Informazioni e commenti sulla Storage Virtualization: Capacity Management, Performance Management, Data Protection Management, Alta Affidabilità a costi accessibili con SAN-symphony-V
La tendenza della flash ovunque si sta trasformando in flash dove serve. Come adottare in modo ottimale la tecnologia lo suggerisce un esperto del settore
Oggi la tecnologia flash sembra trovare collocazione naturale nella struttura di storage e si sta gradualmente integrando con le esistenti tecnologie basate su dischi. Come spesso avviene con le nuove tecnologie, a una fase iniziale di assoluto entusiasmo si sta sostituendo un approccio più meditato basato su indicatori economici. In sostanza, l'entusiasmo sta tornando livelli quasi normali e a considerazioni sul suo uso realmente dove serve.
E' un processo, osserva George Teixeira, CEO di DataCore, che dimostra che la tecnologia flash, anche se riconosciuta come capace di cambiare le regole del gioco, ha bisogno di essere utilizzata in modo più pratico e essere adeguatamente integrata con le tecnologie a disco esistenti.
Flash si, ma con attenzione
Va infatti considerato che la flash si è dimostrata una tecnologia eccellente laddove si ha a che fare con carichi di lavoro specializzati che richiedono elevate velocità di lettura, come nei database, ma non una soluzione conveniente per tutti i carichi elaborativi. Per questo al momento costituisce ancora solo una ridotta percentuale dello storage installato complessivo.
Al capo opposto, i dischi fissi SATA a basso costo continuano, osserva il manager, a migliorare anche grazie all'utilizzo di tecnologie come quelle basate sull'elio che permettono di sviluppare dispositivi in grado di supportare capienze di fino a 10 TB per unità, ma non vantano prestazioni elevate e sono quindi più lenti.
In sostanza, i produttori si sarebbero a lungo cullati nell'illusione che le aziende clienti arrivassero a un utopico 100% di tecnologia flash, ma in realtà questo non si sta verificando e forse è del tutto impossibile a causa dei costi elevati e delle dimensioni della base installata, una realtà con cui si deve fare necessariamente conto soprattutto in periodi critici come l'attuale. Quello che sembra mancare è anche un software in grado di unificare il mondo della flash con quello esistente, e in continua evoluzione, dei dischi.
Il mercato delle unità SATA, osserva ancora Teixeira, grazie al loro costo contenuto, non ha rallentato ed è quindi indispensabile trovare il giusto bilanciamento tra le tecnologie flash e SATA per sfruttare al massimo gli investimenti in storage aziendale utilizzando efficacemente tutte le risorse disponibili.
La soluzione nel software defined storage e risorse in pool
Un aiuto nell'affrontare e risolvere il problema viene dal software defined storage. Il software-defined storage consolidato e di terze parti considera entrambe le tecnologie semplicemente come contenitori di dati ed è in grado di applicare una suite ampia di servizi di storage sia alle unità flash sia a quelle SATA. Ad esempio, permettendo di creare e condividere facilmente pool di storage utilizzando la flash interna e lo storage su disco disponibile sui server o integrando flash e dischi installati separatamente.
In pratica, il software-defined storage si prospetta in grado di integrare e ottimizzare le diverse tecnologie basate su flash e i diversi dispositivi a disco nell'ambito di implementazioni di SAN virtuali o all'interno dell'infrastruttura globale di storage. Il software-defined storage può infatti riunire entrambi i mondi e costituire la chiave per l'unificazione dei dischi esistenti, di quelli nuovi e delle tecnologie flash.
I principi del SDS (fonte DataCore)
Attenzione alle isole separate
Nello storage è anche indispensabile, ha spiegato Teixeira, fare attenzione per non creare isole diverse e separate. Ogni dispositivo flash ha il proprio stack di funzionalità esclusive, ma che cosa succede quando sistemi diversi devono lavorare insieme? Questi stack software indipendenti e diversi creano "isole di storage separate", ovvero quello che si è cercato di evitare nell'ultimo decennio.
Le SAN virtuali, i sistemi convergenti e i dispositivi flash hanno però continuato a espandersi, creando un numero sempre maggiore di macchine che vanno gestite individualmente e che si traduce in isole indipendenti di storage all'interno dell'organizzazione IT.
La capacità di unificare e federare queste isole di storage, trattando ognuno di questi scenari come caso esemplificativo di architettura unificante di software-defined storage, può essere d'aiuto per risolvere questo problema, spingendo tutta l'azienda verso una convergenza gestionale e funzionale. Il risultato è che i sistemi di storage una volta isolati – da flash e dischi installati nei server alle batterie SAN esterne, fino allo storage su cloud pubblica – possono diventare parte di un pool virtuale accessibile da tutta l'azienda e organizzato su livelli determinati dalle caratteristiche specifiche delle varie tipologie di storage. Marchi di storage diversi, sistemi convergenti stand alone e SAN virtuali e sistemi di storage esterni dipendenti dall'hypervisor non esistono più come "isole", ma possono essere integrati in un'infrastruttura globale di storage.
L'amministratore di sistema, in un tale scenario, può così più facilmente mettere a disposizione la capienza, massimizzare l'utilizzo delle risorse e impostare policy di alto livello per permettere al software di selezionare dinamicamente il livello di storage e i percorsi più appropriati per raggiungere le prestazioni e la disponibilità desiderati.
George Teixeira
Lo stato di fatto della tecnologia flash
Ma quanto è diffusa l'adozione della tecnologia flash nei data center? In un recente Global Survey su 500 professionisti IT realizzata da DataCore in aprile di quest'anno, ha illustrato Teixeira, oltre la metà degli intervistati (53 per cento) ha evidenziato di avere attualmente meno del 10 per cento della capacità allocata su storage flash.
Il numero dei partecipanti che ha dichiarato di avere oltre il 40 per cento del suo storage su questa tecnologia è risultato limitato (si fa per dire, viene da far presente a Teixeira, visto che si tratta tutto sommato di una tecnologia abbastanza recente) al 9 per cento.
Un altro dato che testimonierebbe lo stato di fatto della tecnologia flash è che anche se la sua adozione appare in crescita, questa tecnologia è ancora assente nel 28 per cento dei casi, mentre il 16 per cento degli intervistati ha dichiarato di non avere raggiunto l'accelerazione delle prestazioni prevista.
Dal 23 settembre al 1° ottobre nelle principali località italiane
DataCore Software, azienda leader nel Software-Defined Storage, annuncia la sua partecipazione al Road Show di QNap, sette tappe che toccheranno le maggiori località italiane.
