta con DataCore, società che ha abbondantemente superato i 10.000 clienti (e le 28.000 installazioni) con il suo prodotto di virtualizzazione dello storage. Anche in questo caso, come in tutto il resto della giornata, si è parlato di come poter realizzare una soluzione con hardware x86 standard e software.

lunedì 7 aprile 2014

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano ha adottato la soluzione DataCore SANsymphony-V


DataCore consolida e semplifica il provisioning delle risorse di storage, accelera significativamente le prestazioni e aggiunge elevata disponibilità, offrendo nuovi livelli di flessibilità sia al mix esistente sia ai futuri acquisti di dispositivi e sistemi di storage. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, conosciuto anche con l’acronimo MEF, è uno dei più importanti ed influenti dicasteri del Governo italiano, con la responsabilità dell’andamento economico e finanziario dello Stato. Al Ministero sono attribuite le funzioni e i compiti in materia di politica economica, finanziaria e di bilancio, programmazione degli investimenti pubblici, coordinamento della spesa pubblica e verifica dei suoi andamenti, politiche fiscali e sistema tributario, demanio e patrimonio statale, catasto e dogane, programmazione.
Il Ministero ha anche responsabilità di coordinamento e verifica degli interventi per lo sviluppo economico, territoriale e settoriale e delle politiche di coesione. All’interno del progetto di ottimizzazione e consolidamento dei data center IT, il MEF ha scelto la soluzione per lo storage definito dal software di DataCore con l’obiettivo primario di salvaguardare gli investimenti realizzati nel corso di molti anni sui diversi sistemi di storage, che vanno dagli EMC VMax agli EMC Centera, fino agli HP EVA. Inoltre, era fondamentale per il MEF snellire e centralizzare la gestione dello storage per aumentare la produttività e per mettere a disposizione, quando e dove necessario, spazi di archiviazione con elevata disponibilità nel giro di pochi minuti.
Dopo avere valutato diverse soluzioni, il MEF ha deciso per l’implementazione della soluzione di virtualizzazione dello storage di DataCore, ritenuta la più adatta per rispondere a tutti gli stringenti requisiti. La scelta del MEF per l’approccio allo storage definito dal software di DataCore è stata fatta sulla base di numerosi fattori, uno dei quali è la capacità di SANsymphony-V di trasformare lo storage in una risorsa disponibile trasversalmente che può essere organizzata in pool e utilizzata in modo più efficiente rispetto agli approcci SAN che partono dall’hardware, dove ogni sistema di storage diventa un’isola separata e inefficiente. Il software DataCore ottimizza anche l’utilizzo complessivo delle risorse e rende il provisioning dello storage dinamico e automatico: un processo rapido al posto di un’attività complicata e lenta, che in passato spesso richiedeva giorni, se non settimane, per essere completata.

Il partner tecnologico SpeedyCrew, fornitore di soluzioni software autorizzato e formato da DataCore che dispone di un team altamente specializzato e che vanta una lunga storia di esperienza IT sul campo, ha ideato e implementato il progetto. SpeedyCrew ha installato DataCore SANsymphony-V su quattro piattaforme server x86 standard, in modo da garantire ridondanza e protezione dei dati, offrendo al contempo la gestione centralizzata di oltre 200 TB di storage residenti su diversi sistemi EMC VMax, EMC Centera e HP EVA. Il MEF trarrà vantaggio anche dall’aggiunta di funzionalità storage avanzate di alto livello come il thin provisioning, il mirroring su area metropolitana, il caching adattativo ad alta velocità, la replicazione e l’auto-tiering, che potranno essere applicate sia allo storage esistente sia a quello che verrà acquisito in futuro.

