giovedì 21 novembre 2013

ComputerWorld: DataCore, un nuovo standard per lo storage

ComputerWorld: http://www.cwi.it/datacore-un-nuovo-standard-per-lo-storage-15983
 
Con la nuova versione di SANsymphony-V, la società punta a un nuovo modello di storage definito dal software. Rèmi Bargoing, Country Manager per l’Italia, ci parla delle caratteristiche della piattaforma e dei vantaggi della virtualizzazione dello storage
 
DataCore Software è una delle prime aziende che ha creduto e investito nello storage definito dal software, e la sua soluzione SANsymphony-V per la virtualizzazione dello storage attualmente conta più di diecimila installazioni in tutto il mondo. Sulla base dell’esperienza acquisita la società ha apportato una serie di modifiche e miglioramenti alla nuova versione della piattaforma, recentemente annunciata, con l’obiettivo di rispondere alle esigenze dei reparti IT che devono organizzare pool, mettere a disposizione e gestire centralmente lo storage in modo diverso dai tradizionali asset. Al cuore della piattaforma ci sono quelli che DataCore considera gli elementi chiave dell’architettura definita dal software: la portabilità del software e l’intercambiabilità dell’hardware, come ci spiega Rèmi Bargoing, Country Manager Italia di DataCore Software.

Quali sono gli elementi che caratterizzano la vostra proposta per SAN virtuali? La ricerca dello storage definito dal software ha prodotto tre distinti approcci alla virtualizzazione dello storage: basata su hypervisor, dipendente dal dispositivo e agnostica, esclusivamente software. DataCore SANsymphony-V è un esempio di virtualizzazione agnostica dello storage, esclusivamente software. La virtualizzazione basata su hypervisor e quella dipendente dal dispositivo risolvono alcuni dei problemi relativi alle prestazioni e ai costi, ma la virtualizzazione agnostica dello storage, realizzata esclusivamente via software, offre il valore più elevato e l’approccio più completo operando su qualsiasi server fisico o virtuale e su qualunque insieme di dispositivi di storage. La velocità nello sfruttare server e ambienti di storage eterogenei per raggiungere i risultati aziendali nonostante le limitazioni del budget è l’obiettivo chiave dei clienti che ricorrono alla virtualizzazione dello storage”.

Come funziona la piattaforma SANsymphony-V? Il software per la virtualizzazione dello storage, agnostico rispetto all’hardware, astrae e organizza in pool i dischi interni ed esterni, insieme alle unità flash/SSD per tempi di risposta alla velocità della luce, accesso non-stop e sfruttamento ottimale della capienza. Migliaia di data center di tutto il mondo adottano DataCore per rispondere in modo conveniente alle esigenze di prestazioni ed elevata disponibilità dello storage dei loro server fisici e virtuali. Le principali funzionalità comprendono la gestione di cache DRAM in-memory, l’auto-tiering, il mirroring sincrono, la replicazione asincrona, il thin provisioning, le snapshot e la CDP. Il set integrato di servizi viene gestito centralmente e coadiuvato da una dettagliata analisi delle prestazioni a da strumenti per la gestione della capienza.

A quale segmento di mercato è destinata questa soluzione? La piattaforma SANsymphony-V è stata progettata per applicazioni mission-critical sensibili ai tempi di latenza, utilizzate in aziende grandi e piccole, dove le interruzioni dei servizi non sono tollerate. Il suo impiego va da semplici installazioni pilota con pochi terabyte di capienza fino a configurazioni di enormi dimensioni che gestiscono petabyte di spazio su disco.

Come valutate la proposta vSAN di VMware? E’ una soluzione che sfrutta gli economici dischi interni, spingendo sempre più clienti, anche quelli che non amano le SAN, a virtualizzare le applicazioni, ed è proposta da una società di software molto nota. Tuttavia la soluzione, che attualmente è solo una versione beta, richiede l’utilizzo di costose memorie flash, non funziona su macchine fisiche che potrebbero essere presenti nel mix o con altri diffusi Hypervisor, per esempio Microsoft Hyper-V e non si rapporta con altri sistemi virtualizzati in cui sono utilizzate SAN esterne. Questo significa che i clienti devono ricorrere a due metodologie differenti per mettere a disposizione la capacità, proteggere i dati e raggiungere l’elevata disponibilità.

Che impatto avrà sul vostro mercato il rilascio di VMware vSAN? L’annuncio ha scatenato un forte interesse nei confronti del nostro prodotto presso un pubblico che in altro modo non avremmo potuto raggiungere, incoraggiando i clienti a valutare il software per la virtualizzazione dello storage su risorse di storage lato-server come possibile alternativa a sistemi di storage esterni più complessi e costosi. Questa svolta indica un indebolimento della morsa che i produttori di grandi batterie di dischi avevano stretto nelle installazioni di sistemi virtualizzati mission-critical dipendenti da dischi veloci e condivisi per la mobilità delle macchine virtuali e per il failover.

Cosa differenzia la vostra proposta? Attualmente c’è molta attenzione su vSAN, e questo in un certo senso ci favorisce perché ci permette di sottolineare gli elementi distintivi che rendono DataCore una scelta migliore. Una chiara area di differenziazione è quella che riguarda la velocità e la convenienza derivanti dall’utilizzo delle DRAM in surplus come cache in-memory di lettura e scrittura, che spesso rendono inutile ricorrere a spese extra per acquisire tecnologia flash. In questo modo, DataCore abbassa notevolmente i costi e la complessità legati all’implementazione di SAN virtuali ad alta velocità e senza interruzioni per l’intera struttura IT.

Cosa deve fare un’azienda per installare e gestire la vostra vSAN? Per le applicazioni, SANsymphony-V è trasparente e quindi non è necessario apportare modifiche al codice. Per creare un pool di storage strutturato a livelli e con disponibilità continua, è necessaria l’installazione su una macchina virtuale in due o più nodi. Queste risorse sono accessibili dalle app co-residenti, così come dai nodi dedicati esclusivamente all’elaborazione, come se fossero dischi locali. Il software può essere fatto girare anche su macchine x86 dedicate, magari resesi disponibili in occasione del consolidamento dei server, per alleggerire gli host applicativi da tutte le attività che fanno un uso intensivo dello storage.

martedì 19 novembre 2013

Si amplia lo storage software defined di DataCore

Tom's Hardware: http://www.tomshw.it/cont/news/si-amplia-lo-storage-software-defined-di-datacore/50539/1.html#.Uod9x_oo5aQ

La nuova release della piattaforma SANsymphony-V per la virtualizzazione dello storage amplia il suo raggio d'azione, incrementando scalabilità, prestazioni e affidabilità

DataCore Software promuove un modello per la virtualizzazione dello storage basato sul software che trova declinazione commerciale in SANsymphony-V, una piattaforma che consente di mettere a fattor comune sistemi differenti e multivendor e di gestirli centralmente.
Questa soluzione software abilita anche una serie di funzionalità e servizi pensati per migliorare l’utilizzo dello storage, incrementare la semplicità, l’alta disponibilità e le prestazioni quali: alta disponibilità, disaster recovery, auto-tiering, organizzazione di risorse eterogenee in pool virtuali condivisi, thin provisioning, unificazione NAS/SAN, caching ad alta velocità, protezione continua dei dati.

Funzionalità e servizi abilitati da SANsymphony-V
Il rilascio della versione 9.0.4 di SANsymphony-V aumentando scalabilità e portata dello storage e delle Storage Area Network (SAN) tradizionali, automatizzando e ottimizzando le prestazioni e l'utilizzo sia delle risorse flash sia dei dischi con supporto rotante nelle applicazioni lato server, all'interno della SAN o su entrambe.

In particolare, le nuove funzionalità includono una scalabilità raddoppiata che porta a 16 il numero Massimo di nodi che è possibile federare in una griglia di storage gestita a livello centralizzato, funzionalità di auto-riparazione dello storage con la possibilità di identificare automaticamente prodromi di malfunzionamenti hardware ed effettuare migrazioni automatiche dei dati e la capacità di spostare dischi virtuali tra i differenti pool di storage senza interrompere l'erogazione dei servizi.
Inoltre, la nuova release è dotata di una tecnologia di replicazione remota di nuova generazione che favorisce un più rapido disaster recovery.

lunedì 18 novembre 2013

Perché DataCore? 36 Ottime ragioni & vantaggi

Scopri di più: http://www.datacore.com/International/Language/Italian/stop-fighting-your-storage-hardware.aspx

Guarda i Video: Vincere la battaglia con DataCore


Non consentire che il tuo storage continui a mettere K.O. il tuo business!


Non consentire che il tuo storage continui a mettere K.O. il tuo business!

Quanto giro d‘affari va in fumo quando i tuoi sistemi sono bloccati? Come intendi proteggere le tue applicazioni business-critical dalle interruzioni di servizio dovute allo storage?

Correre ad acquistare nuovi dispositivi di storage è una possibile risposta, ma certo non la migliore. DataCore protegge i tuoi dati, rende possibile una disponibilità senza interruzione dello storage distribuito su distanze metropolitane e consente di replicare facilmente i siti remoti per un rapido ripristino d‘emergenza. E in più, SANsymphony-V accelera vertiginosamente le operazioni e consente di recuperare il pieno uso del tuo spazio di archiviazione esistente. Grazie al software di virtualizzazione dello storage di DataCore puoi usufruire di un‘amministrazione centralizzata e uniforme di tutti i tuoi asset di archiviazione, di una disponibilità maggiore e costante e soprattutto di enormi risparmi sui costi.
 

sabato 16 novembre 2013

La virtualizzazione dello storage "soft-defined" di DataCore

Tom's Hardware: http://www.tomshw.it/cont/articolo/la-virtualizzazione-dello-storage-soft-defined-di-datacore/50471/1.html#.Uod8FPoo5aQ

George Teixeira, CEO e fondatore di DataCore, spiega perché la virtualizzazione dello storage è una questione che va affrontata a livello software e di come le grandi società che vendono hardware gli stiano dando ragione

Sono anni che George Teixeira, CEO e fondatore di DataCore, sostiene che il futuro dello storage è quello della virtualizzazione affrontata con un modello orientato al software.
È sulla base di questa convinzione che DataCore ha sviluppato la soluzione SAN Symphony-V, giunta ormai alla release 9, un sorta di hypervisor per la virtualizzazione dello storage che si promette di portare nello storage lo stesso livello di flessibilità e vantaggio conseguito con la virtualizzazione a livello server. 
Proprio in questi giorni esce una nuova release minore di SANsymphony-V che, tra le novità, raddoppia la scalabilità con supporto fino a 16 nodi federati, introduce una nuova generazione di servizi di replicazione remota che aumentano la velocità nel disaster recovery, include nuove funzionalità di auto-riparazione e nuovi servizi di mobilità dei dati tra pool di storage senza interruzione dei servizi.