QNap ha ottenuto recentemente la certificazione DataCore Ready Program. Con questa certificazione, il NAS QNAP garantisce compatibilità di soluzione unificata che permette alle aziende di potenziare numerose funzionalità avanzate di QNAP per l'ottimizzazione della struttura software-defined di QNAP, inclusa capacità 10GbE, cache SSD, scalabilità, il sistema operativo QTS per la gestione intelligente e semplificata dell'archivio, e molto altro ancora. Abbinandola alle funzionalità aziendali di DataCore SANsymphony-V, le aziende possono utilizzare questa soluzione congiunta per ottenere le prestazioni di archiviazione richieste, elevata disponibilità, disaster recovery e un conveniente archivio definito da software basato sulle tecnologie di virtualizzazione
I vantaggi aggiuntivi offerti da DataCore includono provisioning semplificato e automatico, accesso ininterrotto tramite mirroring dei nodi, stripping e cache per risolvere colli di bottiglia di I/O, accesso ottimizzato al disco tra i diversi livelli e molto altro.
Il Turbo NAS QNAP può essere facilmente implementato per garantire disponibilità di storage sui server di produzione aziendali e ambienti VDI. Questo esempio di implementazione contiene 3 componenti principali:
o Server che necessitano di storage ad elevate prestazioni, come i server di virtualizzazione, server di posta e/o database;
o Storage hardware raw con protezione RAID e capacità 10GbE fornita da QNAP;
o DataCore SANsymphony-V che offre volumi storage virtuali ai server dotati di alta disponibilità.
Turbo NAS QNAP offre storage hardware raw a DataCore SANsymphony-V tramite iSCSI. Le aziende possono utilizzare senza sforzo questa soluzione per ottenere i livelli prestazionali e le funzionalità desiderate per l'archiviazione/backup di file e disaster recoverydei dati.https://www.qnap.com/solution/DataCore-Ready/it/index.php
"DataCore e QNAP hanno stabilito questa partnership per diventare insieme leader nel mondo dello storage per le PMI. Le soluzioni di fascia alta QNAP inoltre si adattano perfettamente alle nostre offerte Virtual SAN per soluzioni hyper-convergente fra le più economiche del mercato” ha dichiarato Remi Bargoing, Country Manager Italia di DataCore
La partecipazione di DataCore al Road Show è confermata per le seguenti tappe:
24 Settembre - Milano: GOLF LE ROVEDINE, Via Karl Marx, 18, 20090 Noverasco di Opera (Milano)
29 Settembre – Roma: SHERATON 2 - GOLF PARCO DE MEDICI, Via Salvatore Rebecchini, 145, 00148 Roma
30 Settembre - Napoli: CENTRO SERVIZI VULCANO BUONO, loc. Boscofangone, 80035 Nola (Napoli)
DataCore è l’azienda leader nel Software-Defined Storage e nel Software per l'I/O Parallelo Adattativo, in grado di sfruttare le potenti e convenienti piattaforme server moderne per risolvere il più importante problema dello storage: i colli di bottiglia nelle fasi di I/O. Le soluzionicomplete e flessibili per la virtualizzazione dello storage e per la SAN virtuale iper-convergenteliberano gli utenti dalle fatiche della gestione manuale dello storage offrendogli una vera indipendenza dai fornitori di soluzioni di storage, che non sono in grado di offrire un'architettura agnostica rispetto all'hardware. Le piattaforme di Software-Defined Storage di DataCore rivoluzionano l'infrastruttura di storage e si propongono come pietra angolare del data center software-defined di nuova generazione, offrendo maggiori valore, prestazioni, disponibilità e semplicità. www.datacore.com
Informazioni su QNAP
QNAP (Quality Network Appliance Provider) Systems, Inc., come dice appunto l'acronimo inglese, offre prodotti di rete di alta qualità per l'archiviazione dei dati (NAS) la video sorveglianza (NVR). QNAP offre le più recenti tecnologie di condivisione ed archiviazione dei dati, virtualizzazione e video sorveglianza che aiutano a risparmiare e ad aumentare l'efficienza delle aziende. Nella vasta gamma di prodotti offerti dall'azienda non mancano ovviamente le soluzioni sviluppate per il mercato dell'elettronica di consumo, con una linea di lettori multimediali di rete. Dalla propria sede di Taipei, QNAP continua a sviluppare con passione nuove ed innovative soluzioni per il mercato globale.QNAP è una multinazionale con sede a Taipei e filiali in Cina e negli Stati Uniti. Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito www.qnap.com https://www.qnap.com/i/it/about/con_show.php?op=showone&cid=2
All'evento si possono ammirare anche nuove architetture
di riferimento iper-convergenti,
casi utente VMware applicati al mondo reale e notevoli passi avanti nelle
prestazioni
dei server virtuali
DataCore Software, azienda leader nel Software-Defined Storage, in occasione del VMworld
2015 espone la sua architettura iper-convergente definita "meno è
meglio". I clienti e i partner di VMware possono così valutare in prima
persona la tecnologia di I/O parallelo adattativo capace di sfruttare gli
odierni sistemi di elaborazione multi-core, eliminando così i colli di bottiglia
che frenano le prestazioni I/O nel settore IT.
"È davvero la tempesta perfetta,"
ha dichiarato Ziya Aral, Chairman di DataCore. "L'unione
di processori multi-core a densità sempre più elevata, di una efficiente
progettazione di CPU/memorie e del software per l'I/O parallelo di DataCore
porta a una nuova categoria di server di storage e di sistemi iper-convergenti
in grado di cambiare le metriche delle prestazioni dello storage in tutto il
settore... e non di poco. Mano a mano che pubblicheremo una sempre più ampia
lista di benchmark e di risultati prestazionali ottenuti nel mondo reale,
l'impatto di questa tempesta diventerà chiaro."
Allo stand #835, lo staff di consulenti tecnici di DataCore illustra lo
stato dell'arte delle tecniche utilizzate per ottenere la sempre maggiore
densità di VM necessaria a rispondere alle notevoli esigenze di I/O delle
applicazioni di primo livello di categoria enterprise. DataCore evidenzia
l'ottimizzazione delle prestazioni ottenibile con i carichi di lavoro che
prevedono intense operazioni di elaborazione dati o di I/O, tipici per esempio
nei principali sistemi di online transaction processing (OLTP), analytics in
tempo reale, business intelligence e data warehouse. Questi risultati si sono
dimostrati ancora più importanti in applicazioni aziendali critiche verticali
basate sui database Microsoft SQL Server, SAP e Oracle, che sono il cuore di
qualunque grande impresa.
Al VMworld, DataCore ha anche presentato ai clienti e ai partner di VMware
altre importanti novità e innovazioni. Tra queste:
·Soluzioni software iper-convergenti per applicazioni
aziendali e carichi di lavoro OLTP di elevato livello che utilizzano il
software DataCore™ AdaptiveParallel I/O
·Nuove architetture di riferimento 'Proven Design' per
server Lenovo, Dell, Huawei, Fujitsu e Cisco che comprendono configurazioni di
ogni dimensione
·Una partnership a livello mondiale con Curvature per
offrire ai clienti un nuovo modello economicamente rivoluzionario di gestione
dell'approvvigionamento e del ciclo di vita di prodotti di storage, servizi
dati e gestione centralizzata
·L'anteprima delle future funzionalità VVOL di DataCore
·L'ampliamento delle funzionalità cluster, ideali per
suddividere i sistemi iper-convergenti su distanze metropolitane
Attraverso un layer di virtualizzazione, SANsymphony-V e VirtualSan spezzano le catene dai vincoli hardware, rendendo le infrastrutture storage aziendali flessibili e scalabili Remi Bargoing, Country Manager DataCore Software
Jim Miller, senior analyst di Enterprise Management Associates
Nel settore è finora mancata una definizione coerente di software-defined storage. Questa ambiguità ha portato a una serie di prodotti software molto diversi, sia come valore sia come funzionalità. DataCore offre un prodotto di elevatissimo livello, considerato ideale come software-defined storage: è in grado di astrarre tutto lo storage, indipendentemente dal luogo fisico in cui si trova, offrendo il più ricco set di servizi completamente indipendenti dall’hardware oggi disponibile, in larga parte automatizzati. L’insieme di queste funzionalità posiziona DataCore come leader in termini di validità del prodotto nel Radar Report sul Software-Defined Storage.