Per garantire elevata disponibilità e continuità operativa viene eseguito il mirroring sincrono di tutti i dati importanti attraverso edifici e dipartimenti tra i nodi DataCore. Quando un server non è disponibile, i restanti nodi rilevano i carichi di lavoro (auto-failover) fino a quando il sistema non è nuovamente disponibile e automaticamente risincronizzato (auto-failback).
Per accelerare le prestazioni del sottostante hardware, DataCore sfrutta la memoria ad accesso casuale (RAM) presente in ciascun nodo. Questo permette un rapido caching “in memory” ad alta velocità che accelera i carichi di lavoro delle applicazioni critiche del MEF. DataCore ha anche semplificato al MEF la possibilità di scalare e far crescere dinamicamente lo storage permettendo di aggiungere hardware di qualunque fornitore, modello o tecnologia, incluse eventuali risorse SSD flash.
“Abbiamo scelto Datacore perché volevamo una soluzione che permettesse al MEF di modernizzare e virtualizzare lo storage e l’infrastruttura IT senza obbligarci a un legame con specifiche tecnologie o fornitori di hardware,” commentano gli addetti ai lavori dei sistemi informativi del MEF. “Questo ci garantisce flessibilità, scalabilità e libertà di scelta. Nell’eventualità di dover incrementare e adeguare l’ambiente alle necessità di archiviazione e gestione dei dati, SANsymphony-V ci permette di scegliere sul mercato la proposta tecnica più adeguata e innovativa. DataCore non solo riduce i costi legati allo storage consolidandone la gestione, ma ci mette anche in grado di acquistare hardware meno costoso e ci permette di salvaguardare gli investimenti già realizzati. In più, il layer della nostra infrastruttura definito dal software ci offre la flessibilità di ottimizzare qualunque cosa decidiamo di utilizzare e ci consente di tornare ad acquistare storage al miglior prezzo permettendoci di far fronte alle nostre esigenze di crescita.”

venerdì 4 aprile 2014

DataCore Modernizza lo Storage del MEF - Il Ministero dell’Economia e delle Finanze

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha adottato la piattaforma per lo storage definito dal software SANsymphony-V, puntando a migliorare la produttività e a modernizzare l'infrastruttura It mission-critical. La virtualizzazione ha reso più fessibile e centralizzata la gestione dell'archiviazione.

Dati economici, finanziari, bilanci, programmazione degli investimenti pubblici, politiche fiscali, gestione
del e patrimonio statale, catasto e dogane: le informazioni che deve maneggiare e custodire ilMinistero dell’Economia e delle Finanze sono fra le più delicate immaginabili. È dunque stato un passo importante quello compiuto con DataCore con l’obiettivo di migliorare la produttività e modernizzare l’infrastruttura It mission-critical del Ministero, preservando allo stesso tempo gli investimenti già compiuti: la strategia scelta è stata quella dello storage definito dal software; la soluzione specifica adottata, DataCore SANsymphony-V.


La piattaforma di virtualizzazione ha permesso al Ministero di centralizzare la gestione dello storagee di migliorare l’utilizzo della vasta gamma di sistemi e dispositivi hardware in dotazione, fra i quali apparati di Emc (Emc VMax e Centera) e di Hp (Hp Eva). SANsymphony-V, infatti, consolida e semplifica il provisioning delle risorse di storage, accelera significativamente le prestazioni e aggiunge elevata disponibilità, offrendo nuovi livelli di flessibilità sia al mix esistente dei sistemi in uso, sia ai futuri acquisti.

Dopo avere valutato diverse soluzioni, l’opzione di DataCore è stata scelta in quanto ritenuta la più adatta a rispondere a tutti requisiti. Uno di questi è la capacità di SANsymphony-V di trasformare lo storage in una risorsa disponibile trasversalmente, che può essere organizzata in pool e utilizzata in modo più efficiente rispetto agli approcci San che partono dall’hardware e che utilizzano ogni sistema come un’isola separata dalle altre. Il software DataCore ottimizza anche l’utilizzo complessivo delle risorse e rende il provisioning dello storage dinamico e automatico, e quindi più veloce.