A Teixeira abbiamo chiesto di spiegare la sua visione del mercato, dell'azienda e l'impatto di nuovi annunci legati allo storage software-defined.
George Teixeira, CEO e fondatore di DataCore
 
 
 
Come sta cambiano il mondo dello storage ?
Il tradizionale modello dello storage va ridefinito. I dipartimenti IT si indirizzano verso il software-defined data center e non affrontano più i problemi acquistando nuovo hardware. Vi è la necessità di uno strato software indipendente dal dispositivo capace di mettere a fattor comune e di gestire centralmente tutte le differenti risorse storage. È importante coniugare l'utilizzo del velocissimo storage a stato solido con quello di dischi di livello e prestazioni inferiori. Un altro fattore chiave è di definire dove il software deve risiedere per ottimizzare le esigenze di prestazioni e capacità. DataCore ha sempre creduto che gli elementi essenziali di una architettura software -defined siano la portabilità del software ovvero che questo possa risiedere ovunque e l'interscambio delle risorse hardware.

Come stanno reagendo i produttori di hardware per lo storage ?
I principali produttori di hardware per la memorizzazione dei dati hanno risentito del modello di virtualizzazione dello storage basato sul software e stanno cercando di rimodellare le loro offerte o guadagnare tempo promuovendo il passaggio verso il mondo "software-defined" e cercando di trovare nuove strategie per affrontare il crescente cambiamento nel modello di acquisto dell'IT sempre più basato su un principio di "commodity".

Qual è l'elemento differenziante dell'offerta di DataCore ?
È di proporre una vera architettura storage di tipo "software-defined", che permette di intervenire su tutte le risorse storage a disposizione di un'azienda. L'aspetto chiave della nostra soluzione è la possibilità di intervenire attraverso l'intera rete enterprise e su sistemi di multivendor senza essere limitata a lavorare solo all'interno di un server applicativo oppure solo all'interno della SAN o all'interno di una "storage box". Per esempio, la funzione di auto tiering di SANsymphony-V può supportare fino a 15 livelli che possono gestire l'archiviazione sui server applicativi (per esempio su memorie flash o drive SAS), sulle risorse interne alla SAN (memorie flash, storage multivendor di livello enterprise, drive SAS, drive SATA o "commodity storage") o può essere organizzato tramite gateway su più livelli di cloud storage (per esempio Base o Premium). DataCore gestisce automaticamente e ottimizza lo storage attraverso tutti questi livelli.
L'architettura storage soft-defined di DataCore
Come considerate il recente annuncio da parte di EMC della soluzione ViPR che di fatto è pensata per realizzare una virtualizzazione dello strage a livello software ?
Siamo molto contenti di questo annuncio perché non fa che confermare la correttezza di quanto DataCore sostiene da anni.

Non crede che possa sottrarvi opportunità di mercato ?
Al contrario, rafforza il valore delle nostre soluzioni. La prima osservazione che viene da fare è il livello di credibilità con cui EMC, da sempre uno dei principali produttori di hardware per lo storage, possa promuovere un modello software-defined senza cannibalizzare il proprio mercato di sistemi storage. Non bisogna poi confondere le caratteristiche delle due soluzioni. EMC ViPR di fatto è uno strumento che si limita semplicemente a tradurre le richieste in un formato adatto alle API del dispositivo. Inoltre EMC ViPR non risiede nel data path e non è in grado di prendere decisioni di I/O e poi si basa sulle capacità native di ogni singolo dispositivo storage e se questo non dispone delle funzioni desiderate non è in grado di implementarle. DataCore permette di ottimizzare e gestire da subito tutto lo storage presente in azienda qualunque sia il fornitore e di introdurre un'ampia gamma di funzionalità avanzate.

Perché DataCore non è riuscita a diventare la nuova VMware ?
Non lo è diventata ancora. Ci aspettiamo per il futuro una forte crescita del modello di virtualizzazione dello storage che proponiamo.

Come siete posizionati in Italia ?
Abbiamo un modello completamente indiretto con un unico distributore. La soluzione DataCore in Italia è meno diffusa rispetto ad altri mercati europei quali, per esempio, Germania e Francia e stiamo predisponendo azioni di sviluppo del business. Riteniamo che ci siano ottime opportunità di crescita in Italia e che la crisi, in realtà, possa rappresentare un volano anziché un elemento inbitore perché le nostre soluzioni favoriscono l'ottimizzazione delle risorse, la riduzione dei costi e l'incremento di efficienza.
 
Le funzionalità storage di SANsymphony-V
Verso quali direttrici prevedete di sviluppare DataCore a parte l'aggiunta di nuove funzionalità a SANsymphony-V ?
Un primo elemento di sviluppo c'è già stato è riguarda la soluzione DataCore VDS per la virtualizzazione del desktop che noi consideriamo essenzialmente una tematica storage. VDS risponde alla grande richiesta di mercato per soluzioni infrastrutturali di virtualizzazione del desktop a un costo contenuto. Va poi oservtao che a oggi ci sono circa 100mila Storage Area Network nel mondo mentre si stimano oltre un milione di applicazioni. Il prossimo passo nell'evoluzione di DataCore è quello di portare la nostre soluzione nel mondo delle applicazioni e questo ci aprirà un mercato 10 volte più grande.

venerdì 15 novembre 2013

DataCore SANsymphony-V, per lo storage definito dal software

SANsymphony-V di DataCore Software offre numerose funzionalità per lo storage definito dal software ed estende le possibilità di integrazione e configurazione

DataCore Software annuncia una serie di importanti miglioramenti alla piattaforma per la virtualizzazione dello storage SANsymphony-V, ora capace di gestire al meglio ambienti SAN, grazie a una maggiore scalabilità.

 Nello specifico, SANsymphony-V R9.0.4 offre servizi di gestione universali e funzionalità a livello infrastrutturale, in grado di migliorare le caratteristiche native dei diversi dispositivi di storage. In un momento critico per il segmento storage, che vede i differenti produttori in fase di rinnovo delle proprie soluzioni, SANsymphony-V risponde alle problematiche dell’IT con numerose funzionalità e una strategia a lungo termine, per controllare i costi e la crescita on demand. Il pacchetto permette dunque di automatizzare e ottimizzare le prestazioni e l’utilizzo sia delle risorse flash sia dei dischi con supporto rotante nelle applicazioni lato server, all’interno della SAN o su entrambe.

Tra le nuove funzionalità e i vantaggi di DataCore ci sono:
· Scalabilità raddoppiata - Ora è possibile federare e unire fino a 16 nodi in una griglia di storage gestita a livello centralizzato per migliorare i tempi di risposta e aumentare la velocità di trasferimento dei dati del sistema. Il livello di scalabilità e la capacità di federare dispositivi e marchi di storage diversi non ha paragoni nel settore. Questo aggiunge resilienza all’intera infrastruttura IT per far fronte alla perdita temporanea (per manutenzione programmata, aggiornamenti o guasti hardware) di nodi o di dispositivi di back-end.

 · Storage con funzionalità di auto-riparazione - Accanto al mirroring sincrono dei dati tra nodi, SANsymphony-V identifica e aggira le risorse di hardware per lo storage che non funzionano o che sono poste intenzionalmente fuori servizio. I volumi residenti su quei dispositivi vengono migrati in modo trasparente su apparati alternativi senza influenzare le applicazioni. I clienti non solo ottengono così disponibilità continua, ma anche funzioni di riparazione automatica.

· Mobilità dei dati sicura e senza interrompere i servizi - Offre la capacità di spostare dischi virtuali tra i differenti pool di storage senza interrompere l’erogazione dei servizi. Per esempio, i volumi allocati per motivi di test o sviluppo possono essere riallocati in background nel pool di produzione senza interrompere l’accesso alle applicazioni.

 · Prestazioni superiori e spostamento dei dati con VMware VAAI e Microsoft ODX - I clienti possono dedicare più risorse host all’elaborazione delle applicazioni scaricando sulla SAN virtuale i grandi spostamenti di dati. Questo avviene in coordinamento con l’hypervisor dell’host o con il sistema operativo utilizzando comandi VMware VAAI o API Microsoft ODX. Invece di collegare host e rete durante lo spostamento dei blocchi disco, l’hypervisor chiede di farlo a SANsymphony-V e invia una notifica all’host alla fine del processo.

· Nuovi servizi per il recupero dello spazio inutilizzato - L’uso a livello infrastrutturale di VAAI e delle API ODX gioca un altro importante ruolo nel recupere spazio su disco. Gli host segnalano quando hanno cancellato (azzerato) una grande quantità di blocchi, permettendo a SANsymphony-V di recuperare quello spazio per altri usi. Senza questo coordinamento, i blocchi vuoti rimarrebbero allocati e sarebbero sprecati. Il thin provisioning abbinato alle tecniche di recupero intelligente degli spazi permette di sfruttare al massimo la capienza, aiutando spesso le organizzazioni IT a rinviare o evitare l’acquisizione di costoso nuovo storage.

 · Gestione del controllo delle modifiche e registro di controllo per la prevenzione degli errori e la risoluzione veloce dei problemi - Le organizzazioni IT di grandi dimensioni operano su più turni - 24 ore al giorno, sette giorni su sette - dovendo spesso gestire molte operazioni di provisioning individuale dello storage e di perfezionamento delle configurazioni. Per evitare confusione, SANsymphony-V registra ora ciascuna azione amministrativa in un percorso di verifica di data e ora che tiene traccia di chi ha fatto cosa e quando. Il registro di controllo aiuta anche nella risoluzione dei problemi evidenziando le azioni che hanno portato alla specifica situazione.

 · Replicazione remota di nuova generazione per un rapido disaster recovery - Il nuovo SANsymphony-V incorpora ottimizzazioni che permettono di ridurre drasticamente il tempo necessario a copiare i volumi su siti remoti, alleggerendo il trasferimento dei successivi aggiornamenti per mantenere allineate le copie remote. Queste innovazioni sono particolarmente apprezzate dai clienti che hanno siti di disaster recovery lontani, così come da colori i quali migrano frequentemente volumi tra le filiali locali e i data center centrali.

http://www.channelcity.it/news/15672/datacore-sansymphony-v-per-lo-storage-definito-dal-software.html

mercoledì 30 ottobre 2013

L’ultima versione di SANsymphony-V di DataCore Software amplia il suo raggio d’azione e fissa un nuovo standard per le piattaforme di storage definite dal software

DataCore Software, azienda leader nelle architetture di storage definite dal software e principale fornitore di software per la virtualizzazione dello storage, ha annunciato oggi una serie di importanti miglioramenti alla sua piattaforma per la virtualizzazione dello storage SANsymphony™-V. L’ultima versione costituisce un nuovo standard per lo storage definito dal software, aumentando scalabilità e portata dello storage e delle Storage Area Network (SAN) tradizionali. Partendo dall’esperienza di oltre 10.000 installazioni da parte di clienti di tutto il mondo, DataCore SANsymphony-V R9.0.4 offre servizi di gestione universali e complete funzionalità a livello infrastrutturale che migliorano le caratteristiche native dei diversi dispositivi e marchi di storage, aiutando le organizzazioni a superare le limitazioni degli specifici fornitori e legate all’hardware.