La piattaforma DataCore SANsymphony-V è stata definita da Enterprise Management Associates come la “Best Enterprise Solution for Software-Defined Storage”.
L'EMA Radar Reports offre un'analisi approfondita dei principali vendor e prodotti, tra cui la loro posizione sul mercato rispetto alla concorrenza. L'EMA Radar Report dedicato alle soluzioni per l'Enterprise Software-Defined Storage valuta le funzionalità di base e le caratteristiche di astrazione e organizzazione in pool dell'infrastruttura di storage all'interno di tutta l'azienda, compresi i sistemi di storage collegati direttamente, quelli basati su rete e quelli a basso costo o nella cloud.
La piattaforma per il software-defined storage DataCore SANsymphony-V opera a livello infrastrutturale su tutte le tipologie di storage (flash, dischi e cloud) per automatizzare e ottimizzare le prestazioni e l’allocazione delle risorse. Questa soluzione è in grado di astrarre lo storage di rete esistente, oltre che di creare SAN virtuali iper-convergenti utilizzando anche lo storage collegato direttamente ai server e le unità flash/SSD, che possono così essere integrati nell’infrastruttura di storage esistente. Tra i potenti servizi che DataCore mette a disposizione di tutta l’azienda ci sono il caching, la deduplica universale, la compressione, l’accelerazione delle operazioni di scrittura casuale, il mirroring sincrono, il ripristino “zero touch”, il thin provisioning, il QoS, l’auto-tiering, la replica, il monitoraggio delle prestazioni, la protezione continua dei dati e la migrazione dei dati.
Nell’EMA Radar Report for Enterprise Software-Defined Storage 2015, DataCore SANsymphony-V è stata anche definita leader per il valore nella sua categoria.
Dice il rapporto: “Tra le soluzioni di software-defined storage inserite in questo report, DataCore è una delle più convenienti. I clienti possono infatti acquistare una licenza DataCore a una frazione del costo delle soluzioni concorrenti.”
Il Comune di Bologna ha circa 4300 dipendenti e circa 3500 postazioni informatiche. Dispone di 50 uffici distribuiti sul territorio fra i quali Musei, Uffici amministrativi, Biblioteche oltre a 200 Scuole facenti anch’esse parte dell’infrastruttura del Comune. Tante sono quindi le diverse attività gestite, gran parte delle quali informatizzate. Gli addetti ai servizi informatici sono in tutto 45, 30 dei quali parte dell’Unità Servizi infrastrutturali diretta da Stefano Mineo.
L’ESIGENZA
L’infrastruttura del Comune è composta da 2 Server Farm posizionate nelle 2 sedi principali, nelle quali si concentrano tutte le risorse, i sistemi di rete , i server , ridondati per garantire la continuità operativa indispensabile. 250 sono i server gestiti dei quali 200 circa virtualizzati tramite VMWare su blade HP e IBM. Il volume totale dei dati è di circa 50 TB (sono quelli oggi licenziati). Tutte le sedi sono collegate in banda larga.
I principali obbiettivi si possono individuare in 3 precise richieste avanzate dall’alta direzione:
garanzia della Business Continuity
aumento della potenza della piattaforma tecnologica, compresa la sostituzione di HW arrivati alla fine del loro ciclo di vita, per gestire nuovi servizi IT, unitamente ad un sostanziale incremento delle performance per riuscire ad ottenere risposte rapide
il tutto con il vincolo di un contenimento della spesa.
La prima risposta architetturale è stata quella di ridondare le due Server Farm, seguita dall’aumento della potenza dei sistemi con componenti tecnologiche virtualizzate e della capacità di storage.
LA SOLUZIONE
“A questo punto è partita l’indagine, portata avanti insieme al partner, che ha escluso l’adozione della classica soluzione di potenziamento dell’HW a favore del Software Defined Storage”. Dichiara Stefano Mineo che continua “accantonata quindi l’idea di dotarsi di appliance forniti da HW vendor a favore di una soluzione SW per la gestione dei dischi destinati allo storage. Le motivazioni hanno riguardato l’aspetto economico, infatti l’adozione della soluzione Software Defined elimina l’esigenza di dotarsi di ulteriore HW, oltre a garantire una maggiore flessibilità in fase di crescita e senza alcun vincolo rispetto all’acquisto di HW di uno specifico vendor.
E’ poi stata eseguita un’approfondita verifica da parte del partner mirata ai livelli funzionali offerti, questa fase di valutazione ha portato alla scelta di SANsymphony-V10 di DataCore , la più affermata sul mercato che si è rivelata essere quella che offriva maggiori garanzie. E’ partito a questo punto il bando di gara, vinto da 3CIME Technology che ha fornito il SW, lo ha implementato e fornito i relativi servizi. Tutta l’operazione ha avuto inizio nel 2014 ed è stata portata a termine nel luglio dello stesso anno. La migrazione dei dati è stata effettuate gradualmente , conclusa in tre mesi, effettuata senza problemi dai vecchi ai nuovi apparati. La nuova architettura, una volta operativa si è fatta apprezzare da subito per la sua flessibilità per la facilità di manutenzione e di aggiornamento. In occasione della indisponibilità HW, lo spostamento degli utenti da un nodo all’altro è stato effettuato brillantemente.
I vantaggi ottenuti:
Risparmio in termini di costi in fase di acquisto e di gestione
Benefici per la gestione del backup dei dati aziendali
perfetta integrazione.
“Il progetto di un cluster metropolitano così delicato e complesso è stato esaltante. Mettere in alta affidabilità 60 istanze Oracle, 10TB di posta elettronica, 200 macchine virtuali è stata una sfida senza precedenti. Oggi il Comune ha virtualizzato con DataCore, storage IBM, Netapp, Nexsan, dischi flash HGST con 4 livelli di Tier sui due nodi metropolitani. Un risultato che in Italia non ha precedenti” dichiara Giuseppe Mazzoli – amministratore di 3CiME Technology Srl, che conclude: “la seconda parte del progetto che è già in corso, riguarderà il disaster recovery, sempre con la nostra assistenza!”
I NAS QNAP della gamma TVS-ECx80, TS-ECx80, TS-x79U-SAS e SS-x79U-SAS sono ora certificati DataCore Ready, per l’interoperabilità con la piattaforma software-defined storage SANsymphony-V.