“Abbiamo scelto DataCore”, commentano gli addetti ai lavori dei sistemi informativi del Mef, “perché volevamo una soluzione che ci permettesse di modernizzare e virtualizzare lo storage e l’infrastruttura It senza obbligarci a un legame con specifiche tecnologie o fornitori di hardware. Questo ci garantisce flessibilità, scalabilità e libertà di scelta. Nell’eventualità di dover incrementare e adeguare l’ambiente alle necessità di archiviazione e gestione dei dati, SANsymphony-V ci permette di scegliere sul mercato la proposta tecnica più adeguata e innovativa”.

“DataCore”, sottolineano ancora dal Ministero, “non solo riduce i costi legati allo storage consolidandone la gestione, ma ci mette anche in grado di acquistare hardware meno costoso e ci permette di salvaguardare gli investimenti già realizzati. In più, il layer della nostra infrastruttura definito dal software ci offre la flessibilità di ottimizzare qualunque cosa decidiamo di utilizzare e ci consente di tornare ad acquistare storage al miglior prezzo permettendoci di far fronte alle nostre esigenze di crescita”.

Il progetto è stato disegnato e messo in pratica con l’aiuto di  SpeedCrew, un fornitore di soluzioni software autorizzato e formato da DataCore. SANsymphony-V è stata installata su quattro piattaforme server x86 standard, in modo da garantire ridondanza e protezione dei dati, offrendo al contempo la gestione centralizzata di oltre 200 TB di storage residenti su diversi sistemi Emc VMax, Emc Centera e Hp Eva. Il Ministero trarrà vantaggio anche dall’aggiunta di funzionalità storage avanzate di alto livello, come il thin provisioning, il mirroring su area metropolitana, il caching adattativo ad alta velocità, la replicazione e l’auto-tiering, che potranno essere applicate sia allo storage esistente sia a quello che verrà acquisito in futuro.

mercoledì 26 marzo 2014

DataCore Days “L’anno dello storage definito dal software” a stadio Roland Garros

150 partner hanno partecipato - DataCore presentazioni e keynote - 20/21 marzo, 2014
 La riunione annuale dei partner di DataCore...


martedì 11 marzo 2014

DataCore presenta Virtual Desktop Server VDS 2.1, la soluzioni “VDI stateful” per la virtualizzazione dei desktop


DataCore™ VDS 2.1, che semplifica e rende economicamente conveniente l’adozione di desktop virtuali in grado di mantenersi costantemente in modalità ‘stateful’. Quest’ultima versione supporta le piattaforme Windows Server 2012 e Server 2012 R2, comprende un’offerta entry-level aggiornata per 25 desktop virtuali con protezione dei server VDI Hot Standby integrata e include numerosi e significativi miglioramenti per aumentare la semplicità d’uso della piattaforma server software per desktop virtuali. La nuova versione supporta anche l’accesso tramite Single Sign-On (SSO) e Active Directory, oltre a comprendere nuove procedure guidate, modelli e strumenti per aumentare il livello di integrazione con Microsoft VDI e i suoi servizi di erogazione e di desktop remoto. La versione 2.1 del software DataCore VDS è già disponibile tramite i fornitori di soluzioni europei autorizzati, preparati e certificati per offrire soluzioni VDI semplici da utilizzare, convenienti e con prestazioni elevate.

“DataCore VDS supera le difficoltà legate ai costi elevati, alla complessità e alle prestazioni che specialmente le aziende di piccole e medie dimensioni incontrano nell’adozione delle VDI,” ha detto Christian Hagen, Vice President di DataCore EMEA. “Al contrario di altre soluzioni VDI molto complesse che sono state progettate, con i relativi costi, per installazioni di mille desktop o più, DataCore VDS 2.1 elimina molti dei dolorosi ostacoli all’implementazione di queste soluzioni, riducendo al contempo i costi di ciascun desktop virtuale. DataCore rende finalmente fattibile e conveniente per le piccole e medie imprese l’adozione di una piccola infrastruttura di desktop virtuali capace di scalare senza compromessi sulle prestazioni.”

