lunedì 21 settembre 2015

Tom's Hardware: Come usare lo storage flash in modo ottimale

La tendenza della flash ovunque si sta trasformando in flash dove serve. Come adottare in modo ottimale la tecnologia lo suggerisce un esperto del settore

Oggi la tecnologia flash sembra trovare collocazione naturale nella struttura di storage e si sta gradualmente integrando con le esistenti tecnologie basate su dischi. Come spesso avviene con le nuove tecnologie, a una fase iniziale di assoluto entusiasmo si sta sostituendo un approccio più meditato basato su indicatori economici. In sostanza, l'entusiasmo sta tornando livelli quasi normali e a considerazioni sul suo uso realmente dove serve.
E' un processo, osserva George Teixeira, CEO di DataCore, che dimostra che la tecnologia flash, anche se riconosciuta come capace di cambiare le regole del gioco, ha bisogno di essere utilizzata in modo più pratico e essere adeguatamente integrata con le tecnologie a disco esistenti.
                                             Flash si, ma con attenzione
flash storage icon
Va infatti considerato che la flash si è dimostrata una tecnologia eccellente laddove si ha a che fare con carichi di lavoro specializzati che richiedono elevate velocità di lettura, come nei database, ma non una soluzione conveniente per tutti i carichi elaborativi. Per questo al momento costituisce ancora solo una ridotta percentuale dello storage installato complessivo.
Al capo opposto, i dischi fissi SATA a basso costo continuano, osserva il manager, a migliorare anche grazie all'utilizzo di tecnologie come quelle basate sull'elio che permettono di sviluppare dispositivi in grado di supportare capienze di fino a 10 TB per unità, ma non vantano prestazioni elevate e sono quindi più lenti.
In sostanza, i produttori si sarebbero a lungo cullati nell'illusione che le aziende clienti arrivassero a un utopico 100% di tecnologia flash, ma in realtà questo non si sta verificando e forse è del tutto impossibile a causa dei costi elevati e delle dimensioni della base installata, una realtà con cui si deve fare necessariamente conto soprattutto in periodi critici come l'attuale. Quello che sembra mancare è anche un software in grado di unificare il mondo della flash con quello esistente, e in continua evoluzione, dei dischi.
Il mercato delle unità SATA, osserva ancora Teixeira, grazie al loro costo contenuto, non ha rallentato ed è quindi indispensabile trovare il giusto bilanciamento tra le tecnologie flash e SATA per sfruttare al massimo gli investimenti in storage aziendale utilizzando efficacemente tutte le risorse disponibili.

La soluzione nel software defined storage e risorse in pool

Un aiuto nell'affrontare e risolvere il problema viene dal software defined storage. Il software-defined storage consolidato e di terze parti considera entrambe le tecnologie semplicemente come contenitori di dati ed è in grado di applicare una suite ampia di servizi di storage sia alle unità flash sia a quelle SATA. Ad esempio, permettendo di creare e condividere facilmente pool di storage utilizzando la flash interna e lo storage su disco disponibile sui server o integrando flash e dischi installati separatamente.
In pratica, il software-defined storage si prospetta in grado di integrare e ottimizzare le diverse tecnologie basate su flash e i diversi dispositivi a disco nell'ambito di implementazioni di SAN virtuali o all'interno dell'infrastruttura globale di storage. Il software-defined storage può infatti riunire entrambi i mondi e costituire la chiave per l'unificazione dei dischi esistenti, di quelli nuovi e delle tecnologie flash.
sds principles1 fonte datacore
I principi del SDS (fonte DataCore)