Il nuovo SANsymphony-V arriva in un momento in cui gli esperti di tecnologia considerano superato il tradizione modello di storage. I principali fornitori di hardware per lo storage ne stanno subendo le conseguenze e stanno quindi cercando di ridisegnare la loro offerta o di guadagnare tempo dichiarando il loro orientamento verso un mondo “definito dal software”. La speranza è quella di venire incontro a quegli acquirenti dei dipartimenti IT che non accettano più l’approccio di “usare più hardware per risolvere il problema”. SANsymphony-V risponde alle preoccupazioni dell’IT con potenti funzionalità e con una strategia a lungo termine per controllare i costi, particolarmente adatta ad affrontare le nuove tecnologie, come le memorie flash ad alta velocità, e la necessità di ridurre gli acquisti di storage su disco.

“DataCore continua ad alzare l’asticella nello storage definito dal software,” ha detto Deni Connor, Founding Analyst di SSG-NOW. “Mentre altri fornitori procedono a piccoli passi o fanno resistenza, DataCore ha messo in questa nuova versione di SANsymphony-V tutta l’esperienza maturata sul campo con la sua tecnologia di virtualizzazione dello storage. Gli ultimi sviluppi portano benefici veri, offrendo maggiore scalabilità, un campo d’impiego più ampio, prestazioni più elevate e strumenti di gestione più ricchi per i variegati data center moderni. Il tutto con un approccio libero dai pregiudizi dei produttori di hardware in grado di trarre il massimo valore dagli investimenti in storage.”
L’architettura per lo storage definito dal software adatta a server, SAN o entrambiCon la nuova versione, DataCore allarga il suo campo d’azione automatizzando e ottimizzando le prestazioni e l’utilizzo sia delle risorse flash sia dei dischi con supporto rotante nelle applicazioni lato server, all’interno della SAN o su entrambe. Tra le nuove funzionalità e i vantaggi di DataCore ci sono:
  • Scalabilità raddoppiata - Ora è possibile federare e unire fino a 16 nodi in una griglia di storage gestita a livello centralizzato per migliorare i tempi di risposta e aumentare la velocità di trasferimento dei dati del sistema. Il livello di scalabilità e la capacità di federare dispositivi e marchi di storage diversi non ha paragoni nel settore. Questo aggiunge resilienza all’intera infrastruttura IT per far fronte alla perdita temporanea (per manutenzione programmata, aggiornamenti o guasti hardware) di nodi o di dispositivi di back-end.
  • Storage con funzionalità di auto-riparazione - Accanto al mirroring sincrono dei dati tra nodi, SANsymphony-V identifica e aggira le risorse di hardware per lo storage che non funzionano o che sono poste intenzionalmente fuori servizio. I volumi residenti su quei dispositivi vengono migrati in modo trasparente su apparati alternativi senza influenzare le applicazioni. I clienti non solo ottengono così disponibilità continua, ma anche funzioni di riparazione automatica.
  • Mobilità dei dati sicura e senza interrompere i servizi - Offre la capacità di spostare dischi virtuali tra i differenti pool di storage senza interrompere l’erogazione dei servizi. Per esempio, i volumi allocati per motivi di test o sviluppo possono essere riallocati in background nel pool di produzione senza interrompere l’accesso alle applicazioni.
  • Prestazioni superiori e spostamento dei dati con VMware VAAI e Microsoft ODX - I clienti possono dedicare più risorse host all’elaborazione delle applicazioni scaricando sulla SAN virtuale i grandi spostamenti di dati. Questo avviene in coordinamento con l’hypervisor dell’host o con il sistema operativo utilizzando comandi VMware VAAI o API Microsoft ODX. Invece di collegare host e rete durante lo spostamento dei blocchi disco, l’hypervisor chiede di farlo a SANsymphony-V e invia una notifica all’host alla fine del processo.
  • Nuovi servizi per il recupero dello spazio inutilizzato - L’uso a livello infrastrutturale di VAAI e delle API ODX gioca un altro importante ruolo nel recupere spazio su disco. Gli host segnalano quando hanno cancellato (azzerato) una grande quantità di blocchi, permettendo a SANsymphony-V  di recuperare quello spazio per altri usi. Senza questo coordinamento, i blocchi vuoti rimarrebbero allocati e sarebbero sprecati. Il thin provisioning abbinato alle tecniche di recupero intelligente degli spazi permette di sfruttare al massimo la capienza, aiutando spesso le organizzazioni IT a rinviare o evitare l’acquisizione di costoso nuovo storage.
  • Gestione del controllo delle modifiche e registro di controllo per la prevenzione degli errori e la risoluzione veloce dei problemi - Le organizzazioni IT di grandi dimensioni  operano su più turni - 24 ore al giorno, sette giorni su sette - dovendo spesso gestire molte operazioni di provisioning individuale dello storage e di perfezionamento delle configurazioni. Per evitare confusione, SANsymphony-V registra ora ciascuna azione amministrativa in un percorso di verifica di data e ora che tiene traccia di chi ha fatto cosa e quando. Il registro di controllo aiuta anche nella risoluzione dei problemi evidenziando le azioni che hanno portato alla specifica situazione.
  • Replicazione remota di nuova generazione per un rapido disaster recovery - Il nuovo SANsymphony-V incorpora ottimizzazioni che permettono di ridurre drasticamente il tempo necessario a copiare i volumi su siti remoti, alleggerendo il trasferimento dei successivi aggiornamenti per mantenere allineate le copie remote. Queste innovazioni sono particolarmente apprezzate dai clienti che hanno siti di disaster recovery lontani, così come da colori i quali migrano frequentemente volumi tra le filiali locali e i data center centrali.
Le risposte del mondo reale per un mondo definito dal softwareIl nuovo “ordine mondiale” dello storage sta spingendo velocemente verso il layer software indipendente dal dispositivo di DataCore, specialmente le organizzazioni IT che vogliono capire come organizzare pool, mettere a disposizione e gestire centralmente lo storage in modo diverso dai tradizionali asset. Un fattore chiave è l’esigenza di ottimizzare la velocissima tecnologia delle memorie allo stato solido ricorrendo a livelli diversi di unità a disco a basso costo e con capacità maggiori, che vengono utilizzati per bilanciare obiettivi di prestazioni applicative e limiti di budget. Spesso, il produttore di ciascuna categoria di dispositivo di storage è diverso, così come gli strumenti per controllarle. In più, nei data center si trovano diverse generazioni di apparati tra loro incompatibili. E anche il luogo dove risiede il software necessario a ottimizzare le prestazioni è nel mezzo di una trasformazione.
DataCore crede da sempre che la portabilità del software e l’intercambiabilità dell’hardware siano gli elementi essenziali dell’architettura definita dal software. La nuova tendenza mondiale richiede software per la gestione e la virtualizzazione dello storage intelligente e agnostico rispetto al produttore, che sia in grado di automatizzare e ottimizzare i carichi di lavoro dello storage per abbracciare le applicazioni sia lato server sia lato SAN. E SANsymphony-V risponde in modo esclusivo a queste nuove esigenze.
“I recenti annunci di EMC su ViPR hanno concentrato i riflettori su un modello di storage ormai largamente superato e questo ha incoraggiato la ricerca di valide alternative,” fa notare Paul Murphy, Vice President of Marketing di DataCore Software. “Sin dalla sua nascita, DataCore ha fissato lo standard nello storage definito dal software. Al contrario di ViPR, DataCore non ha nessun preconcetto hardware o dipendenza dalle API. SANsymphony-V non solo federa dispositivi diversi, indipendentemente da marca e modello, ma va oltre, inserendoli in un’infrastruttura di storage coesa, reattiva e sempre disponibile. ViPR ha funzionalità limitate ed è stato progettato più come un traduttore o un diffusore di comandi API ,con l’obiettivo di riconciliare la famiglia di dispositivi di storage tra loro incompatibili di EMC.”
“La loro soluzione si limita a diffondere il modello ‘continuate a comprare hardware’ e ritarda l’inevitabile cambiamento necessario per trarre il pieno valore dello storage definito dal software,” ha continuato Murphy. “DataCore accelera le prestazioni di I/O e organizza automaticamente lo storage su livelli tra server applicativi e reti di storage. Il software bilancia l’utilizzo delle veloce tecnologie ‘in memory’ e i dischi con supporto rotante per ottenere prestazioni ottimali ed efficienza nei costi. Secondo i clienti nel ‘mondo reale’, la nostra piattaforma fornisce la corretta automazione software per la produttività e rende lo storage intercambiabile, permettendogli così di acquistare dai fornitori il miglior valore, ora e nel futuro.”

DisponibilitàIl software DataCore SANsymphony-V R9.0.4 sarà disponibile a partire dal 4 novembre 2013. Per acquistarlo o per avere maggiori informazioni ci si può rivolgere a un fornitore di soluzioni autorizzato di DataCore o a un rappresentante DataCore.

Datacore presenta la nuova versione della sua piattaforma SANsymphony-V, il Software defined storage è il nuovo ordine dello storage

http://www.techweekeurope.it/news/teixeira-datacore-il-software-defined-storage-il-nuovo-ordine-dello-storage-61888
George Teixeira , CEO di Datacore , è impegnato in un tour europeo per il lancio della nuova versione della piattaforma SANsymphony-V. Il tema è quello dell’evoluzione o della conferma del mercato dello storage definito da software .Oltre che delle caratteristiche della nuova piattaforma per lo storage Techweekeurope.it ha parlato con Teixeira anche del mercato in generale e dei suoi trend.

Al colloquio ha partecipato anche Rémi Bargoing, country manager per le attività di Datacore Software in Italia. In Italia Datacore, distribuita da Ready Informatica, conta una cinquantina di clienti serviti da una ventina di partner. In qualità di country manager, il compito di Rémi Bargoing è quello di rafforzare la presenza dell’azienda sul mercato Italiano, con particolare attenzione allo sviluppo del canale reseller ed al potenziamento della qualità e dell’intensità del follow up dei partner sulle attività rivolte all’utente finale.