Grazie a questa certificazione i NAS QNAP garantiscono un’elevata compatibilità per la realizzazione di soluzioni unificate che permettono alle aziende di potenziare numerose funzionalità della propria rete e di ottimizzazione.Abbinando le peculiarità hardware degli apparati di storage, dalla connettività 10 GbE ai sistemi cache SSD, con DataCore SANsymphony-V, le differenti realtà professionali potranno ottenere le prestazioni di archiviazione richieste, elevata disponibilità, disaster recovery e un conveniente archivio definito da software basato sulle tecnologie di virtualizzazione.
Jerome Jaussaud, product manager di QNAP È con grande piacere che annunciamo la certificazione DataCore Ready per i nostri sistemi storage di fascia alta. I nostri clienti ora possono sfruttare tutti i valori aggiunti offerti da DataCore SANsymphony-V sui loro dispositivi QNAP nuovi o esistenti.
Phil Williams, VP di Business Development & Strategic Alliances in DataCore La designazione DataCore Ready è il riconoscimento per il completamento di un severo processo di test di compatibilità per soluzioni cha hanno dimostrato di poter migliorare le infrastrutture di archiviazione software-defined di DataCore. L'unione tra DataCore e QNAP offre una soluzione veramente flessibile per massimizzare le prestazioni delle infrastrutture IT in modo da soddisfare le crescenti - e in continua mutazione - necessità d'archiviazione nelle aziende odierne.
http://www.01net.it/iperconvergenza-chiama-software-defined-storage/
La virtualizzazione delle applicazioni è una pratica ormai ampiamente adottata. Dopo gli entusiasmi iniziali si è, però, compreso che una delle principali difficoltà è legata allo storage condiviso, che è elemento essenziale per la buona riuscita della virtualizzazione.
A sostenerlo è George Teixeira, Ceo di Datacore, ricordando che le applicazioni possono essere spostate tra i vari server solamente se quest’ultimi sono in grado di accedere a programmi e relativi dati memorizzati sulle unità di storage.
In un ambiente tipico, lo storage condiviso viene collocato in reti dedicate, le Storage area network, che, nate prima della virtualizzazione, si trovano oggi ad affrontare sfide complesse, che non sempre riescono a superare nel migliore dei modi. Gli ambienti virtualizzati, ricorda Teixeira, hanno, infatti, bisogno di prestazioni in input e output uniformi e affidabili in ogni momento, anche quando le applicazioni diventano più esigenti. I carichi di lavoro virtualizzati possono, infatti, variare enormemente e velocemente.
Virtualizzazione dello storage e soluzioni hyperconverged
“Basti pensare a un database: quando viene avviata un’attività di elaborazione dei dati particolarmente rilevante, la San si ritrova sotto pressione, con ripercussioni sulle prestazioni generali che hanno un impatto anche su tutte le altre applicazioni. Ovviamente più queste sono sensibili alle prestazioni, più i problemi crescono”.
In prima fila, come già accennato dal Ceo di Datacore, ci sono soprattutto i database e le applicazioni o i sistemi di Erp basati sui database, “come Oracle, Microsoft Sql Server, Sap, Microsoft Dynamics senza trascurate le Vdi di Vmware o di Citrix, e i sistemi di comunicazione, dal VoIp a Microsoft Exchange”.
Non solo prestazioni
Le prestazioni non sono, però, l’unico parametro da tenere in considerazione nelle San collocate in ambienti virtualizzati. Affidabilità e complessità possono rivelarsi un vero e proprio grattacapo, soprattutto nelle strutture più piccole, così come la scalabilità orizzontale e la manutenzione. Se il numero di applicazioni tende a crescere, cosa pressoché certa con le tendenze attuali, la San deve essere in grado di adeguarsi velocemente e in modo trasparente. E anche in caso di manutenzione è impensabile immaginare che lo storage possa essere messo temporaneamente offline. Eppure, come ricorda Teixeira, questo accade.
Negli uffici remoti che dispongono di applicazioni onsite le difficoltà aumentano. Si parla di negozi, filiali, impianti produttivi, call center dove la gestione e la disponibilità dell’infrastruttura possono diventare complicate. Come minimo, per garantire elevata disponibilità a livello di macchine fisiche è necessario dislocare una coppia di server, che devono essere ovviamente connessi a una Storage area network. Per ragioni legate ai costi quest’ultima è spesso costituita da una batteria di storage economica, il che si traduce in ciò che viene definito un “single point of failure”, ovvero l’anello debole nella catena: se per qualunque ragione la San va offline, la presenza del doppio server non basta a garantire la continuità del servizio. E spesso la mancanza in loco di staff dedicato alla gestione It complica ulteriormente le cose.
I vantaggi dell’iperconvergenza
Tutti questi aspetti stanno spingendo le aziende alla ricerca di nuove soluzioni. Una delle più gettonate è conosciuta come iperconvergenza, in cui l’infrastruttura It, intesa come potenza di calcolo, memoria, collegamenti di rete e sistemi di storage, viene completamente integrata, semplificandone sia l’installazione sia la successiva gestione. Per ottenere il miglior risultato prestazionale possibile, si procede di norma con la creazione di cluster specializzati, che riuniscono applicazioni dello stesso tipo. Per avvicinare fisicamente i dati alle applicazioni, lo storage viene installato all’interno o accanto ai server in modalità Das, ossia Direct-attached storage.
In questo modo si possono ottenere tempi di risposta più veloci migliorando le prestazioni di input e output.
L’importante è scalare
In generale, quando si considera una soluzione iperconvergente bisogna valutare anche la sua capacità di scalare. È inutilmente costoso avere un sistema che non permette di aumentare la capienza dello storage se non incrementando contestualmente anche capacità di calcolo e memoria.
Da qui il suggerimento di optare per architetture che consentono di utilizzare una San centralizzata come complemento allo storage collegato direttamente ai server. Questo consente una grande flessibilità, garantendo in ogni caso che l’allocazione dei dati sul “livello” di storage più adeguato alle esigenze prestazionali: i dati attivi rimangono sempre sullo storage collegato ai server, mentre quelli utilizzati con frequenza inferiore vengono memorizzati sulla San.
Infine, a conclusione di questa panoramica sui sistemi iperconvergenti, il Ceo di Datacore afferma che l’unico vero rischio che queste soluzioni comportano è di diventare sistemi isolati che richiedono gestione e manutenzione separate. Per questo è necessario pensare alla loro integrazione nell’infrastruttura globale.