Attenzione alle isole separate

Nello storage è anche indispensabile, ha spiegato Teixeira, fare attenzione per non creare isole diverse e separate. Ogni dispositivo flash ha il proprio stack di funzionalità esclusive, ma che cosa succede quando sistemi diversi devono lavorare insieme? Questi stack software indipendenti e diversi creano "isole di storage separate", ovvero quello che si è cercato di evitare nell'ultimo decennio.
Le SAN virtuali, i sistemi convergenti e i dispositivi flash hanno però continuato a espandersi, creando un numero sempre maggiore di macchine che vanno gestite individualmente e che si traduce in isole indipendenti di storage all'interno dell'organizzazione IT.
La capacità di unificare e federare queste isole di storage, trattando ognuno di questi scenari come caso esemplificativo di architettura unificante di software-defined storage, può essere d'aiuto per risolvere questo problema, spingendo tutta l'azienda verso una convergenza gestionale e funzionale.
George Teixeira 2015 ridottaIl risultato è che i sistemi di storage una volta isolati – da flash e dischi installati nei server alle batterie SAN esterne, fino allo storage su cloud pubblica – possono diventare parte di un pool virtuale accessibile da tutta l'azienda e organizzato su livelli determinati dalle caratteristiche specifiche delle varie tipologie di storage. Marchi di storage diversi, sistemi convergenti stand alone e SAN virtuali e sistemi di storage esterni dipendenti dall'hypervisor non esistono più come "isole", ma possono essere integrati in un'infrastruttura globale di storage.
L'amministratore di sistema, in un tale scenario, può così più facilmente mettere a disposizione la capienza, massimizzare l'utilizzo delle risorse e impostare policy di alto livello per permettere al software di selezionare dinamicamente il livello di storage e i percorsi più appropriati per raggiungere le prestazioni e la disponibilità desiderati.
George Teixeira

Lo stato di fatto della tecnologia flash

Ma quanto è diffusa l'adozione della tecnologia flash nei data center? In un recente Global Survey su 500 professionisti IT realizzata da DataCore in aprile di quest'anno, ha illustrato Teixeira, oltre la metà degli intervistati (53 per cento) ha evidenziato di avere attualmente meno del 10 per cento della capacità allocata su storage flash.
Il numero dei partecipanti che ha dichiarato di avere oltre il 40 per cento del suo storage su questa tecnologia è risultato limitato (si fa per dire, viene da far presente a Teixeira, visto che si tratta tutto sommato di una tecnologia abbastanza recente) al 9 per cento.
Un altro dato che testimonierebbe lo stato di fatto della tecnologia flash è che anche se la sua adozione appare in crescita, questa tecnologia è ancora assente nel 28 per cento dei casi, mentre il 16 per cento degli intervistati ha dichiarato di non avere raggiunto l'accelerazione delle prestazioni prevista.

venerdì 18 settembre 2015

DataCore partecipa al RoadShow di QNap

Dal 23 settembre al 1° ottobre nelle principali località italiane

DataCore Software, azienda leader nel Software-Defined Storage, annuncia la sua partecipazione al Road Show di QNap, sette tappe che toccheranno le maggiori località italiane.

QNap ha ottenuto recentemente la certificazione  DataCore Ready Program. Con questa certificazione, il NAS QNAP garantisce compatibilità di soluzione unificata che permette alle aziende di potenziare numerose funzionalità avanzate di QNAP per l'ottimizzazione della struttura software-defined di QNAP, inclusa capacità 10GbE, cache SSD, scalabilità, il sistema operativo QTS per la gestione intelligente e semplificata dell'archivio, e molto altro ancora. Abbinandola alle funzionalità aziendali di DataCore SANsymphony-V, le aziende possono utilizzare questa soluzione congiunta per ottenere le prestazioni di archiviazione richieste, elevata disponibilità, disaster recovery e un conveniente archivio definito da software basato sulle tecnologie di virtualizzazione

I vantaggi aggiuntivi offerti da DataCore includono provisioning semplificato e automatico, accesso ininterrotto tramite mirroring dei nodi, stripping e cache per risolvere colli di bottiglia di I/O, accesso ottimizzato al disco tra i diversi livelli e molto altro.