Prima di tutto da parte dei dirigenti di Datacore una difesa della tecnica di virtualizzazione dello storage nei data center, SDS non è una nuova buzzword di marketing . E’ solo che in questo momento ne parlano giganti dello storage come EMC e nuovi entranti come Vmware . Con Vmware Datacore vanta solidi rapporti di partnership, ma non disdegna ora aperture verso Microsoft ( in questo ambiente avviene dal 3 20 al 30 per cento del suo business). Il mercato dello storage sta vivendo un momento di cambiamento e di rottura per diverse ragioni: le esigenze di capacità di storage sono cresciute, si sta affermando la tecnologia flash e il valore si sta spostando verso il software, mentre è ormai chiara la tendenza a ridurre l’hardware a commodity. Di fronte a un’offerta frammentata e a un installato eterogeneo di storage, Texeira rivendica la capacità di SANsymphony di “ rendere HP, EMC, IBM ancora migliori. La clientela non vuole problemi di gestione nel mettere in pool le risorse che possiede”.

Nell’opinione di Teixeira le risposte a queste esigenze non vengono dai vendor di storage tradizionali , ma da un software come SANsymphony, collaudato ( siamo alla nona versione) che opera già in oltre 10 mila data center, è in grado di lavorare con tutto l’hardware esistente e ora si apre anche alla gestione dello storage flash. Rispondendo alle esigenze delle attuali infrastrutture per data center definite dal software, la nuova versione di SANsymphony-V costituisce “il nuovo standard per lo storage definito dal software, offrendo scalabilità molto più elevata, servizi di replicazione di nuova generazione per disaster recovery più veloci, funzionalità di riparazione automatica dello storage e una maggiore integrazione di piattaforma con i servizi di recupero della capienza inutilizzata Microsoft ODX e VMware VAAI”.

Le funzionalità di virtualizzazione dello storage operano universalmente sia su dischi locali e tecnologie flash installate all’interno dei server sia su sistemi di storage esterni collegati in remoto su reti di storage. SANsymphony-V gestisce, virtualizza e organizza automaticamente in livelli lo storage sfruttando tutte le più diffuse tecnologie flash/SSD e i dispositivi basati su dischi con supporto rotante. Inoltre, la soluzione DataCore può essere impiegata senza problemi e in sicurezza su distanze metropolitane utilizzando il mirroring sincrono. Il software incrementa notevolmente le prestazioni della replicazione e offre nuovi servizi per migliorare il disaster recovery e la replicazione su siti remoti. I plug-in e i servizi aggiornati si integrano strettamente con i più diffusi hypervisor server per permettere agli utenti di effettuare provisioning, condividere, clonare, replicare ed espandere i dischi virtuali su server fisici e macchine virtuali senza dover interrompere l’erogazione dei servizi.
sansymphoni_physicalstoragedevices2

Tra le nuove importanti funzionalità della nuova versione ci sono:
• Scalabilità raddoppiata con supporto fino a 16 nodi federati
• Una nuova generazione di servizi di replicazione remota
• Nuovi servizi per il recupero dello spazio inutilizzato
• Nuova gestione del controllo delle modifiche e dei log dei processi di valutazione.

Un plug-in aggiornato per VMware vCenter permette agli utenti di effettuare provisioning, condivisione, clonazione, replicazione ed espansione dei dischi virtuali su server fisici e macchine virtuali senza interrompere i servizi.

mercoledì 18 settembre 2013

Smetti di combattere con lo storage!


Vinci la battaglia grazie al software per la virtualizzazione dello storage di DataCore


Sei sotto pressione per l'aumento dei costi dello storage? Stai esaurendo lo spazio di archiviazione nel tuo data center? DataCore Software rende superfluo l’acquisto di nuovo hardware per lo storage! Grazie al software DataCore SANsymphony-V puoi accelerare le prestazioni delle applicazioni aziendali critiche e sfruttare completamente lo spazio di archiviazione esistente. Con la virtualizzazione dello storage di DataCore al servizio del tuo storage potrai godere di numerosi vantaggi: maggiore produttività, migliore continuità operativa, gestione centralizzata e amministrazione uniforme per tutti tuoi asset di archiviazione dei dati, riduzione dei tempi di inattività e soprattutto enormi risparmi sui costi.
http://www.datacore.com/International/Country/UK/stop-fighting-your-storage-hardware.aspx

martedì 17 settembre 2013

DataCore spiega le criticità di desktop e VDI virtualizzazione dei desktop

Una ricerca sulle VDI rivela i numeri e le insidie dell’adozione della virtualizzazione dei desktop nelle PMI 

http://www.tomshw.it/cont/news/datacore-spiega-le-criticita-di-desktop-e-vdi/49125/1.html

DataCore ha commissionato una ricerca sui manager IT europei per valutare la fattibilità di infrastrutture per desktop virtuali (VDI) in grado di operare economicamente e con successo in ambienti di dimensioni contenute. L’indagine è stata realizzata intervistando quasi 200 IT manager britannici, due terzi dei quali impegnati in aziende con meno di 500 dipendenti che hanno considerato, ma spesso non ancora adottato, una soluzione VDI.

I ricercatori hanno rapidamente scoperto che la maggior parte degli intervistati ha perfettamente compreso che concettualmente l’adozione di una VDI permette di abbassare i costi di possesso e la complessità degli aggiornamenti (tagliando il supporto e aumentando la longevità dell’hardware esistente). Nella realtà, la VDI è stata percepita come una soluzione troppo complessa da adottare e che richiede una quantità tale di storage che la maggior parte delle PMI non è in grado di adottare.  Tra i dati più significativi emersi dalla ricerca:
  • Il 15% delle organizzazioni con meno di 100 utenti aggiorna i desktop quando necessario senza pianificarlo in bilancio
  • La riduzione dei costi totali di possesso dei desktop è una delle aspirazioni maggiormente citate dagli intervistati (40%), seguita da vicino dalla riduzione delle attività di supporto (39%)
  • Il 12 per cento degli intervistati sostiene che, pur avendo raggiunto i propri obiettivi nell’adozione della VDI, i costi complessivi sono rimasti sostanzialmente gli stessi; e l’8 per cento ha affermato che nonostante una riduzione dei costi dei desktop, sono aumentati quelli relativi a server e storage
  • L’aumento dei costi di storage ha assorbito l’11 per cento del loro investimento
Il report rivela anche quali sono gli elementi principali che portano a resistenze nell’adozione della VDI:
  • Le PMI ritengono che i costi iniziali siano molto elevati a causa della necessità di implementare un’infrastruttura di software specializzata in grado di supportare le prestazioni e l’elevata disponibilità in ambienti di produzione
  • Le PMI apprezzano ovviamente il fatto che le VDI possano abbassare il costo totale di possesso a livello di desktop, ma sono preoccupate dai possibili costi extra, come quelli relativi allo storage
  • Le PMI ritengono che a causa dei modelli di pricing imposti dai fornitori, tipicamente concentrati sulle imprese di grandi dimensioni, le economie di scala promesse non siano automaticamente replicabili in ambienti con 100-200 postazioni di lavoro.
Il report completo può essere scaricato dall’indirizzo http://www.datacore.com/CR-DataCore-VDI )

lunedì 9 settembre 2013

Tom's Hardware: Per il data center definito dal software è il momento decisivo

George Teixeira, CEO di DataCore Software, fa il punto sul nuovo modo di interpretare il data center in chiave software

Per molto tempo i responsabili IT aziendali hanno sentito la frase "virtualizzate o rimarrete indietro", e dopo avere verificato la validità di questo messaggio non hanno potuto negare i benefici che derivano dalla sua applicazione, dando così il via alla corsa alla virtualizzazione. Oggi, osserva Teixeira, si assiste alla spinta per la creazione di data center definiti dal software.

Ovviamente, c’è una certa attesa per capire se questi ambienti più flessibili e innovativi saranno in grado di gestire adeguatamente i requisiti prestazionali e di disponibilità delle applicazioni aziendali critiche, specialmente quando si esamina l’elemento storage dell’equazione. In passato i decisori aziendali avevano buone ragioni per preoccuparsi, ma oggi hanno un ottimo motivo per festeggiare le nuove piattaforme di virtualizzazione dello storage, che hanno dimostrato di poter superare gli ostacoli legati all’I/O.


 
George Teixeira
Proprio come avvenuto con gli hypervisor per i server, che hanno messo a disposizione una piattaforma operativa virtuale, un simile approccio nello storage sta trasformando velocemente, osserva il manager, le metriche economiche della virtualizzazione nelle organizzazioni di qualunque dimensione offrendo la velocità, la scalabilità e la disponibilità continua necessarie per sfruttare appieno i benefici dei data center definiti dal software.



Tra gli altri benefici particolari tra quelli ampiamente riconosciuti ci sono:
  • L’eliminazione dei colli di bottiglia nell’I/O dello storage dei data center virtualizzati
  • Lo sfruttamento efficace delle risorse di storage per ottenere prestazioni applicative sempre maggiori
  • La garanzia di applicazioni veloci e sempre disponibili senza dover fare grandi investimenti in storage
I rallentamenti delle prestazioni causati dai colli di bottiglia dell’I/O e i fermo-macchina provocati da malfunzionamenti legati allo storage sono due dei principali motivi per cui le imprese hanno evitato di virtualizzare le loro applicazioni di primo livello, come SQL Server, Oracle, SAP ed Exchange. Questa tendenza è emersa chiaramente nella recente "Terza indagine annuale sullo stato della virtualizzazione" realizzata da DataCore Software.

Dall’indagine è emerso che il 42 per cento di chi ha risposto ha segnalato il decadimento delle prestazioni o l’impossibilità di soddisfare le esigenze prestazionali come ostacoli alla maggiore virtualizzazione dei carichi di lavoro. Eppure, efficaci piattaforme di virtualizzazione dello storage stanno superando con successo queste difficoltà. Lo fanno utilizzando tecniche di caching adattativo e di aumento delle prestazioni indipendenti dai dispositivi che permettono di assorbire carichi di lavoro estremamente variabili, consentendo così alle applicazioni di girare più velocemente in modalità virtualizzata.

L’indagine ha anche rivelato che il 44 per cento di chi ha risposto ritiene che i costi sproporzionati relativi allo storage siano un ostacolo alla virtualizzazione. Anche in questo caso, però, efficaci piattaforme per la virtualizzazione dello storage sono oggi in grado di offrire una soluzione, grazie a funzionalità come l’auto-tiering, che ottimizza l’uso delle risorse più costose gestendole insieme a dischi fissi di maggiore capacità e minore costo.