DataCore VDS offre una “vera” esperienza utente desktop Le piccole e medie imprese vogliono adottare la virtualizzazione del desktop per gli stessi motivi di quelle più grandi: ridurre i costi di gestione dei desktop, incrementare la produttività e aumentare l’agilità aziendale. Il problema è che non possono permettersi di affrontare i costi stellari delle soluzioni di livello enterprise, generalmente sovradimensionate per le esigenze degli ambienti più piccoli.

DataCore VDS rende economicamente possibile l’adozione e l’utilizzo di ambienti di desktop virtuali in modalità ‘stateful’ persistente, garantendo costi più bassi e prestazioni superiori rispetto alle possibili alternative.

La soluzione DataCore VDS mette a disposizione desktop virtuali completi in modalità ‘stateful’ (o persistente), che offrono un’esperienza utente simile a quella di chi si trova a lavorare direttamente su un vero PC desktop o portatile. Grazie ai desktop virtuali ‘stateful’, all’utente viene assegnata una macchina virtuale privata per la navigazione, il download e l’utilizzo delle proprie applicazioni. Spegnendo e riaccendendo la macchina virtuale, questa mantiene il suo ‘stato’, ovvero si ripresenta esattamente come era stata lasciata, come quando si apre e si chiude un portatile. In pratica funziona come il proprio desktop, solo che è virtuale.

DataCore VDS offre potenti desktop virtuali a un prezzo più basso del rinnovamento di un PCDataCore VDS è la soluzione per i desktop virtuali facile e conveniente ideale sia per 25 desktop sia per ambienti su vasta scala. Può essere installata su server standard x86 utilizzando tutte le tipologie di storage, dai dischi tradizionali alle tecnologie flash, e comprende gli strumenti di amministrazione di Windows® indispensabili per mettere velocemente a disposizione di qualunque utente dei desktop virtuali gestiti a livello centralizzato a un prezzo inferiore a quello di nuovi PC.

L’architettura a elevata efficienza di DataCore VDS elimina fino al 75 per cento dei costi VDI senza compromettere le prestazioni e, ancora più importante, l’esperienza utente.

La disponibilità del prodottoLe soluzioni DataCore VDS 2.1 sono già disponibili, offerte in Europa esclusivamente tramite una consolidata rete di fornitori di soluzioni preparati e autorizzati con sede in EMEA.

I prezzi delle licenze software di DataCore VDS partono da circa 2.500 Euro. Questo livello permette di adottare sistemi VDI gestiti completamente a livello centrale a prezzi inferiori al costo per utente di nuovi PC.

venerdì 7 marzo 2014

01.Net: Come calcolare il Roi dello storage definito dal software

http://www.01net.it/come-calcolare-il-roi-dello-storage-definito-dal software/0,1254,1_ART_157502,00.html


Una web app di DataCore consente di stimare i vantaggi operativi e finanziari derivanti dall'adozione della virtualizzazione dello storage con Sansymphony-V.


DataCore ha creato un sistema online per calcolare i benefici derivanti dallo storage definito dal software. 


Inserendo QUI le informazioni relative all'ambiente di storage che si desidera valutare, il calcolatore dei benefici realizza istantaneamente un report personalizzato che contiene l'elenco dei risparmi e dei benefici che deriverebbero dall'adozione della virtualizzazione dello storage di DataCore in base a sei categorie: 


• Risparmi finanziari a cinque anni 

• Riduzione del downtime in ore 

• Gestione centralizzata 

• Risorse tiered organizzate in pool 

• Spazio disponibile recuperato (Tb) 

• Estensione della copertura funzionale. 


Per sviluppare il sistema di calcolo dei benefici dello storage definito dal software DataCore ha stretto un accordo con Alinean, società di esperti di Roi e Tco. 