Il Turbo NAS QNAP può essere facilmente implementato per garantire disponibilità di storage sui server di produzione aziendali e ambienti VDI.
Questo esempio di implementazione contiene 3 componenti principali:


o        Server che necessitano di storage ad elevate prestazioni, come i server di virtualizzazione, server di posta e/o database;

o        Storage hardware raw con protezione RAID e capacità 10GbE fornita da QNAP;

o       DataCore SANsymphony-V che offre volumi storage virtuali ai server dotati di alta disponibilità.


Turbo NAS QNAP offre storage hardware raw a DataCore SANsymphony-V tramite iSCSI. Le aziende possono utilizzare senza sforzo questa soluzione per ottenere i livelli prestazionali e le funzionalità desiderate per l'archiviazione/backup di file e disaster  recoverydei dati. https://www.qnap.com/solution/DataCore-Ready/it/index.php

"DataCore e QNAP hanno stabilito questa partnership per diventare insieme leader nel mondo dello storage per le PMI. Le soluzioni di fascia alta QNAP inoltre si adattano perfettamente alle nostre offerte Virtual SAN per soluzioni hyper-convergente fra le più economiche del mercato” ha dichiarato Remi Bargoing, Country Manager Italia di DataCore

La partecipazione di DataCore al Road Show è confermata per le seguenti tappe:

24 Settembre - Milano: GOLF LE ROVEDINE, Via Karl Marx, 18, 20090 Noverasco di Opera (Milano)

29 Settembre – Roma: SHERATON 2 - GOLF PARCO DE MEDICI, Via Salvatore Rebecchini, 145, 00148 Roma

30 Settembre - Napoli: CENTRO SERVIZI VULCANO BUONO, loc. Boscofangone, 80035 Nola (Napoli)

Per Registrarsi:  https://www.qnap.com/static/landing/2015/IT_Roadshow-Qtruck_reseller/

https://www.youtube.com/embed/flqT67quJ7Q?rel=0

Informazioni su DataCore

DataCore è l’azienda leader nel Software-Defined Storage e nel Software per l'I/O Parallelo Adattativo, in grado di sfruttare le potenti e convenienti piattaforme server moderne per risolvere il più importante problema dello storage: i colli di bottiglia nelle fasi di I/O. Le soluzionicomplete e flessibili per la virtualizzazione dello storage e per la SAN virtuale iper-convergenteliberano gli utenti dalle fatiche della gestione manuale dello storage offrendogli una vera indipendenza dai fornitori di soluzioni di storage, che non sono in grado di offrire un'architettura agnostica rispetto all'hardware. Le piattaforme di Software-Defined Storage di DataCore rivoluzionano l'infrastruttura di storage e si propongono come pietra angolare del data center software-defined di nuova generazione, offrendo maggiori valore, prestazioni, disponibilità e semplicità. www.datacore.com

Informazioni su QNAP

QNAP (Quality Network Appliance Provider) Systems, Inc., come dice appunto l'acronimo inglese, offre prodotti di rete di alta qualità per l'archiviazione dei dati (NAS) la video sorveglianza (NVR). QNAP offre le più recenti tecnologie di condivisione ed archiviazione dei dati, virtualizzazione e video sorveglianza che aiutano a risparmiare e ad aumentare l'efficienza delle aziende. Nella vasta gamma di prodotti offerti dall'azienda non mancano ovviamente le soluzioni sviluppate per il mercato dell'elettronica di consumo, con una linea di lettori multimediali di rete. Dalla propria sede di Taipei, QNAP continua a sviluppare con passione nuove ed innovative soluzioni per il mercato globale.QNAP è una multinazionale con sede a Taipei e filiali in Cina e negli Stati Uniti. Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito www.qnap.com
https://www.qnap.com/i/it/about/con_show.php?op=showone&cid=2

martedì 8 settembre 2015

VMworld 2015: DataCore svela un rivoluzionario software per l'I/O parallelo



All'evento si possono ammirare anche nuove architetture di riferimento iper-convergenti,
casi utente VMware applicati al mondo reale e notevoli passi avanti nelle prestazioni
dei server virtuali

DataCore Software, azienda leader nel Software-Defined Storage, in occasione del VMworld 2015 espone la sua architettura iper-convergente definita "meno è meglio". I clienti e i partner di VMware possono così valutare in prima persona la tecnologia di I/O parallelo adattativo capace di sfruttare gli odierni sistemi di elaborazione multi-core, eliminando così i colli di bottiglia che frenano le prestazioni I/O nel settore IT.