Una piattaforma software di questo tipo tiene sotto costante controllo il comportamento dell’I/O ed è in grado di scegliere automaticamente in tempo reale e in modo intelligente cosa utilizzare tra memorie cache dei server, storage flash e tradizionali risorse basate su disco. Questo garantisce che ogni carico di lavoro venga assegnato al dispositivo o al livello di storage più adatto in base alle priorità e all’urgenza.

Il risultato è che oggi un data center definito dal software è in grado di offrire alle applicazioni più importanti livelli di prestazioni mai raggiunti prima, con un’efficienza ottimale nella gestione dei costi e con il massimo ritorno sugli investimenti già effettuati nello storage.

Una volta virtualizzate le applicazioni di primo livello che fanno un uso intensivo dell’I/O, la piattaforma di virtualizzazione dello storage ne garantisce la disponibilità. Lo fa eliminando gli anelli deboli e gli elementi non funzionanti tramite separazione fisica invisibile a livello applicativo che riguarda diversi locali o siti remoti e che grazie a funzionalità di auto-recovery garantisce i più elevati livelli di continuità operativa.

La giusta piattaforma, evidenzia Teixeira, può virtualizzare in modo efficace qualunque tipologia di storage venga utilizzata, sia collegata direttamente sia connessa via SAN, per ottenere un ambiente di storage robusto e reattivo in grado di supportare ambienti IT virtuali altamente dinamici.

In conclusione, le piattaforme di virtualizzazione dello storage hanno portato al momento decisivo per il data center definito dal software. Le prestazioni, la velocità e l’elevata disponibilità necessarie ad applicazioni e database critici in ambiente virtualizzato oggi sono state raggiunte. Le barriere sono state rimosse ed esiste un percorso chiaro e supportato, ritiene DataCore, per ottenere un’ancora maggiore efficienza nella gestione dei costi.

mercoledì 4 settembre 2013

Tom's Hardware: L'adozione di SSD veloci frenata dai budget risicati

Le applicazioni rallentano ma la soluzione che è a portata di mano spesso viene respinta per motivi di budget.

Cosa può desiderare di più il reparto IT dei nuovi irresistibili dispositivi SSD?
Basta guardare il volto stupito degli utenti quando si aggiornano i loro sistemi con questi dispositivi, osserva Augie Gonzalez, Director of Product Marketing di DataCore Software, perché le applicazioni virtualizzate una volta lente diventano di colpo ultraveloci.

Poi però il sogno finisce quando la pur ben motivata richiesta di richiesta di diversi terabyte di flash per i server viene "rinviata", che poi è la parola in codice che in realtà sta per "Respinta". Insomma, non ci sono quattrini.

Ironicamente, osserva però Gonzales, gli stessi revisori dei conti raccomandano di valutare velocemente nuovi progetti di virtualizzazione dei server per ridurre ulteriormente il numero delle macchine fisiche presenti nei data center. Sembra proprio che non abbiano sentito la prima parte del ragionamento sugli SSD. Il consolidamento dei server rallenta le app mission critical - come SQL Server, Oracle, Exchange e SAP - fino a renderle inutilizzabili.

E le memorie flash possono riportare la rapidità perduta. Però non ci sono i quattrini per il loro acquisto.Questo scenario si verifica molto più di frequente di quanto non ci si aspetti, speiga Gonzales.. Secondo un recente sondaggio su 477 professionisti IT realizzata da DataCore Software, tutto si riduce a una questione fondamentale: i costi relativi allo storage.
Le valutazioni sui costi scoraggiano le organizzazioni dall’adottare memorie flash e SSD nelle loro nuove implementazioni di virtualizzazione. Più di metà delle persone che hanno risposto (50,2 per cento) ha affermato di non prevedere l’utilizzo di flash/SSD nei progetti di virtualizzazione a causa dei costi.

Eppure, spiega Gonzales, una soluzione esiste, ed è molto probabile che venga approvata da chi gestisce il budget pur soddisfacendo la comunità degli utenti.
Invece di riempire indiscriminatamente i server di flash, il manager di Datacore suggerisce di utilizzare il software per condividere un numero inferiore di schede flash con diversi server utilizzando pool di storage misti.

Un efficace esempio, spiega, è l’utilizzo di tecniche di virtualizzazione dello storage agnostiche rispetto all’hardware e ai suoi produttori confezionate in un software portabile in grado di indirizzare dinamicamente i carichi di lavoro verso la tipologia (o il livello) di storage più adeguato. Ovviamente i server possono condividere le memoria a stato solido in altri modi. Le batterie ibride, per esempio, per contenere i costi uniscono una certa quantità di flash agli HDD.

Il software per la virtualizzazione dello storage indipendente dai dispositivi, invece, fornisce auto-tiering, thin provisioning, pooling, caching avanzato in lettura/scrittura e numerosi servizi di replicazione/snapshot in modo uniforme su qualunque dispositivo flash/SSD/HDD già installato.
Il software, osserva Gonzales, permette il migliore sfruttamento delle risorse hardware disponibili al costo più basso, indipendentemente da chi lo ha prodotto o dal modello che è stato scelto.

lunedì 2 settembre 2013

Il virtual desktop a misura di PMI targato DataCore

Un nuovo software per desktop virtuali, nuove funzionalità e soluzioni entry-level ideali per ambienti con un numero di postazioni compreso fra 25 e 200    
È stato recentemente annunciato DataCore VDS 2.0, soluzione che rende economicamente conveniente l’adozione di una infrastruttura di desktop virtuali (VDI) in grado di mantenersi costantemente in modalità ‘stateful’. La nuova release è disponibile anche in una versione entry-level per 25 desktop virtuali, una scelta dettata dalla volontà di avvicinare alla virtualizzazione del desktop anche le aziende di dimensioni medio-piccole. Sono state apportate anche numerose migliorie alla piattaforma software per la gestione di desktop e server virtuali. Tra queste spiccano l’ottimizzazione delle prestazioni per velocizzare i tempi di risposta, una nuova opzione di protezione dei server VDI battezzata Hot Standby e il supporto all’accesso Single Sign-On (SSO) e ad Active Directory (AD). Nuove procedure guidate, modelli e strumenti per aumentare il livello di integrazione con le piattaforme Microsoft VDI e Windows Server 2012 e i loro servizi di erogazione e di desktop remoto completano le novità della soluzione, già disponibile tramite una selezione di business partner europei autorizzati, preparati e certificati.
 
VDI accessibile anche alle piccole e medie imprese

“DataCore VDS 2.0 supera le difficoltà che le aziende di piccole e medie dimensioni incontrano nell’adozione delle VDI e risponde alla grande richiesta di mercato di soluzioni convenienti per la virtualizzazione dei desktop in una situazione dove i budget limitati e la crisi economica stanno avendo riflessi negativi su tutte le decisioni IT – sottolinea Rémi Bargoing, nominato alla fine di maggio country manager della filiale italiana. La nuova release permette ai nostri partner di offrire soluzioni VDI convenienti e ad alta produttività tagliate su misura per ambienti da 25 a 200 desktop virtuali”. Al contrario di altre soluzioni VDI molto complesse che sono state progettate, con i relativi costi, per installazioni di mille desktop o più, DataCore VDS 2.0 abbatte tutte le barriere riducendo nel contempo i costi di ciascun desktop virtuale.
Di fatto le piccole e medie imprese vogliono adottare la virtualizzazione dei desktop per gli stessi motivi delle grandi aziende, ovvero ridurre i costi di gestione dei desktop, incrementare la produttività e aumentare l’agilità aziendale; purtroppo queste realtà non sono in grado di affrontare i costi elevati e le complessità delle soluzioni di livello enterprise, non compatibili con ambienti di piccole dimensioni.
DataCore VDS 2.0 riduce drasticamente le complessità e riduce in modo significativo i costi della singola istanza VDI poiché è stato proprio progettato, in termini di dimensioni e prezzo, per le piccole e medie aziende e per un uso dipartimentale.


http://www.soiel.it/res/news_dettaglio/id/600/p/il-virtual-desktop-a-misura-di-pmi-targato-datacore

martedì 27 agosto 2013

L'adozione memorie flash è troppo spesso frenata dai budget dedicati alla virtualizzazione

Cosa fare quando il budget ostacola gli SSD in azienda

Cosa fare quando il budget ostacola gli Ssd in aziendaI dispositivi di storage a stato solido hanno il pregio di rendere veloci come frecce le applicazioni virtualizzate. Ma spesso le riunioni trimestrali di bilancio ne bocciano l'acquisto.
E i revisori dei conti che ostacolano la proposta sono gli stessi che raccomandano di valutare velocemente nuovi progetti di virtualizzazione dei server per ridurre il numero delle macchine fisiche presenti nei datacenter.
Il consolidamento dei server, infatti, rallenta le applicazioni mission critical (come Sql Server, Oracle, Exchange e Sap) fino a renderle inutilizzabili, mentre le memorie flash possono riportare la rapidità perduta.
Lo afferma Augie Gonzalez, Director of Product Marketing di DataCore Software.

Responsabili It frenatiSecondo un recente sondaggio su 477 professionisti It realizzato da DataCore, le valutazioni sui costi scoraggiano le aziende dall'adottare memorie flash e Ssd nelle loro nuove implementazioni di virtualizzazione.
Più di metà delle persone che hanno risposto ha affermato di non prevedere l'utilizzo di flash/Ssd nei progetti di virtualizzazione a causa dei costi.
I costi relativi allo storage e i problemi di prestazioni sono due delle più importanti barriere che hanno impedito agli intervistati di aumentare la virtualizzazione dei loro carichi di lavoro.
Il 43% sostiene che l'incremento dei costi relativi allo storage è stato un “serio ostacolo” o “in qualche modo un ostacolo”, mentre il 42% ritiene che la causa sia da attribuire a un certo degrado delle prestazioni o all'impossibilità di rispondere alle esigenze prestazionali.
Quando è stato chiesto quali tipologie di storage vengano utilizzate nei loro ambienti, circa sei intervistati su dieci (59%) hanno sostenuto di non utilizzare affatto flash/Ssd, mentre il 21% hadetto di basare solamente il 5% della loro capacità totale di storage su flash/Ssd.