Il calcolatore valuta i risparmi ottenibili in base a: 

stime di settore sui costi collegati ai downtime (pianificati e non); riduzione dei downtime del cliente grazie all'adozione di DataCore; costi medi dello storage e delle persone che lo gestiscono; migliore sfruttamento delle risorse dopo che la capacità disponibile è stata organizzata in pool, messa a disposizione, inserita nelle cache e organizzata su livelli utilizzando DataCore; nuove funzionalità offerte dalla piattaforma di storage definito dal software di DataCore ai servizi infrastrutturali.



giovedì 6 marzo 2014

TechWeek Europe: Il Software defined storage di DataCore sotto i riflettori del Cebit


http://www.techweekeurope.it/news/il-software-defined-storage-datacore-i-riflettori-del-cebit-65903 

datacorestorage
DataCore e Fujitsu lanceranno una nuova linea di appliance ad alte prestazioni SVA Fujitsu DataCore per la virtualizzazione dello storage
Datacore Software in occasione del prossimo Cebit svelerà i suoi piani per l’anno in corso. Inoltre DataCore eFujitsu lanceranno una nuova linea di appliance ad alte prestazioni SVA Fujitsu DataCore per la virtualizzazione dello storage, basate sulla piattaforma software SANsymphony -V di DataCore e sulla tecnologia server Primergydi Fujitsu.
Fujitsu_Server
In occasione della manifestazione, DataCore Software presenterà anche la versione 2.1 del software DataCore VDS (Virtual Desktop Server), che offre desktop virtuali a costo conveniente per qualsiasi azienda. Oltre a supportare Windows Server 2012 R2, DataCore VDS supporterà anche una doppia modalità Primary/Standby che rende inutile la presenza di un host dedicato sempre pronto in standby, incrementando notevolmente la disponibilità e l’utilizzo dell’installazione. Per ciascun host possono essere impostati e gestiti dei cloni VDI tramite una console DataCore VDS. In più, il modello di gestione delle licenze è stato rivisto e ulteriormente semplificato.
datacoreapp
I moderni data center hanno adottato l’approccio Software defined storage (SDS) per far fronte alla crescita e migliorare l’agilità, oltre che per allungare la durata degli investimenti. Grazie all’SDS, quando necessario, è possibile implementare facilmente nuove tecnologie e innovazioni. DataCore offre funzionalità di auto-tiering, “mappe di calore” per identificare i colli di bottiglia nelle prestazioni, protezione continua dei dati avanzata e tecnologie di caching “in memory” per l’accelerazione delle prestazioni in grado di auto-apprendere. Con oltre 10.000 installazioni la piattaforma SDS di DataCore è in grado di ottimizzare qualsiasi tipologia di storage, indipendentemente dal produttore, comprese le memorie flash installate localmente sui server, i sottosistemi di dischi installati nelle reti di storage e persino lo storage nella cloud. DataCore è complementare alle offerte per la virtualizzazione di desktop e server di VMware e Microsoft. SANsymphony-V permette alle aziende di dividere le scelte sull’hardware per lo storage da quelle sul software, rendendo così l’acquisto dell’hardware molto più conveniente.

mercoledì 5 marzo 2014

CeBIT 2014: “L’anno dello storage definito dal software” mette DataCore sotto i riflettori del “Virtualisation & Storage Forum“

In evidenza ad Hannover i molti vantaggi della piattaforma di storage definito dal software

DataCore Software, principale fornitore di software per la virtualizzazione dello storage e di architetture per lo storage definito dal software, in occasione del CeBIT (10-14 marzo) svelerà i suoi piani per l’anno in corso. Negli ultimi dodici mesi si è assistito a un gran numero di annunci, campagne di marketing e promesse legati allo storage definito dal software, la maggior parte dei quali - ironicamente - provenienti dai classici fornitori di hardware per lo storage. DataCore andrà oltre il clamore suscitato dagli annunci per portare al centro dell’attenzione esempi concreti di clienti e dei loro successi, oltre alle numerose innovazioni e funzionalità frutto di più di 15 anni di esperienza nella fornitura di piattaforme avanzate per la virtualizzazione dello storage. DataCore SANsymphony™-V verrà mostrato al pubblico in occasione del “Virtualisation & Storage Forum“ (padiglione 2, stand A44), organizzato dal distributore Arrow ECS. I visitatori potranno anche ottenere maggiori informazioni sulla recentemente annunciata “SVA (Storage Virtualization Appliance) Fujitsu DataCore”, una soluzione congiunta pronta all’uso che unisce le migliori funzionalità delle due aziende. Inoltre, DataCore presenterà la nuova versione di DataCore VDS (Virtual Desktop Server), con diverse migliorie e un nuovo listino prezzi, per agevolare l’implementazione di ambienti virtual desktop convenienti e semplici da utilizzare.