"È davvero la tempesta perfetta," ha dichiarato Ziya Aral, Chairman di DataCore. "L'unione di processori multi-core a densità sempre più elevata, di una efficiente progettazione di CPU/memorie e del software per l'I/O parallelo di DataCore porta a una nuova categoria di server di storage e di sistemi iper-convergenti in grado di cambiare le metriche delle prestazioni dello storage in tutto il settore... e non di poco. Mano a mano che pubblicheremo una sempre più ampia lista di benchmark e di risultati prestazionali ottenuti nel mondo reale, l'impatto di questa tempesta diventerà chiaro."

Allo stand #835, lo staff di consulenti tecnici di DataCore illustra lo stato dell'arte delle tecniche utilizzate per ottenere la sempre maggiore densità di VM necessaria a rispondere alle notevoli esigenze di I/O delle applicazioni di primo livello di categoria enterprise. DataCore evidenzia l'ottimizzazione delle prestazioni ottenibile con i carichi di lavoro che prevedono intense operazioni di elaborazione dati o di I/O, tipici per esempio nei principali sistemi di online transaction processing (OLTP), analytics in tempo reale, business intelligence e data warehouse. Questi risultati si sono dimostrati ancora più importanti in applicazioni aziendali critiche verticali basate sui database Microsoft SQL Server, SAP e Oracle, che sono il cuore di qualunque grande impresa.

Al VMworld, DataCore ha anche presentato ai clienti e ai partner di VMware altre importanti novità e innovazioni. Tra queste:
·         Soluzioni software iper-convergenti per applicazioni aziendali e carichi di lavoro OLTP di elevato livello che utilizzano il software DataCore™ AdaptiveParallel I/O
·         Nuove architetture di riferimento 'Proven Design' per server Lenovo, Dell, Huawei, Fujitsu e Cisco che comprendono configurazioni di ogni dimensione
·         Una partnership a livello mondiale con Curvature per offrire ai clienti un nuovo modello economicamente rivoluzionario di gestione dell'approvvigionamento e del ciclo di vita di prodotti di storage, servizi dati e gestione centralizzata
·         L'anteprima delle future funzionalità VVOL di DataCore
·         L'ampliamento delle funzionalità cluster, ideali per suddividere i sistemi iper-convergenti su distanze metropolitane














lunedì 17 agosto 2015

Video - DataCore, al centro dello storage batte un cuore software

Attraverso un layer di virtualizzazione, SANsymphony-V e VirtualSan spezzano le catene dai vincoli hardware, rendendo le infrastrutture storage aziendali flessibili e scalabili

Remi Bargoing, Country Manager DataCore Software


mercoledì 15 luglio 2015

Enterprise Management Associates sceglie DataCore come “Best Enterprise Solution”


Jim Miller, senior analyst di Enterprise Management Associates

Nel settore è finora mancata una definizione coerente di software-defined storage. Questa ambiguità ha portato a una serie di prodotti software molto diversi, sia come valore sia come funzionalità. DataCore offre un prodotto di elevatissimo livello, considerato ideale come software-defined storage: è in grado di astrarre tutto lo storage, indipendentemente dal luogo fisico in cui si trova, offrendo il più ricco set di servizi completamente indipendenti dall’hardware oggi disponibile, in larga parte automatizzati. L’insieme di queste funzionalità posiziona DataCore come leader in termini di validità del prodotto nel Radar Report sul Software-Defined Storage.




La piattaforma DataCore SANsymphony-V è stata definita da Enterprise Management Associates come la “Best Enterprise Solution for Software-Defined Storage”.