Mix di storage e di bilancio
Invece di riempire indiscriminatamente i server di flash, Augie Gonzalez suggerisce di utilizzare il software per condividere un numero inferiore di schede flash con diversi server utilizzando pool di storage misti.
Con “misti” intende una piccola percentuale di flash/Ssd abbinata all'attuale mix di dischi ad alte prestazioni e storage di massa.
Un esempio è l'utilizzo di tecniche di virtualizzazione dello storage agnostiche rispetto all'hardware e ai suoi produttori confezionate in un software portabile in grado di indirizzare dinamicamente i carichi di lavoro verso la tipologia (o il livello) di storage più adeguato.
L'intelligenza dell'auto-tiering ottimizza costantemente il rapporto prezzo/prestazioni del pool di storage bilanciato. Inoltre è in grado di eseguire il provisioning della capienza in modo che lo spazio su flash non venga fagocitato dalle applicazioni.
Lo schema di gestione dinamica dei dati offre un ulteriore miglioramento prestazionale.
L'aumento di velocità deriva da algoritmi software avanzati per la gestione delle cache, utilizzati sia per memorizzare sia per recuperare blocchi di informazioni da dischi e flash.
Oltre a ridurre della metà (o più) i tempi di latenza di input/output, si possono recuperare tonnellate di spazio prima sprecato in dischi fissi utilizzati con il metodo dello “short-stroking”.
In pratica, per Gonzalez, non c'è più bisogno di restringere il campo alle testine del disco per accelerare le prestazioni del database, così come non è più necessario spendere troppo per gli Ssd.

Destino ibrido
Ovviamente secondo il manager di DataCoer i server possono condividere le memoria a stato solido in altri modi. Le batterie ibride, per esempio, per contenere i costi uniscono una certa quantità di flash agli Hdd.
Ci sono però differenze importanti tra l'acquisto di queste batterie specializzate e la virtualizzazione dell'infrastruttura di storage esistente per trarre vantaggio dalle tecnologie flash. Non ultimo, il modo in cui possono essere sfruttati gli asset già presenti.
Gonzalez avanza l'idea di sostituire completamente la base installata con batterie di moduli ibridi, ma quanto è probabile ottenere l'approvazione di un'operazione di questo tipo?
Il software per la virtualizzazione dello storage indipendente dai dispositivi, invece, fornisce auto-tiering, thin provisioning, pooling, caching avanzato in lettura/scrittura e numerosi servizi di replicazione/snapshot in modo uniforme su qualunque dispositivo flash/Ssd/Hdd già installato.
Del resto, una soluzione di questo tipo può essere utilizzata anche con gli investimenti che vi verrà voglia di fare l'anno prossimo, compresi gli eventuali sistemi ibridi.
Il software permette il migliore sfruttamento delle risorse hardware disponibili al costo più basso, indipendentemente da chi lo ha prodotto o dal modello che è stato scelto.
La virtualizzazione dello storage è anche conforme al mandato aziendale di virtualizzare ulteriormente il datacenter.
È uno di quei rari casi in cui l'essere più parsimoniosi si traduce in grandi dividendi extra.

Lo storage definito dal software
Ultimamente hanno preso piede i concetti di “data center definito dal software” e di “storage definito dal software”. Entrambe le definizioni sono diventate uno pseudonimo di “virtualizzazione dello storage”, con un obiettivo più vasto a livello infrastrutturale: abbracciare le molte tecnologie basate su disco e flash, e contemporaneamente le più disparate sfaccettature dei diversi marchi e prodotti.
Senza perdersi in giri semantici, per Gonzalez, il tutto si riduce all'usare software intelligente per gestire ciò che si ha disposizione e ottenere maggior valore da tutto l'hardware di storage presente in azienda. Sembra un approccio ragionevole, vista la velocità con cui cambiano le tecnologie a disco e i sistemi nel settore dello storage.
Gonzalez chiosa allora con un'avvertenza: «qualunque storage definito dal software che sia inestricabilmente legato a un pezzo di hardware non può essere ciò che viene definito».

lunedì 26 agosto 2013

01net.CIO: Momento decisivo per il datacenter definito dal software

Visioni: Momento decisivo per il datacenter definito dal software

Momento decisivo per il datacenter definito dal software

Lo sostiene George Teixeira, ceo di DataCore Software. Siamo alla fase due della virtualizzazione e riguarda lo storage.
 
Per molto tempo i Cio aziendali si sono sentiti dire di virtualizzare, pena l'arretratezza, e dopo avere verificato la validità di questo messaggio non hanno potuto negare i benefici che derivano dalla sua applicazione, dando così il via alla corsa alla virtualizzazione.

Oggi, secondo George Teixeira, presidente e ceo di DataCore Software, si assiste alla spinta per la creazione di datacenter definiti dal software.

Ovviamente, c'è una certa attesa per capire se questi ambienti saranno in grado di gestire adeguatamente i requisiti prestazionali e di disponibilità delle applicazioni aziendali critiche, specialmente quando si esamina l'elemento storage dell'equazione.

In passato i decisori aziendali avevano buone ragioni per preoccuparsi, ma oggi hanno un ottimo motivo per accogliere le nuove piattaforme di virtualizzazione dello storage, che hanno dimostrato di poter superare gli ostacoli legati all'I/O.

Una storia analoga
Proprio come avvenuto con gli hypervisor per i server, che hanno messo a disposizione una piattaforma operativa virtuale, ricorda Teixeira, un simile approccio nello storage sta trasformando velocemente le metriche economiche della virtualizzazione offrendo la velocità, la scalabilità e la disponibilità continua necessarie per sfruttare appieno i benefici dei datacenter definiti dal software.
Tra gli altri benefici particolari ci sono l'eliminazione dei colli di bottiglia nell'I/O dello storage dei datacenter virtualizzati; lo sfruttamento efficace delle risorse di storage per ottenere prestazioni applicative sempre maggiori; la garanzia di applicazioni veloci e sempre disponibili senza dover fare grandi investimenti in storage.

I rallentamenti delle prestazioni causati dai colli di bottiglia dell'I/O e i fermo-macchina provocati da malfunzionamenti legati allo storage sono due dei principali motivi per cui le imprese hanno evitato di virtualizzare le loro applicazioni di primo livello, come Sql Server, Oracle, Sap ed Exchange.
Eppure, efficaci piattaforme di virtualizzazione dello storage stanno superando con successo queste difficoltà.

Lo fanno utilizzando tecniche di caching adattativo e di aumento delle prestazioni indipendenti dai dispositivi che permettono di assorbire carichi di lavoro estremamente variabili, consentendo così alle applicazioni di girare più velocemente in modalità virtualizzata.

Per incrementare ulteriormente la reattività delle applicazioni di primo livello, le aziende spendono spesso troppo in dischi allo stato solido (Ssd) basati su memorie flash.
Anche in questo caso, però, efficaci piattaforme per la virtualizzazione dello storage sono oggi in grado di offrire una soluzione, grazie a funzionalità come l'auto-tiering, che ottimizza l'uso delle risorse più costose gestendole insieme a dischi fissi di maggiore capacità e minore costo.
Una piattaforma software di questo tipo tiene sotto costante controllo il comportamento dell'I/O ed è in grado di scegliere automaticamente in tempo reale e in modo intelligente cosa utilizzare tra memorie cache dei server, storage flash e tradizionali risorse basate su disco.
Questo garantisce che ogni carico di lavoro venga assegnato al dispositivo o al livello di storage più adatto in base alle priorità e all'urgenza.

La virtù del datacenter software defined
Il risultato è che oggi un datacenter definito dal software è in grado di offrire alle applicazioni più importanti livelli di prestazioni mai raggiunti prima, con un'efficienza ottimale nella gestione dei costi e con il massimo ritorno sugli investimenti già effettuati nello storage.
Una volta virtualizzate le applicazioni di primo livello che fanno un uso intensivo dell'I/O, la piattaforma di virtualizzazione dello storage ne garantisce la disponibilità. Lo fa eliminando gli anelli deboli e gli elementi non funzionanti tramite separazione fisica invisibile a livello applicativo che riguarda diversi locali o siti remoti e che grazie a complete funzionalità di auto-recovery garantisce i più elevati livelli di continuità operativa.

La giusta piattaforma può virtualizzare in modo efficace qualunque tipologia di storage venga utilizzata, sia collegata direttamente sia connessa via San, per ottenere un ambiente di storage robusto e reattivo in grado di supportare ambienti It virtuali altamente dinamici.

È così che per Teixeira le piattaforme di virtualizzazione dello storage hanno portato al momento decisivo per il datacenter definito dal software.
Le prestazioni, la velocità e l'elevata disponibilità necessarie ad applicazioni e database critici in ambiente virtualizzato oggi sono state raggiunte.
Le barriere sono state rimosse ed esiste un percorso chiaro e supportato per ottenere un'ancora maggiore efficienza nella gestione dei costi.
La scelta della piattaforma giusta per il data center è però fondamentale, così come è essenziale una tecnologia dalle funzionalità complete che sia già stata messa alla prova “sul campo”.
Inoltre, è importante anche puntare su una soluzione di virtualizzazione puramente software e indipendente, in modo da evitare di rimanere bloccati su una specifica piattaforma hardware e da trarre vantaggio dai futuri e inevitabili sviluppi dello storage.
 

lunedì 12 agosto 2013

ComputerWorld IT: DataCore Software sfrutta la popolarità dello storage definito dal software e affida a Paul Murphy Vice President le strategie marketing

Il manager, nominato Vice President of Worldwide Marketing, guiderà la crescita e incrementare la leadership di mercato della società nello storage definito dal software
 
Il tempismo è perfetto. DataCore ha appena aggiornato la sua piattaforma di virtualizzazione dello storage SANsymphony-V è si trova in ottima posizione per trarre vantaggio dal cambiamento di paradigma e dal livello di accettazione delle infrastrutture definite dal software”, ha dichiarato Murphy. “Dopo avere realizzato una ricerca di mercato e avere raccolto feedback da parte di numerosi clienti, mi è chiaro che esiste un’ampia fetta di domanda inespressa. Inutile dire che in questo ruolo entusiasmante e fondamentale non vedo l’ora di poter spiegare la value proposition di DataCore e fare la differenza”.
 
DataCore Software ha annunciato la nomina di Paul Murphy a Vice President of Worldwide Marketing. Murphy avrà il compito di supervisionare le attività di demand generation, di inside sales e di marketing strategico indispensabili con l’obiettivo di potenziare la presenza dell’azienda nei settori dello storage e della virtualizzazione. In particolare, Murphy guiderà i programmi e la struttura di marketing della società per incrementare le vendite di SANsymphony-V, la soluzione software di DataCore per la virtualizzazione dello storage. Con quasi quindici anni di esperienza nel settore tecnologico, Murphy vanta competenze in aree come l’ingegnerizzazione, i servizi, le vendite e il marketing, che saranno determinanti per coordinare le attività di marketing di DataCore in tutto il mondo.