DataCore software ha un posizionamento unico sul mercato. L’azienda vanta una comprovata esperienza nella fornitura di soluzioni di storage definite dal software (SDS), adottate con successo negli ultimi sedici anni in oltre 10.000 installazioni. La piattaforma SDS di DataCore è in grado di ottimizzare qualsiasi tipologia di storage, indipendentemente dal produttore, comprese le memorie flash installate localmente sui server, i sottosistemi di dischi installati nelle reti di storage e persino lo storage nella cloud. DataCore è complementare alle offerte per la virtualizzazione di desktop e server di VMware e Microsoft, che vengono così sfruttate al meglio. Ancora più importante è che DataCore SANsymphony-V permette alle aziende di dividere le scelte sull’hardware per lo storage da quelle sul software, rendendo così l’acquisto dell’hardware molto più conveniente. Le aziende possono infatti liberarsi dalle costrizioni di specifiche funzionalità imposte dai produttori di hardware, semplificando gli acquisti e ottenendo le migliori condizioni economiche in occasione di rinnovi, aggiornamenti o nuovi investimenti. Il software migliora anche la produttività, centralizzando la gestione dello storage, aggiungendo funzionalità di disponibilità ultra-elevata per la protezione dei dati e aumentando notevolmente le prestazioni.

I sempre più moderni data center hanno adottato l’approccio SDS per far fronte alla crescita e migliorare l’agilità, oltre che per allungare la durata degli investimenti. Grazie all’SDS, quando necessario, è possibile implementare facilmente nuove tecnologie e innovazioni. DataCore offre le più potenti e complete funzionalità di auto-tiering, “mappe di calore” per identificare i colli di bottiglia nelle prestazioni, protezione continua dei dati avanzata e tecnologie di caching “in memory” per l’accelerazione delle prestazioni in grado di auto-apprendere. Visitate lo stand e fermatevi a parlare con gli esperti DataCore, che saranno a disposizione per informare e illustrare ai visitatori lo stato dell’arte della tecnologia, oltre che per offrire elementi utili e indicazioni sugli sviluppi futuri.


Mettete alla prova le nuove appliance per la virtualizzazione dello storage pronte all’uso proposte da Fujitsu e DataCore
DataCore e Fujitsu lanceranno al CeBIT 2014 la nuova linea di appliance ad alte prestazioni SVA Fujitsu DataCore per la virtualizzazione dello storage, basate sulla rivoluzionaria piattaforma software SANsymphony™-V di DataCore e sulla più avanzata tecnologia server PRIMERGY di Fujitsu.

In occasione della manifestazione, DataCore Software svelerà anche la versione 2.1 del software DataCore VDS (Virtual Desktop Server), che offre desktop virtuali a costo conveniente per qualsiasi azienda. Oltre a supportare Windows Server 2012 R2, DataCore VDS supporterà anche una doppia modalità Primary/Standby che rende inutile la presenza di un host dedicato sempre pronto in standby, incrementando notevolmente la disponibilità e l’utilizzo dell’installazione. Per ciascun host possono essere impostati e gestiti dei cloni VDI tramite una console DataCore VDS. In più, il modello di gestione delle licenze è stato rivisto e ulteriormente semplificato.