SANsymphony-V10 di DataCore per modernizzare l'infrastruttura storage del Comune di Bologna
La scelta di una soluzione software-defined ha permesso di rispettare tutte le esigenze e di contenere le spese (per il comunicato PDF, cliccate qui)
DataCore, azienda leader nel software-defined storage, illustra come la sua soluzione SANsymphony-V 10 sia stata utilizzata dal Comune di Bologna per risolvere l'esigenza di modernizzare la propria infrastruttura storage. Il Comune di Bologna amministra una delle grandi Città italiane, 4300 i dipendenti , 3500 le postazioni informatiche, 50 uffici distribuiti sul territorio fra i quali Musei, Uffici amministrativi, Biblioteche oltre a 200 Scuole facenti anch'esse parte dell'infrastruttura del Comune. L'infrastruttura del Comune è composta da 2 Server Farm posizionate nelle 2 sedi principali, nelle quali si concentrano tutte le risorse, i sistemi di rete , i server , ridondati per garantire la continuità operativa indispensabile. 250 sono i server gestiti dei quali 200 circa virtualizzati tramite VMWare su blade HP e IBM. Il volume totale dei dati è di circa 50 TB (sono quelli oggi licenziati). Tutte le sedi sono collegate in banda larga. A Stefano Mineo, Direttore Unità Servizi Infrastrutturali del Comune, l'amministrazione chiede di
aumentare la potenza della piattaforma tecnologica, compresa la sostituzione di HW arrivati alla fine del loro ciclo di vita, per gestire nuovi servizi IT, unitamente ad un sostanziale incremento delle performance per riuscire ad ottenere risposte rapide
garantire l' indispensabile business continuity
il tutto con il vincolo di un contenimento della spesa. La prima risposta architetturale è stata quella di ridondare le due Server Farm, seguita dall'aumento della potenza dei sistemi con componenti tecnologiche virtualizzate e della capacità di storage. "A questo punto è partita l'indagine che ha escluso l'adozione della classica soluzione di potenziamento dell'HW a favore del Software Defined Storage". dichiara Stefano Mineo che continua "abbiamo accantonato quindi l'idea di dotarsi di appliance forniti da HW vendor a favore di una soluzione SW per la gestione dei dischi destinati allo storage. Le motivazioni hanno riguardato l'aspetto economico, infatti l'adozione della soluzione Software-Defined elimina l'esigenza di dotarsi di ulteriore HW, oltre a garantire una maggiore flessibilità in fase di crescita e senza alcun vincolo rispetto all'acquisto di HW di uno specifico vendor per eventuali esigenze future"
L’ultima versione del
software comprende nuovi servizi per gestire le prestazioni I/O end-to-end, ottimizzare
la flash, integrare i backup, sfruttare al meglio lo spazio di archiviazione,
erogare desktop virtuali e automatizzare l’installazione del Software-Defined
Storage iper-convergente in tutta l’azienda
DataCore, azienda leader nel Software-Defined Storage
(SDS),ha annunciato il rilascio di una nuova versione della sua piattaforma di
servizi storage per ‘qualsiasi hypervisor, qualunque storage’ SANsymphony™-V10
e di DataCore™ Virtual SAN. La release dispone di numerose nuove funzionalità e
supporta OpenStack Cinder, permettendo così a DataCore di offrire il suo set
completo di servizi di Software-Defined Storage su cloud privato, ibrido e
pubblico realizzato con OpenStack. Questa versione comprende anche nuove
funzionalità e servizi per controllare e gestire centralmente e completamente
le prestazioni I/O, ottimizzare la flash, integrare i backup, sfruttare al
meglio lo spazio di archiviazione, mettere a disposizione desktop virtuali e
automatizzare le implementazioni a livello aziendale di Software-Defined
Storage iper-convergente.
Per consentire ai server x86 standard di disporre delle
funzionalità di storage di livello enterprise indispensabili a soddisfare le
odierne esigenze aziendali, sono stati integrati diversi nuovi servizi. La
capacità di DataCore di offrire la più completa e unificata piattaforma
iper-convergente di servizi per il Software-Defined Storage e la SAN virtuale
ha consentito di allargare la lista delle alleanze e delle partnership con i
produttori di server, che possono sfruttare al meglio le loro piattaforme
hardware grazie alla versione più recente del software DataCore.
Servizi aziendali più
potenti e numerosi: una piattaforma diSoftware-Defined Storage omnicomprensiva
Tra i nuovi servizi e le nuove funzionalità ci sono:
• Il Software-Defined
Storage sulle architetture cloud e il supporto OpenStack: grandi imprese e
fornitori di servizi cloud possono ora utilizzare una piattaforma DataCore SDS
per centralizzare il provisioning e la gestione delle risorse di storage nuove
o già esistenti tramite comandi standard OpenStack Cinder. In precedenza, le
organizzazioni che dovevano creare un’infrastruttura cloud con OpenStack
incontravano molte difficoltà per riuscire a utilizzare le risorse di storage
già disponibili o per trovare nuovi dispositivi di storage non troppo costosi
compatibili con OpenStack che fossero in grado di offrire funzionalità di
livello enterprise per I loro ambienti cloud.
• Servizi
iper-convergenti di desktop virtuale: questa versione comprende nuovi
servizi VDI e strumenti per il deployment in grado di automatizzare la creazione
e la gestione di desktop virtuali “stateful” con elevata disponibilità. Le
implementazioni VDI ad alta densità così create sono convenienti e
particolarmente adatte per quelle organizzazioni che hanno bisogno di offrire
desktop a livello dipartimentale. Il software utilizza la tecnologia di caching
ad alte prestazioni di DataCore e il thin provisioning per ridurre la dipendenza
dallo storage fisico. Al contrario di altre proposte VDI iper-convergenti,
quella di DataCore non richiede costose flash o sottosistemi a disco per
raggiungere i livelli prestazionali necessari: per abbassare in modo significativo
il costo totale di ogni desktop virtuale, ottimizza i server e le DRAM standard
e utilizza al meglio i meno costosi dischi interni invece di richiedere l’uso
di costosi sistemi di storage esterni.
• Servizi universali
per la deduplica e la compressione dei dischi virtuali: i dischi virtuali possono
ora essere deduplicati e compressi in background a scadenze prefissate per
ridurre lo spazio occupato su disco. Al contrario di altri fornitori, che
restringono questo tipo di funzionalità ai loro prodotti o a sistemi di storage
esterni specifici, i servizi salva-spazio di DataCore si applicano universalmente
a tutta l’infrastruttura, estendendo la deduplica e la compressione a livello
di blocco a qualsiasi storage, file system o hypervisor.
• Servizi per
l’integrazione del backup, supporto a Veeam e automazione: DataCore lavora con
noti prodotti di backup di terze parti per semplificare la protezione totale
dei dati e garantire il rapido ripristino con un elevato livello di
granularità. DataCore supporta già prodotti come la tecnologia IntelliSnap di
CommVault Simpana e Microsoft Data Protection Manager, che traggono vantaggio
dalle snapshot online di DataCore per centralizzare il backup di una vasta
gamma di applicazioni, hypervisor, sistemi operativi e dispositivi di storage.
Questo aggiornamento offre funzionalità simili anche ai backup Veeam,
consentendogli di sfruttare le snapshot a elevata efficienza di DataCore ed
eliminare così le complicazioni legate all’uso di snapshot delle VM su host. I
backup possono ora essere programmati e realizzati con maggiore frequenza, con
un impatto minimo sulle applicazioni e migliorando i Recovery Point Objective
(RPO). Il tutto per offrire maggiore produttività e rispristini più veloci.