L'EMA Radar Reports offre un'analisi approfondita dei principali vendor e prodotti, tra cui la loro posizione sul mercato rispetto alla concorrenza. L'EMA Radar Report dedicato alle soluzioni per l'Enterprise Software-Defined Storage valuta le funzionalità di base e le caratteristiche di astrazione e organizzazione in pool dell'infrastruttura di storage all'interno di tutta l'azienda, compresi i sistemi di storage collegati direttamente, quelli basati su rete e quelli a basso costo o nella cloud.

La piattaforma per il software-defined storage DataCore SANsymphony-V opera a livello infrastrutturale su tutte le tipologie di storage (flash, dischi e cloud) per automatizzare e ottimizzare le prestazioni e l’allocazione delle risorse. Questa soluzione è in grado di astrarre lo storage di rete esistente, oltre che di creare SAN virtuali iper-convergenti utilizzando anche lo storage collegato direttamente ai server e le unità flash/SSD, che possono così essere integrati nell’infrastruttura di
storage esistente. Tra i potenti servizi che DataCore mette a disposizione di tutta l’azienda ci sono il caching, la deduplica universale, la compressione, l’accelerazione delle operazioni di scrittura casuale, il mirroring sincrono, il ripristino “zero touch”, il thin provisioning, il QoS, l’auto-tiering, la replica, il monitoraggio delle prestazioni, la protezione continua dei dati e la migrazione dei dati.

Nell’EMA Radar Report for Enterprise Software-Defined Storage 2015, DataCore SANsymphony-V è stata anche definita leader per il valore nella sua categoria.

Dice il rapporto: “Tra le soluzioni di software-defined storage inserite in questo report, DataCore è una delle più convenienti. I clienti possono infatti acquistare una licenza DataCore a una frazione del costo delle soluzioni concorrenti.”
 

lunedì 13 luglio 2015

Il Comune di Bologna si affida a DataCore

 
DIREZIONALE-sede unica-8 

IL CONTESTO

Il Comune di Bologna ha circa 4300 dipendenti e circa 3500 postazioni informatiche. Dispone di 50 uffici distribuiti sul territorio fra i quali Musei, Uffici amministrativi, Biblioteche oltre a 200 Scuole facenti anch’esse parte dell’infrastruttura del Comune. Tante sono quindi le diverse attività gestite, gran parte delle quali informatizzate. Gli addetti ai servizi informatici sono in tutto 45, 30 dei quali parte dell’Unità Servizi infrastrutturali diretta da Stefano Mineo.

L’ESIGENZA

L’infrastruttura del Comune è composta da 2 Server Farm posizionate nelle 2 sedi principali, nelle quali si concentrano tutte le risorse, i sistemi di rete , i server , ridondati per garantire la continuità operativa indispensabile. 250 sono i server gestiti dei quali 200 circa virtualizzati tramite VMWare su blade HP e IBM. Il volume totale dei dati è di circa 50 TB (sono quelli oggi licenziati).  Tutte le sedi sono collegate in banda larga.
I principali obbiettivi  si possono individuare in 3 precise richieste avanzate dall’alta direzione:
  • garanzia della Business Continuity
  • aumento della potenza della piattaforma tecnologica, compresa la sostituzione di HW arrivati alla fine del loro ciclo di vita, per gestire nuovi servizi IT, unitamente ad un sostanziale incremento delle performance per riuscire ad ottenere risposte rapide
  • il tutto con il vincolo di un contenimento della spesa.
La prima risposta architetturale è stata quella di ridondare le due Server Farm, seguita dall’aumento della potenza dei sistemi con componenti tecnologiche virtualizzate e della capacità di storage.