“Popolarità e reale necessità dello storage definito dal software sono stati riconosciuti e promossi anche dai più importanti produttori di hardware, che vedono questa tendenza verso la mercificazione come inevitabile", ha detto Stefan von Dreusche, Director Central Europe di DataCore Software. “Questo conferma la validità del nostro approccio, rafforzando in noi e nei nostri clienti che gestiscono oltre 10.000 siti in tutto il mondo la convinzione che da oltre 15 anni siamo sulla giusta strada tecnologica. Con la differenza che oggi il nostro software spazia su una vasta gamma di sistemi di storage, flash e cloud rendendo la dipendenza dall’hardware un ricordo del passato. L’approccio SDS di DataCore permette di contenere i costi, guadagnare flessibilità e migliorare l’efficienza a beneficio dei nostri clienti.”

DataCore offre biglietti gratuiti per il CeBIT 2014 (Hannover, Germania, dal 10 al 14 marzo), che si possono ottenere collegandosi a questo indirizzo: http://www.vs-forum.com/cebit_ticket.html. Nel menu dedicati ai fornitori basta scegliere “DataCore” e fissare un appuntamento. Dopo la registrazione riceverete tramite e-mail un biglietto elettronico.

martedì 4 marzo 2014

Un nuovo paradigma pervade il mondo dello storage: il "Software Defined Storage"

Da Datacore uno storage software defined
Un nuovo paradigma pervade il mondo dello storage: il "Software Defined Storage". Un fattore alla base di una tale evoluzione è l’esigenza di rispondere alle necessità di infrastrutture cloud private o ibride, e di ottimizzare il ricorso alla tecnologia delle memorie allo stato solido ricorrendo a layer diversi di unità a disco a basso costo e con capacità maggiori. La risposta di DataCore è stato SANsymphony-V. 

sabato 1 marzo 2014

DataCore SANsymphony-V con VMware vSphere


DataCore è certificato VMware Ready e si integra in modo trasparente con:
  • VMware vSphere® 
  • VMware vSphere® Storage APIs for Array Integration (VAAI)
  • VMware vCenter™ Server
  • VMware vCenter Site Recovery Manager™ (SRM)
Da anni DataCore Software partecipa al programma VMware’s Technology Alliance Partner Program e da anni le sue soluzioni erano usate anche in ambito VMware (oltre che Citrix XenServer e Microsoft Hyper-V). Ora l’integrazione con la suite di VMware si è arricchita.

VMware VAAI

Le VMware VAAI sono delle API per le funzionalità di storage-based hardware acceleration e offload per ridurre il carico di CPU e memoria dell’host.
Al momento le primitive VAAI supportate sono:
  • Hardware Assisted Locking (Atomic Test & Set)
  • Full Copy (Hardware Copy Offload)
  • Blocking Zeroing (Write Same)
  • VMware VAAI space reclamation services
Notare che la funzionalità di UNMAP non è ancora supportata, ma è in via di sviluppo per le prossime versioni.
L’aspetto interessante è che SANsymphony-V di DataCore porta i benefici dell’accelerazione hardware e di offload fornite da VAAI anche a pool di storage eterogenei, indipendentemente dal fatto che dispongano o meno del supporto nativo VAAI e senza la necessità che i volumi VMFS siano della stessa marca del sistema che ospita i dischi.

VMware vCenter Server Plug-In

In precedenza, era già possibile visualizzare la parte di VMware all’interno della console di management di DataCore.
Ora è possibile controllare e pianificare servizi chiave di virtualizzazione dello storage di SANsymphony-V, come la gestione delle snapshot o la creazione dei vDisk, direttamente da VMware vCenter Server tramite un plug-in software, disponibile per il download da parte di tutti i clienti SANsymphony-V.
Maggiori informazioni sono disponibili sul foglio informativo DataCore vCenter Plug-in datasheet.

VMware SRM

DataCore fornisce uno Storage Replication Adapter (SRA) per VMware SRM in modo da usare quest’ultimo come strumento per orchestrare ed automatizzare le operazioni di fail-over e/o fail-back in un piano di disaster recovery.
Notare che benché l’SRA sia gratuito e disponibile sia sul sito di DataCore che quello di VMware, sono comunque necessarie le licenze relative alla replica asincrona ed all’opzione ASR.