Le nostre soluzioni software sono state installate con successo in migliaia di siti in tutto il mondo e oggi la nostra priorità è raggiungere un numero sempre più ampio di organizzazioni che ancora non hanno compreso i benefici economici e di produttività che si possono ottenere grazie all’adozione della virtualizzazione dello storage e di SANsymphony-V”, ha dichiarato Steve Houck, Chief Operating Officer di DataCore Software. “Murphy porta all’azienda un nuovo punto di vista sul marketing strategico, la capacità di semplificare la nostra comunicazione, nuove modalità per rinforzare le nostre attività di marketing verso l’esterno e la spinta per ampliare la visibilità e la riconoscibilità del nostro marchio in tutto il mondo”.

Murphy entra in DataCore Software dopo l’esperienza maturata in da VMware, dove ha sviluppato le strategie di go-to-market e ha supervisionato tutti i team di vendita a livello nazionale e internazionale. In precedenza, Murphy è stato Senior Product Marketing Manager di NetApp, dove si è occupato delle soluzioni di backup e recovery e della famiglia di Virtual Tape Library. In questa posizione, ha seguito le attività di sviluppo commerciale, la formazione commerciale, i programmi di compensazione e le campagne di marketing congiunto. Murphy è un eccellente comunicatore ed è stato relatore di apertura di numerosi eventi, manifestazioni espositive, seminari di utenti finali, eventi di formazione commerciale, eventi di partner/rivenditori e webcast. Prima di spostarsi alle vendite e al marketing, Murphy ha avuto esperienze di successo nell’engineering.

 http://www.cwi.it/datacore-affida-a-murphy-le-strategie-marketing-13989
 

venerdì 19 luglio 2013

Il migliore del Tour de France 2013, con foto di Corey il simbolo della virtualizzazione storage DataCore nella stampa

Check out the Reuters photo coverage of the cycling event!
Featured Slide Show
Cycling fan Dave Brown from Park City of the U.S. poses while waiting for the riders climbing the Alpe d'Huez mountain during the 172.5km eighteenth stage of the centenary Tour de France cycling race from Gap to l'Alpe d'Huez, in the French Alps, July 18, 2013.

REUTERS/Jacky Naegelen
http://sports.yahoo.com/photos/best-of-the-tour-de-france-2013-slideshow/cycling-fan-dave-brown-park-city-u-poses-photo-135555539.html

Additional Pictures
Corey

giovedì 11 luglio 2013

DataCore lancia un nuovo software per desktop virtuali, soluzioni entry-level e una serie di nuove funzionalità per migliorare la praticità delle VDI

DataCore VDS 2.0, il Virtual Desktop Server, è una soluzione ideale per ambienti di desktop virtuali con un numero di postazioni compreso fra 25 e 200
DataCore VDS
The Virtual Desktop Server
DataCore VDS is designed to cost-effectively deploy and serve virtual desktops. DataCore VDS is a VDI (Virtual Desktop Infrastructure) application-specific use case that optimally applies DataCore’s software technology, making it practical to deploy persistent ‘stateful’ virtual desktops at a lower cost and higher performance than alternatives.

DataCore VDS 2.0 Announcement
DataCore VDS Solution Brief
DataCore VDS Powerpoint Presentation
DataCore VDS Technical Design Guidelines

DataCore Software ha annunciato la disponibilità di DataCore™ VDS 2.0. Questa nuova versione semplifica e rende economicamente conveniente l’adozione di desktop virtuali in grado di mantenersi costantemente in modalità ‘stateful’. La società, che ha inserito nel proprio listino una nuova offerta entry-level per 25 desktop virtuali in grado di soddisfare l’esigenza di VDI (Virtual Desktop Infrastructure) di dimensioni più contenute, ha anche apportato numerose importanti migliorie alla sua piattaforma software per la gestione di desktop e server virtuali. Tra queste ci sono l’ottimizzazione delle prestazioni per velocizzare i tempi di risposta, una nuova opzione di protezione dei server VDI battezzata Hot Standby e il supporto all’accesso Single Sign-On (SSO) e ad Active Directory (AD). Nuove procedure guidate, modelli e strumenti per aumentare il livello di integrazione con le piattaforme Microsoft VDI e Windows Server 2012 e i loro servizi di erogazione e di desktop remoto completano le novità di questa soluzione. La versione 2.0 del software DataCore VDS è già disponibile tramite una selezione di fornitori di soluzioni europei autorizzati, preparati e certificati per offrire soluzioni VDI semplici da utilizzare, convenenti e con prestazioni elevate progettate per rispondere alle spesso sottovalutate esigenze delle aziende di piccole e medie dimensioni.

“DataCore VDS supera le difficoltà che le aziende di piccole e medie dimensioni incontrano nell’adozione delle VDI e risponde alla grande richiesta di mercato di soluzioni convenienti per la virtualizzazione dei desktop in una situazione dove i budget limitati e la crisi economica stanno avendo riflessi negativi su tutte le decisioni IT,” ha detto Christian Hagen, Vice President di DataCore EMEA. “Questo software permette ai nostri partner di offrire soluzioni VDI convenienti e ad alta produttività tagliate su misura per ambienti da 25 a 200 desktop virtuali. Al contrario di altre soluzioni VDI molto complesse che sono state progettate, con i relativi costi, per installazioni di mille desktop o più, DataCore VDS 2.0 elimina molti dei dolorosi ostacoli all’implementazione di queste soluzioni riducendo al contempo i costi di ciascun desktop virtuale. DataCore rende finalmente fattibile l’adozione di un’infrastruttura di desktop virtuali da parte delle piccole e medie imprese per migliorare la produttività e abbassare i costi.”

DataCore VDS risponde al paradosso VDI con una soluzione pensata per le esigenze delle PMI
Il paradosso è semplice: le piccole e medie imprese vogliono adottare la virtualizzazione dei desktop per gli stessi motivi delle grandi aziende, ovvero ridurre i costi di gestione dei desktop, incrementare la produttività e aumentare l’agilità aziendale; purtroppo queste realtà non sono in grado di affrontare i costi elevati di una soluzione di livello enterprise, non compatibili con ambienti di piccole dimensioni.

 Contrariamente ad altre offerte VDI rivolte a ‘Grandi Aziende’, che sono complesse e che per giustificare i costi richiedono migliaia di desktop, DataCore VDS abbassa sostanzialmente la complessità e riduce in modo significativo i costi della singola istanza VDI. La soluzione è stata pensata, in termini di dimensioni e prezzo, per le piccole e medie aziende e per l’uso dipartimentale. DataCore VDS risponde all’esigenza di mercato finora mai soddisfatta di soluzioni convenienti e semplici da utilizzare specificamente progettate per chi ha la necessità di implementare da 25 a 200 desktop virtuali. Ma la cosa più importante è che DataCore VDS rende economicamente accessibili prestazioni tipiche di soluzioni di classe più elevata e consente di mantenere una ‘vera’ esperienza desktop.

 Informazioni su DataCore Software
DataCore Software sviluppa software per la virtualizzazione dello storage per ottenere elevata disponibilità, grandi prestazioni e il massimo utilizzo dello storage utilizzato in ambienti IT virtuali e fisici. L’hypervisor storage SANsymphony™-V di DataCore è una soluzione completa, indipendente dall’hardware, in grado di cambiare sostanzialmente le metriche economiche nel provisioning, nella replica e nella protezione dello storage, dalle grandi imprese fino alle piccole e medie aziende. Maggiori informazioni sono disponibili all’indirizzo www.datacore.com .

lunedì 8 luglio 2013

DataCore Software, grazie alla nuova versione di SANsymphony-V, la sua piattaforma per la virtualizzazione dello storage, le medie e grandi imprese possono superare le difficoltà che si incontrano con storage

DataCore Software spinge sullo storage definito dal software migliorando la sua collaudata piattaforma di virtualizzazione dello Storage SANsymphony-V
 
Grazie alla nuova versione, le medie e grandi imprese possono superare le difficoltà che si incontrano nella virtualizzazione dello storage (per il comunicato in PDF, cliccate qui) 
 
Tra tante chiacchiere e promesse legate allo storage definito dal software fatte dai produttori di hardware, DataCoreTM Software ha già fornito soluzioni reali a migliaia di clienti in tutto il mondo. DataCore continua a sviluppare e migliorare il suo software per la virtualizzazione e la gestione dello storage indipendente dal dispositivo, con l'obiettivo di mettere gli utenti IT nelle condizioni di riprendere il controllo della loro infrastruttura di storage. Seguendo questa filosofia, la società ha annunciato oggi importanti sviluppi delle complete funzionalità di gestione presenti nella versione R9 di SANsymphonyTM-V, la sua piattaforma per la virtualizzazione dello storage.


Tra le nuove funzionalità di SANsymphony-V ci sono:
  • Procedure guidate per mettere a disposizione degli utenti dischi virtuali multipli partendo da modelli
  • Comandi di gruppo per gestire lo storage su host applicativi diversi
  • Organizzazione dello storage a profili per un maggiore controllo e per il tiering automatico su livelli diversi con tecnologie flash, a stato solido (SSD) e dischi fissi tradizionali
  • Una nuova opzione del database repository per registrare e analizzare lo storico e le tendenze delle prestazioni
  • Maggiori configurabilità e possibilità di scelta per l'integrazione di tecnologie flash "lato server" ad alte prestazioni e convenienti funzionalità di file serving su Network Attached Storage (NAS)
  • Pool preferenziali per le snapshot per semplificarle e isolarle evitando impatti negativi sull'operatività
  • Replicazione remota migliorata e ottimizzazione della connettività per prestazioni ed efficienza di livello superiore
  • Supporto per le reti ad alta velocità Fibre Channel da 16Gbit e oltre
"Lo storage sta cambiando radicalmente e i tradizionali produttori di hardware sono in difficoltà perché sono in modalità ‘recupero' per rincorrere la nuova tendenza dello ‘storage definito dal software', dove automazione, tecnologie flash veloci e intercambiabilità dell'hardware sono standard," dichiara George Teixeira, co-fondatore Presidente e CEO di DataCore Software. "Abbiamo ascoltato i nostri clienti e siamo rimasti fedeli alla nostra visione. Grazie a quest'ultima versione di SANsymphony-V siamo nella posizione di poter aiutare le organizzazioni a gestire la crescita e sfruttare gli investimenti già realizzati, semplificando al contempo l'integrazione delle innovazioni attuali e future. Le funzionalità e la flessibilità del nostro software permettono ai CIO e agli amministratori IT di vincere le numerose sfide legate allo storage che vanno fronteggiate in un mondo virtuale dinamico."