• Servizi di console
e gestione centralizzata per gruppi distribuiti: le organizzazioni che dispongono
di pool di storage virtuali distribuiti in località diverse possono ora gestire
i diversi gruppi di server DataCore tramite una singola interfaccia utente.
Livelli di controllo separate possono essere assegnati ad amministratori
diversi in base alle gerarchie dei gruppi di server, permettendo così di
mantenere gestione e controllo centralizzati delegando responsabilità in infrastrutture
di storage distribuite a un numero inferiore di persone.
• Servizi
iper-convergenti per il deployment in situazioni comuni: con questa
versione DataCore continua a semplificare e automatizzare notevolmente le
modalità di installazione, configurazione e aggiornamento del software nei vari
scenari e casi d’uso. Quest’ultima release semplifica l’impostazione iniziale
in ambienti iper-convergenti, su file system scalabili su cluster, nelle
configurazioni VDI, in situazioni miste con storage organizzato su file/blocchi
e in installazioni multi-nodali a elevata disponibilità che utilizzano il
software sia su piattaforma fisica sia virtuale (VM).
Una piattaforma SDS
potente e centralizzata per gestire interamente le prestazioni I/O globali DataCore
SANsymphony-V10 opera a livello infrastrutturale su tutte le tipologie di
storage (flash, dischi e cloud) per automatizzare e ottimizzare le prestazioni
e l’allocazione delle risorse. La nuova versione offre un potente gruppo di
strumenti per profilare, monitorare e identificare i ‘punti caldi’ e gestirei
carichi di lavoro applicativi che possono avere un impatto negativo sulle
prestazioni.
Tra le nuove funzionalità per il miglioramento delle prestazioni
della release PSP2 ci sono:
• Ottimizzazione
delle prestazioni per le flash: tra i miglioramenti presenti in questa
versione ci sono quelli riguardanti il modo in cui DataCore gestisce la cache
nelle operazioni di lettura da dispositivi basati su storage flash e a stato
solido. Il risultato complessivo è quello di avere tempi di risposta più
veloci, minori sovraccarichi e un utilizzo ottimale della costosa memoria
flash.
• Strumentazioni e
metriche arricchiti: la versione PSP2 offre maggiore visibilità sul comportamento
I/O dei dischi virtuali e fisici, permettendo agli utenti di comprendere in
modo dettagliato che cosa sta accadendo alle risorse di storage.
L’aggiornamento comprende nuove metriche per la misurazione delle prestazioni
dei dischi virtuali, mappe di calore migliorate con report analitici sulle
tendenze prestazionali e un maggiore supporto per gli allarmi S.M.A.R.T.
provenienti dai dispositivi fisici per aiutare gli amministratori IT a isolare meglio
i problemi che riguardano prestazioni e dischi. Le nuove funzionalità aumentano
la produttività e semplificano la gestione delle installazioni su vasta scala,
riducendo contemporaneamente tempi e costi per l’identificazione delle cause
dei rallentamenti applicativi.
• Un Random Write
Accelerator (RWA) pronto per la produzione: l’aggiornamento precedente
aveva introdotto questa innovazione, utilizzabile però solo per effettuare test
in condizioni specifiche. Nella versione PSP2 questa limitazione è stata
rimossa. Questa potente funzionalità converte le operazioni di scrittura
casuale con elevati tempi di latenza in scritture sequenziali più adatte allo
storage, aumentando fino a 30 volte le prestazioni dei carichi di lavoro che
prevedono frequenti operazioni di scrittura casuale, come database, ERP e
sistemi OLTP. Il risultato è quello di ottenere velocità simili a quelle offerte
dagli SSD utilizzando però economici dischi tradizionali e di ridurre quindi la
necessità di costose risorse flash. Questa funzionalità aiuta anche a
ottimizzare le prestazioni dello storage flash.
Il gap tra server e
storage si sta chiudendo, permettendo ai produttori di server di soddisfare le esigenze
delle grandi imprese
Con i server che diventano sempre più potenti e più adeguati
nella gestione dello storage, il divario trai due ambiti continua a ridursi. In questa nuova era di hardware
standardizzato e a basso costo quelloche
importa è il software. DataCore ha preso atto di questo inevitabile cambiamento
e ha aperto lastrada verso le
soluzioni di Software-Defined Storage. Con questa versione, DataCore migliora
la suapiattaforma per offrire il
più completo e collaudato stack di servizi SDS oggi esistente. Il software hal’obiettivo di offrire servizi per la
gestione di dati e storage che non si limitino a un singolo dispositivo,ma che lavorino con differenti
tipologie e marche di sistemi di storage, da quelli basati su flash aidischi tradizionali, fino allo storage
cloud. Per colmare definitivamente il divario tra server e storage, lanuova versione unisce un nutrito
gruppo di servizi di storage di livello enterprise a una duraturaarchitettura software progettata per
seguire le curve di costo (che sono in continuo miglioramento) e leinnovazioni tecnologiche del
sottostante hardware. Le numerose partnership siglate con fornitori diserver che operano a livello mondiale
confermano la nuova tendenza che li vede alla ricerca deivantaggi offerti dal Software-Defined Storage di DataCore sulle
loro piattaforme. Tra i nomi più noti cisono quelli di Huawei,
Cisco,
Fujitsu
e Dell.
“Nella sua posizione di innovatore leader nella tecnologia
di Software-Defined Storage per oltre 17anni, DataCore ha visto una quantità infinita di dispositivi di storage che
andavano gestiti eamministrati
tutti in modo diverso,” ha detto George Teixeira, CEO di DataCore. “Abbiamo
creato lesoluzioni DataCore di
Software-Defined Storage per abbattere questi muri e creare una piattaformadurevole e flessibile che permettesse
ai fornitori di tecnologie per lo storage di lavorare insieme inmodo trasparente. Stiamo continuamente
migliorando le nostre soluzioni SANsymphony-V e VirtualSAN per consentire ai nostri clienti di ottenere il massimo
vantaggio dagli investimenti già realizzati edi essere preparati ai cambiamenti di lungo termine grazie a
un’architettura software progettata perassorbire
le nuove tecnologie senza che l’adozione delle innovazioni costringa a
interromperetemporaneamente
l’erogazione dei servizi.”
Virtalizzazione dello storage, soluzioni hyper converged, e caso cliente. Perché DataCore risponde ai esigenze dei clienti in Italia ? Quali sono i vantaggi di una soluzione hyper converged gestita da DataCore ?
E si posiziona al second
posto nella categoria “Prodotto dell’anno”
DataCore, azienda leader
nel Software-Defined Storage (SDS) annuncia di aver vinto il premio “Storage Virtualisation Product of the Year” con il suo SANsimphony-
V, durante l’edizione 2015 dello Storage Award UK, svoltasi la scorsa settimana a Londra. Il premio,
soprannominato The Storries’, viene
assegnato ogni anno alla soluzione, organizzazione o personaggio che si sia
particolarmente distinto nel mondo dello Storage, sulla base di votazioni
online assegnate da circa 11000 lettori indipendenti di Storage Magazine.