LA SOLUZIONE

“A questo punto è partita l’indagine, portata avanti insieme al partner, che ha escluso l’adozione della classica soluzione di potenziamento dell’HW a favore del Software Defined Storage”. Dichiara Stefano Mineo che continua “accantonata quindi l’idea di dotarsi di appliance forniti da HW vendor a favore di una soluzione SW per la gestione dei dischi destinati allo storage. Le motivazioni hanno riguardato l’aspetto economico, infatti l’adozione della soluzione Software Defined elimina l’esigenza di dotarsi di ulteriore HW, oltre a garantire una maggiore flessibilità in fase di crescita e senza alcun vincolo rispetto all’acquisto di HW di uno specifico vendor.
E’ poi stata eseguita un’approfondita verifica da parte del partner mirata ai livelli funzionali offerti, questa fase di valutazione ha portato alla scelta di SANsymphony-V10 di DataCore , la più affermata sul mercato che si è rivelata essere quella che offriva maggiori garanzie. E’ partito a questo punto il bando di gara, vinto da 3CIME Technology che ha fornito il SW, lo ha implementato e fornito i relativi servizi. Tutta l’operazione ha avuto inizio nel 2014 ed è stata portata a termine nel luglio dello stesso anno. La migrazione dei dati è stata effettuate gradualmente , conclusa in tre mesi,  effettuata senza problemi dai vecchi ai nuovi  apparati. La nuova architettura, una volta operativa si è fatta apprezzare da subito per la sua flessibilità per la facilità di manutenzione e di aggiornamento. In occasione della indisponibilità HW, lo spostamento degli utenti da un nodo all’altro è stato effettuato brillantemente.
I vantaggi ottenuti:
  • Risparmio in termini di costi in fase di acquisto e di gestione
  • Benefici per la gestione del backup dei dati aziendali
  • perfetta integrazione.
“Il progetto di un cluster metropolitano così delicato e complesso è stato esaltante. Mettere in alta affidabilità 60 istanze Oracle, 10TB di posta elettronica, 200 macchine virtuali è stata una sfida senza precedenti. Oggi il Comune ha virtualizzato con DataCore, storage IBM, Netapp, Nexsan, dischi flash HGST con 4 livelli di Tier sui due nodi metropolitani. Un risultato che in Italia non ha precedenti” dichiara Giuseppe Mazzoli – amministratore di 3CiME Technology Srl, che conclude: “la seconda parte del progetto che è già in corso, riguarderà il disaster recovery, sempre con la nostra assistenza!”

mercoledì 8 luglio 2015

TURBO NAS QNAP, ora certificati DataCore Ready


NAS QNAP, ora certificati DataCore Ready











I NAS QNAP della gamma TVS-ECx80, TS-ECx80, TS-x79U-SAS e SS-x79U-SAS sono ora certificati DataCore Ready, per l’interoperabilità con la piattaforma software-defined storage SANsymphony-V.
 
https://www.qnap.com/solution/DataCore-Ready/en/index.php

Grazie a questa certificazione i NAS QNAP garantiscono un’elevata compatibilità per la realizzazione di soluzioni unificate che permettono alle aziende di potenziare numerose funzionalità della propria rete e di ottimizzazione. Abbinando le peculiarità hardware degli apparati di storage, dalla connettività 10 GbE ai sistemi cache SSD, con DataCore SANsymphony-V, le differenti realtà professionali potranno ottenere le prestazioni di archiviazione richieste, elevata disponibilità, disaster recovery e un conveniente archivio definito da software basato sulle tecnologie di virtualizzazione.

Jerome Jaussaud, product manager di QNAP
È con grande piacere che annunciamo la certificazione DataCore Ready per i nostri sistemi storage di fascia alta. I nostri clienti ora possono sfruttare tutti i valori aggiunti offerti da DataCore SANsymphony-V sui loro dispositivi QNAP nuovi o esistenti.