Lo storage definito dal software nel mondo reale: gli sviluppi orientati agli utenti fanno vincere le sfide
Molte delle nuove funzionalità che ampliano la portata e l'ampiezza della gestione dello storage non nascono solo sviluppando un pacchetto definito dal software. Sono invece il frutto di 15 anni di attenzione alle esigenze dei  clienti e di esperienza realizzata sul campo che DataCore ha messo alla prova in grandi scenari di tutto il mondo.

Le migliorie presenti nell'ultima versione di SANsymphony-V consentono di affrontare le principali sfide a cui devono far fronte le organizzazioni IT di grandi dimensioni. Oltre a fronteggiare la crescita esplosiva dello storage (con installazioni dei dischi da molti petabyte), le organizzazioni stanno vivendo una fase di grande proliferazione delle macchine virtuali (VM), dove il provisioning, il partizionamento e la protezione dello spazio di archiviazione hanno effetti costosi sia sullo staff sia sul budget. I problemi sono ulteriormente complicati dall'introduzione di tecnologie flash e SSD utilizzate per accelerare i carichi di lavoro sensibili alla latenza. E a questo si aggiungono il fatto che le organizzazioni stanno lottando per soddisfare l'esigenza di prestazioni elevate con budget limitati, la complessità e il tempo necessario per gestire una crescente varietà di modelli di storage, dispositivi a disco e tecnologie flash, anche quando si cerca di lavorare con unico produttore.

Nella sostanza, le aziende devono fare i conti con molte incognite legate allo storage. Con i sistemi di storage tradizionali, la soluzione più comune è stata quella di sovradimensionare le risorse e il provisioning, in modo da poter gestire eventuali nuove e imprevedibili esigenze. Questa strada, però, fa salire i costi e troppo spesso si rivela inefficace. Ecco perché le aziende sono diventate più furbe, rendendosi conto che non è più possibile né sensato sprecare del costoso hardware realizzato su misura. Oggi le aziende chiedono, attraverso il software, un nuovo livello di flessibilità, che duri nel tempo e che aggiunga valore alle diverse generazioni e tipologie di dispositivi hardware. Alla gestione dello storage serve quindi un approccio strategico.

Grandi passi avanti con SANsymphony-V aggiornamento 9.0.3
SANsymphony-V è una soluzione strategica per la produttività che opera a livello infrastrutturale con prodotti hardware di molte marche diverse. La sua cache auto-regolabile e il software per il tiering automatico massimizzano l'uso delle risorse disponibili in termini di CPU, memoria e disco per aumentare notevolmente le prestazioni complessive dello storage, il che si traduce in applicazioni più veloci e reattive. Sfruttando più efficacemente gli investimenti già realizzati in storage su disco, le organizzazioni possono ora ricorrere alle più recenti tecnologie ad alta velocità, come memorie flash e SSD, per sfruttarne in modo più conveniente i benefici.

Il software di DataCore rende ancora più semplice integrare e ottimizzare le potenti tecnologie di memoria flash "lato server". SANsymphony-V è in grado di lavorare direttamente con qualsiasi flash e dispositivo a disco collegato direttamente ai server applicativi o può essere utilizzato su tutte le Storage Area Network (SAN) collegate. L'ultima versione di SANsymphony-V ha già dimostrato che le nuove opzioni e la flessibilità di configurazione semplificano l'integrazione delle tecnologie flash e ne massimizzano utilizzo e prestazioni.

DataCore offre un set completo di strumenti di gestione, comprese le "mappe di calore", per ottimizzare le prestazioni e per gestire il tiering dello storage in modo conveniente. Il sistema di auto-tiering definisce le priorità e utilizza lo storage più adeguato a ciascuna esigenza applicativa o carico di lavoro. I profili di storage aumentano le capacità di controllo e, poiché gli ambienti mutano nel tempo, incrementano l'ottimizzazione per abbassare i costi e migliorare le prestazioni. I profili dei dischi virtuali possono essere personalizzati per definire il modo in cui le policy dinamiche, che si aggiungono a quelle predefinite dal software, gestiscono le priorità di auto-tiering, replicazione remota e recupero dal mirror sincrono. Il livello di importanza del disco virtuale può essere impostato come critico, alto, normale, basso o di archiviazione, controllando così quali volumi hanno la precedenza tra le risorse condivise. In questo modo le applicazioni importanti beneficiano di risorse più performanti, come la memoria flash e gli SSD, mentre le attività meno impegnative utilizzano il più economico storage a elevata densità.

La gestione automatica delle risorse più preziose ne evita l'utilizzo inconsapevole da parte di attività a bassa priorità, come spesso accade con le snapshot di backup e con altre repliche di dati aziendali. Le copie di specifici punti temporali sono indirizzate su livelli di storage più adeguati al loro ruolo, mentre SQL Server, Oracle, SAP, Exchange, SharePoint e altre applicazioni mission-critical sono inviate alle risorse che offrono velocità più elevate.

I clienti DataCore beneficiano ora di un sistema di registrazione, analisi e reporting di elevato livello per servizi IT caratterizzati da elevata reattività e disponibilità senza interruzioni. SANsymphony-V offre anche la possibilità di registrare le performance storiche per l'analisi delle tendenze. Visualizzando le metriche raccolte nel corso del tempo, i picchi dei carichi di lavoro e i potenziali colli di bottiglia possono essere facilmente eliminati. Il software di DataCore si concentra anche sull'automazione degli aspetti di dettaglio del provisioning e dei servizi di storage avanzati. Le difficoltà non si nascondono tanto nelle dimensioni, quanto nel numero degli host virtuali e dei volumi, che vanno coordinati in modo prevedibile e ripetibile. Gli amministratori possono ora attivare e gestire facilmente queste attività, visualizzandone lo stato a colpo d'occhio. Il provisioning su vasta scala è reso più semplice grazie all'utilizzo di modelli che permettono di mettere a disposizione dischi virtuali con caratteristiche uguali (dimensioni, profilo, disponibilità e così via).

Per la continuità operativa, il disaster recovery e la protezione dei dati fuori sede, la nuova versione di SANsymphony-V offre maggiore velocità nella replicazione remota asincrona, rispondendo così ai più stringenti requisiti in termini di Recovery Time e Recovery Point Objective. Inoltre, vengono meglio sfruttate anche le reti geografiche a bassa velocità/basso costo. La necessità di tutelarsi anche dalle catastrofi locali ha reso urgente la ricerca di soluzioni per la replicazione remota convenienti anche per le imprese di dimensioni più contenute.

SANsymphony-V sfrutta in misura ancora maggiore la piattaforma Windows 2012 Server e le più recenti funzionalità di clustering di Microsoft per offrire servizi unificati di file serving basati su NAS e SAN. Questo permette la completa ridondanza di configurazioni a elevata disponibilità per la scalabilità orizzontale su più nodi e consente la rapida commutazione tra file system di rete e Common Internet File System, nonostante problemi hardware o indisponibilità delle strutture. Questa potente combinazione rende SANsymphony-V una piattaforma di storage unificato NAS/SAN, che è una scelta ideale e conveniente per supportare cluster Microsoft e i più esigenti ambienti di file serving Microsoft.

Per quanto riguarda la necessità di prestazioni elevate e bassa latenza, SANsymphony-V supporta i più recenti Host Bus Adapter (HBA) su Fibre Channel da 16Gbps di Qlogic. Questi possono essere utilizzati in forma mista insieme agli HBA della generazione precedente, oltre che con le NIC iSCSI impiegate nelle aree meno impegnative dell'infrastruttura. Fibre Channel è spesso l'interfaccia preferita tra database, applicazioni ad alta velocità e pool di batterie di unità ibride e completamente flash virtualizzate da DataCore.

Per scoprire tutti i vantaggi della rinnovata piattaforma di virtualizzazione dello storage SANsymphony, contattate un fornitore di soluzioni autorizzato DataCore o il vostro rappresentante DataCore.

domenica 7 luglio 2013

Rémi Bargoing, Nouvo Country Manager per l'Italia e Malta di DataCore Software,"consideriamo l'Italia un vero potenziale per la nostra soluzione di virtualizzazione dello storage"

Bargoing assumerà la direzione della rete di distribuzione per l'Italia e Malta del vendor specializzato in soluzioni per la virtualizzazione dello storage. Tra i suoi obiettivi lo sviluppo del mercato e del canale in collaborazione con il distributore Ready Informatica

DataCore Softwareha nominato Rémi Bargoing Country Manager per l'Italia e Malta, con il compito di rafforzare la presenza dell'azienda sul mercato Italiano, con particolare attenzione allo sviluppo del canale dei reseller e al potenziamento della qualità e dell'intensità del follow up dei partner sulle attività rivolte all'utente finale.
 
Bargoing, 30 anni, è specializzato in progetti di virtualizzazione e ha iniziato la sua carrriera professionale come System Engineer presso il gruppo tedesco SAMSON Régulation. Successivamente ha coperto il ruolo tecnico commerciale presso il gruppo Francese FLOW LINE, per poi assumere la carica di Regional Manager con l'apertura della filiale del gruppo a Parigi.


Rémi Bargoing - Country Manager per l'Italia e Malta di DataCore Software
 
"DataCore si posiziona come soluzione di riferimento potendo garantire efficienza e contenimento dei costi, elementi decisivi in un momento di ostacoli economici che influenzano le aziende quando affrontano nuovi progetti di storage. La forte crescita di DataCore in Europa negli ultimi anni, consente di offrire ai nostri partner italiani interessanti prospettive di sviluppo su progetti con un forte valore aggiunto" ha commentato Bargoing.

"L'esperienza di Bargoing presso un rivenditore specializzato in storage e virtualizzazione ci consentirà di sviluppare la nostra rete di rivenditori con un approccio ai partner sfruttando la sua conoscenza delle aspettative dei nostri clienti - ha dichiarato Pascal Lecunff, General Manager DataCore per il Sud Europa -. Consideriamo l'Italia un vero potenziale per la nostra soluzione di virtualizzazione dello storage. Siamo convinti Rémi Bargoing saprà seguire nel migliore dei modi i nostri attuali partner e individuare nuovi rivenditori per una migliore copertura territoriale che contribuirà a favorire i nostri rivenditori, clienti, e potenziali nuovi clienti italiani".

Nell'ambito del canale di rivendita su due livelli, DataCore, ha stabilito una partnership unica con il distributore Ready Informatica che segue i rivenditori italiani. Rémi Bargoing ha fissato la sua sede operativa a Milano.
http://www.tomshw.it/cont/news/remi-bargoing-nuovo-country-manager-italia-di-datacore/46321/1.html