Brett Denly, Sales Director di DataCore UK ha così commentato l’avvenimento:
“Abbiamo partecipato a
questa manifestazione con l’obiettivo di vincere il premio. La nostra soluzione
Software-Defined, SANsymphony™-V
è la collaudata decima generazione della piattaforma software con più di 25.000
licenze installate in oltre 10.000 siti di produzione in tutto il mondo. Ritengo che questo sia un
importante riconoscimento e
ringrazio tutti coloro che hanno deciso di votare per noi”
Oltre ad ottenere l’importante riconoscimento da parte dei lettori,
l’altro importante obiettivo raggiunto da DataCore consiste nelle partnership
siglate per le soluzioni convergenti e iper-convergenti basate su SANsymphony ™ -Vand DataCore ™
Virtual SAN con leader di mercato del calibro di Cisco, Dell, Fujitsu, Huawei e Lenovo.
La società di Fort Lauderdale ha presentato Psp2, l’ultima release della sua piattaforma di servizi di archiviazione Sansymphony-V10 e di Virtual San. Per la prima volta, il pacchetto supporta anche OpenStack Cinder, permettendo così di portare le nuove funzionalità anche su tutte le tipologie di nuvole.
DataCore rinnova ancora la sua piattaforma di servizi di archiviazione nell’ambito dello storage definito dal software. La nuova offerta, ribattezzata Psp2 si applica a Sansymphony-V10 e a Virtual San e supporta per la prima volta OpenStack Cinder, permettendo così di portare tutti i servizi anche su qualsiasi tipologia di ambiente cloud. Tra le nuove funzionalità della piattaforma, si trovano lo storage definito dal software sulla nuvola e, come detto, il supporto al progetto OpenStack, con cui le aziende possono gestire in modo centralizzato le risorse di archiviazione disponibile, oppure implementarne di nuove. Inoltre, la release comprende servizi di Virtual Desktop Infrastructure (Vdi), capaci di automatizzare la creazione e la gestione di desktop virtuali “stateful” con elevata disponibilità.
Il software realizzato da DataCore sfrutta tecnologie di caching ad alte prestazioni e il thin provisioning per ridurre la dipendenza dallo storage fisico. Tutto senza aggiungere memorie flash o sottosistemi a disco, abbassando così il costo di ogni desktop virtuale grazie anche a un’ottimizzazione di server e Dram standard. Con Psp2, i dischi virtuali possono essere deduplicati e compressi in background, senza interferire quindi con le operazioni quotidiane, riducendo anche lo spazio sulle unità di memoria. Queste funzionalità vengono poi estese a tutti i dispositivi di archiviazione, ai file system e agli hypervisor.
Ma le novità riguardano anche il backup, con soluzioni offerte da altri vendor che ben si integrano nei prodotti di DataCore. Il software dell’azienda di Fort Lauderdale supporta infatti Simpana di CommVault, Data Protection Manager di Microsoft, le funzionalità di Veeam e così via. Tutti i backup possono essere ora programmati all’interno del sistema e realizzati con frequenza maggiore. Il risultato è un impatto minimo sulle applicazioni e obiettivi di recovery migliorati. Dal punto di vista della gestione, invece, DataCore offre ora una console centralizzata per tutte le organizzazioni che dispongono di gruppi di storage virtuali distribuiti in località differenti. Con una singola interfaccia utente, si possono assegnare livelli di controllo separati ad amministratori diversi in base alle gerarchie dei gruppi di server.
L’aggiornamento Psp2 mette a disposizione per Sansymphony-V10, che opera a livello infrastrutturale su tutte le tipologie di storage, una serie di strumenti per profilare, monitorare e identificare i “punti caldi” e gestire i carichi di lavoro applicativi che possono avere un impatto negativo sulle prestazioni. Le performance sono infatti fondamentali, sia in fase di lettura dei dati che di scrittura. Ad esempio, con l’ultima release, il Random Write Accelerator (Rwa) già introdotto con limitazioni nel pacchetto precedente, può ora essere utilizzato per convertire le operazioni di scrittura casuale con elevati tempi di latenza in scritture sequenziali, nettamente più veloci e adatte all’archiviazione.
DataCoreha
annunciato i risultati della quinta edizione della sua indagine annuale
sulloStato del Software-Defined Storage (SDS). Il sondaggio 2015 ha analizzato
l’influenza dell’SDS sulle organizzazioni di tutto il mondo, raccogliendo
informazioni dall’esperienza di 477 professionisti IT che stanno attualmente
utilizzando o valutando l’SDS con l’obiettivo di superare le criticità legate
allo storage dei dati. I risultati, derivanti da aziende appartenenti a settori
industriali differenti che gestiscono carichi di lavoro di ogni tipo, offrono
spunti di riflessione sorprendenti.
L’indagine ha
anche sondato il tema dei livelli di spesa legati ai temi caldi del momento,
come i Big Data, l’Object Storage e OpenStack. Inaspettatamente, i dati hanno
evidenziato che nel 2015 i finanziamenti stanziati per queste voci sono stati
bassissimi. Questo deludente risultato può essere parzialmente giustificato
dall’elevato numero di persone che nel corso dell’indagine hanno espresso
disillusione.
D’altro canto, il
report di quest’anno rivela numerosi elementi a favore dell’implementazione del
Software-Defined Storage. Il 52 per cento degli interpellati si aspetta che
l’SDS possa allungare la vita utile degli asset di storage già presenti in
azienda e garantire il funzionamento dell’attuale infrastruttura di storage
anche in futuro, integrando facilmente eventuali nuove tecnologie. Quasi metà
delle persone che hanno risposto al sondaggio cerca nell’SDS la possibilità di
non essere vincolata a uno specifico produttore di storage, abbassando così i
costi dell’hardware scegliendo tra fornitori diversi. Operativamente, gli
interpellati vedono l’SDS come un modo per semplificare la gestione di
dispositivi di storage di tipo diverso automatizzando le operazioni più
frequenti o complesse. Si tratta di risultati notevolmente diversi dal passato,
perché oggi l’indagine mostra un chiaro incremento nella percezione dei
benefici economici generati dal ricorso all’SDS(riduzione delle spese in conto
capitale), che vanno ad aggiungersi ai risparmi sulle spese operative già
evidenziati negli scorsi anni.
Tra i risultati
sorprende anche il fatto che nonostante la penetrazione complessiva sia in
crescita, nel 28 per cento dei casi la tecnologia flash è completamente
assente, e che il 16 per cento di chi vi ha fatto ricorso dichiari di non avere
raggiunto i miglioramenti prestazionali auspicati in termini di accelerazione
applicativa. Interessante notare, inoltre, che il 21 per cento degli
intervistati ha indicato come gli attesissimi sistemi iper-convergenti non
abbiano offerto i risultati previsti o non si siano integrati al meglio nelle
infrastrutture esistenti. Va detto, però, che il Software-Defined Storage e la
virtualizzazione dello storage sono considerati ora come necessità urgenti, con
il 72 per cento delle organizzazioni che sta facendo quest’anno importanti
investimenti su queste tecnologie. L’81 per cento prevede livelli analoghi di
investimento su tecnologie di Software-Defined Storage da incorporare in server
per SAN/SAN virtuali e soluzioni di storage convergente.