Phil Williams, VP di Business Development & Strategic Alliances in DataCore
La designazione DataCore Ready è il riconoscimento per il completamento di un severo processo di test di compatibilità per soluzioni cha hanno dimostrato di poter migliorare le infrastrutture di archiviazione software-defined di DataCore. L'unione tra DataCore e QNAP offre una soluzione veramente flessibile per massimizzare le prestazioni delle infrastrutture IT in modo da soddisfare le crescenti - e in continua mutazione - necessità d'archiviazione nelle aziende odierne.
         https://www.qnap.com/solution/DataCore-Ready/en/index.php

martedì 7 luglio 2015

01Net: Iperconvergenza chiama Software-defined storage

http://www.01net.it/iperconvergenza-chiama-software-defined-storage/
La virtualizzazione delle applicazioni è una pratica ormai ampiamente adottata. Dopo gli entusiasmi iniziali si è, però, compreso che una delle principali difficoltà è legata allo storage condiviso, che è elemento essenziale per la buona riuscita della virtualizzazione.

A sostenerlo è George Teixeira, Ceo di Datacore, ricordando che le applicazioni possono essere spostate tra i vari server solamente se quest’ultimi sono in grado di accedere a programmi e relativi dati memorizzati sulle unità di storage.

In un ambiente tipico, lo storage condiviso viene collocato in reti dedicate, le Storage area network, che, nate prima della virtualizzazione, si trovano oggi ad affrontare sfide complesse, che non sempre riescono a superare nel migliore dei modi. Gli ambienti virtualizzati, ricorda Teixeira, hanno, infatti, bisogno di prestazioni in input e output uniformi e affidabili in ogni momento, anche quando le applicazioni diventano più esigenti. I carichi di lavoro virtualizzati possono, infatti, variare enormemente e velocemente.

Virtualizzazione dello storage e soluzioni hyperconverged 



“Basti pensare a un database: quando viene avviata un’attività di elaborazione dei dati particolarmente rilevante, la San si ritrova sotto pressione, con ripercussioni sulle prestazioni generali che hanno un impatto anche su tutte le altre applicazioni. Ovviamente più queste sono sensibili alle prestazioni, più i problemi crescono”.

In prima fila, come già accennato dal Ceo di Datacore, ci sono soprattutto i database e le applicazioni o i sistemi di Erp basati sui database, “come Oracle, Microsoft Sql Server, Sap, Microsoft Dynamics senza trascurate le Vdi di Vmware o di Citrix, e i sistemi di comunicazione, dal VoIp a Microsoft Exchange”.

Non solo prestazioni

Le prestazioni non sono, però, l’unico parametro da tenere in considerazione nelle San collocate in ambienti virtualizzati. Affidabilità e complessità possono rivelarsi un vero e proprio grattacapo, soprattutto nelle strutture più piccole, così come la scalabilità orizzontale e la manutenzione. Se il numero di applicazioni tende a crescere, cosa pressoché certa con le tendenze attuali, la San deve essere in grado di adeguarsi velocemente e in modo trasparente. E anche in caso di manutenzione è impensabile immaginare che lo storage possa essere messo temporaneamente offline. Eppure, come ricorda Teixeira, questo accade.

Negli uffici remoti che dispongono di applicazioni onsite le difficoltà aumentano. Si parla di negozi, filiali, impianti produttivi, call center dove la gestione e la disponibilità dell’infrastruttura possono diventare complicate. Come minimo, per garantire elevata disponibilità a livello di macchine fisiche è necessario dislocare una coppia di server, che devono essere ovviamente connessi a una Storage area network. Per ragioni legate ai costi quest’ultima è spesso costituita da una batteria di storage economica, il che si traduce in ciò che viene definito un “single point of failure”, ovvero l’anello debole nella catena: se per qualunque ragione la San va offline, la presenza del doppio server non basta a garantire la continuità del servizio. E spesso la mancanza in loco di staff dedicato alla gestione It complica ulteriormente le cose.