Altri elementi
emersi dall’indagine 2015 di DataCore sulloStatodel Software-Defined Storage:
· La capacità di
aggiungere capienza allo storage senza interrompere l’operatività aziendale
viene identificata come la ragione principale per la scelta del software di
virtualizzazione dello storage (52 per cento degli intervistati). Nella parte
alta della lista ci sono anche il supporto al mirroring sincrono e ai cluster
per l’elevata disponibilità su distanze metropolitane per garantire la
continuità operativa, nonché la replica dei dati asincrona per il disaster
recovery su sito remoto.
· Oltre metà
degli intervistati (il 53 per cento) sostiene di avere una capienza assegnata
allo storage flash inferiore al 10 per cento. La quota di chi sostiene di
utilizzare la flash per oltre il 40 per cento della capienza complessiva è
solamente del 9 per cento.
· Dopo avere
virtualizzato i carichi di lavoro dei server, oltre il 60 per cento degli
intervistati ha affrontato problemi di degrado delle prestazioni o l’incapacità
di raggiungere le prestazioni necessarie. Alla richiesta di quali fossero
tipicamente i problemi, il 61 per cento ha risposto la lentezza delle
applicazioni; il 46 per cento ha indicato come colpevoli i dispositivi di
storage proprietari.
· Gli errori
umani stanno portando alla necessità di maggiore automazione. È ormai sempre
più chiaro che la complessità legata alla crescita e alla diversificazione dei
dati comporta un prezzo da pagare: il 61 per cento degli interpellati ha
infatti indicato l’errore umano come causa delle interruzioni nei servizi
applicativi e nel funzionamento dei data center.
La tecnologia del
Software-Defined Storage: un passo avanti per tutto il settore
“Questa indagine
getta una nuova luce su come i professionisti IT approcciano le innovazioni
legate allo storage,” sostiene George Teixeira, Presidente e CEO di DataCore.
“I dati rivelano che molte organizzazioni si stanno allontanando dalle
funzionalità per lo storage legate ad hardware specifico, realizzando risparmi
su CAPEX e OPEX e aumentando il potere d’acquisto. Tutto questo è possibile
grazie alla mancanza di vincoli con hardware particolari e al fatto di non
essere costretti ad ‘acquistare tutto da zero’ quando si modernizza
l’infrastruttura di storage. Dall’indagine emerge anche che tecnologie promosse
con convinzione, come l’Object Storage, si trovano spesso relegate in programmi
pilota, dove l’IT spera di poterne valutare il vero valore.”
“Il
Software-Defined Storage e il software per la virtualizzazione dello storage,
invece, offrono tutte le funzionalità che il mercato oggi richiede, come la
disponibilità continua, prestazioni superiori e maggiore efficienza”, continua
Teixeira. “Questi benefici reali valgono molto di più negli investimenti 2015
di qualunque altra futura promessa di tecnologie e startup che devono ancora
essere confermate.”
“Sono due le
sorprese emerse dall’indagine: l’assenza di investimenti a breve termine per
Big Data e Object Storage tra la maggioranza degli intervistati e la
penetrazione relativamente contenuta della tecnologia flash in queste 477
organizzazioni,” dice DeniConnor, Founding Analyst di SSG-NOW. “Non
sorprendono, invece, i livelli crescenti di investimenti in iniziative di
Software-Defined Storage, note per offrire un ritorno più immediato.”
Gli intervistati
che hanno risposto al sondaggio di DataCore sullo “Stato del Software-Defined
Storage” appartengono a organizzazioni di diverso tipo, sia per dimensioni sia
per settore industriale, offrendo così uno spaccato statisticamente valido
delle necessità di SDS in ambienti IT di diversa estrazione. I partecipanti
coinvolti provengono da Nord America, Sud America, Europa e Asia e lavorano in
segmenti di mercato verticali come servizi finanziari, sanità, pubblica
amministrazione, industria, istruzione, servizi IT e altri settori a questi
collegati. Il 45 per cento degli intervistati lavora in organizzazioni con meno
di 500 dipendenti, il 31 per cento in organizzazioni che hanno tra 500 e 5.000
dipendenti e il 23 per cento in strutture più grandi.
L’indagine di
DataCore sullo “Stato del Software-Defined Storage” è stata realizzata nel mese
di aprile 2015. Il report completo è disponibile all’indirizzo
www.datacore.com/sds2015 .
DataCore Softwareè un’azienda leader nel
software-defined storage. Le sue soluzioni per la virtualizzazione dello
storage e per la SAN virtuale permettono alle organizzazioni di gestire e
scalare in modo trasparente le architetture per lo storage dei dati, offrendo
enormi incrementi prestazionali a una frazione del costo di soluzioni offerte
dai fornitori di sistemi proprietari di hardware per lo storage. Adottata in
10.000 siti di clienti di tutto il mondo, la tecnologia adattativa e capace di
auto-apprendere e ripararsi di DataCore elimina le difficoltà legate ai
processi manuali e aiuta a concretizzare le potenzialità del nuovo data center
definito dal software grazie alla sua architettura agnostica rispetto
all’hardware.
Lo storage definito dal software DataCore sta conquistando il mercato Italiano !
Come si adatta il Software DataCore alle specificità del mercato Italiano ?
Come il Software DataCore permette di svincolarsi dai limiti delle soluzioni definite dall’hardware ?
DataCore Software ha annunciato la promozione di Amanda Bedborough a Senior Vice President, DataCore EMEA Field Operations. Amanda era la responsabile strategica delle attività aziendali per il go-to-market nel mercato EMEA, una posizione a suo tempo creata per cogliere le grandi opportunità di mercato legate alla crescente richiesta della piattaforma di Software-Defined Storage (SDS), delle SAN virtuali e delle soluzioni iper-convergenti. Le priorità ora sono quelle di sviluppare le attività commerciali sui clienti di livello enterprise e di aumentare la penetrazione delle piattaforme DataCore tra i clienti esistenti. Amanda sarà quindi responsabile delle vendite e dei programmi a supporto del canale, con il compito di realizzare una rete di esperti rivenditori a valore aggiunto e di gestire i costanti investimenti infrastrutturali, le nuove iniziative aziendali e le risorse che operano nella regione EMEA.
Amanda Bedborough ha portato in DataCore oltre vent’anni di esperienza maturata in ruoli dirigenziali nel settore IT, dove aveva contribuito alla positiva crescita di aziende come Corel, 3DFX Interactive ed STB Systems. Prima di entrare in DataCore, Amanda è stata Executive Vice President, Global Sales & Marketing di Corel Corporation ed è quindi la persona adatta per supportare DataCore nella sua nuova fase di crescita, guidando la strategia di go-to-market per l’acquisizione e la fidelizzazione dei clienti di oggi e di domani.