I vantaggi dell’iperconvergenza
Tutti questi aspetti stanno spingendo le aziende alla ricerca di nuove soluzioni. Una delle più gettonate è conosciuta come iperconvergenza, in cui l’infrastruttura It, intesa come potenza di calcolo, memoria, collegamenti di rete e sistemi di storage, viene completamente integrata, semplificandone sia l’installazione sia la successiva gestione. Per ottenere il miglior risultato prestazionale possibile, si procede di norma con la creazione di cluster specializzati, che riuniscono applicazioni dello stesso tipo. Per avvicinare fisicamente i dati alle applicazioni, lo storage viene installato all’interno o accanto ai server in modalità Das, ossia Direct-attached storage.
In questo modo si possono ottenere tempi di risposta più veloci migliorando le prestazioni di input e output.

L’importante è scalare
In generale, quando si considera una soluzione iperconvergente bisogna valutare anche la sua capacità di scalare. È inutilmente costoso avere un sistema che non permette di aumentare la capienza dello storage se non incrementando contestualmente anche capacità di calcolo e memoria.

Da qui il suggerimento di optare per architetture che consentono di utilizzare una San centralizzata come complemento allo storage collegato direttamente ai server. Questo consente una grande flessibilità, garantendo in ogni caso che l’allocazione dei dati sul “livello” di storage più adeguato alle esigenze prestazionali: i dati attivi rimangono sempre sullo storage collegato ai server, mentre quelli utilizzati con frequenza inferiore vengono memorizzati sulla San.

Infine, a conclusione di questa panoramica sui sistemi iperconvergenti, il Ceo di Datacore afferma che l’unico vero rischio che queste soluzioni comportano è di diventare sistemi isolati che richiedono gestione e manutenzione separate. Per questo è necessario pensare alla loro integrazione nell’infrastruttura globale.

lunedì 6 luglio 2015

La success story della realizzazione Datacore di 3CiME al Comune di Bologna


SANsymphony-V10 di DataCore per modernizzare l'infrastruttura storage del Comune di Bologna

La scelta di una soluzione software-defined ha permesso di rispettare tutte le esigenze e di contenere le spese (per il comunicato PDF, cliccate qui)

DataCore, azienda leader nel software-defined storage, illustra come la sua soluzione SANsymphony-V 10 sia stata utilizzata dal Comune di Bologna per risolvere l'esigenza di modernizzare la propria infrastruttura storage.
Il Comune di Bologna amministra una delle grandi Città italiane, 4300 i dipendenti , 3500 le postazioni informatiche, 50 uffici distribuiti sul territorio fra i quali Musei, Uffici amministrativi, Biblioteche oltre a 200 Scuole facenti anch'esse parte dell'infrastruttura del Comune. 


L'infrastruttura del Comune è composta da 2 Server Farm posizionate nelle 2 sedi principali, nelle quali si concentrano tutte le risorse, i sistemi di rete , i server , ridondati per garantire la continuità operativa indispensabile. 250 sono i server gestiti dei quali 200 circa virtualizzati tramite VMWare su blade HP e IBM. Il volume totale dei dati è di circa 50 TB (sono quelli oggi licenziati).  Tutte le sedi sono collegate in banda larga. 


A Stefano Mineo, Direttore Unità Servizi Infrastrutturali del Comune, l'amministrazione chiede di

  • aumentare la potenza della piattaforma tecnologica, compresa la sostituzione di HW arrivati alla fine del loro ciclo di vita, per gestire nuovi servizi IT, unitamente ad un sostanziale incremento delle performance per riuscire ad ottenere risposte rapide
  • garantire l' indispensabile business continuity
il tutto con il vincolo di un contenimento della spesa.
La prima risposta architetturale è stata quella di ridondare le due Server Farm, seguita dall'aumento della potenza dei sistemi con componenti tecnologiche virtualizzate e della capacità di storage.


"A questo punto è partita l'indagine che ha escluso l'adozione della classica soluzione di potenziamento dell'HW a favore del Software Defined Storage". dichiara Stefano Mineo che continua "abbiamo accantonato quindi l'idea di dotarsi di appliance forniti da HW vendor a favore di una soluzione SW per la gestione dei dischi destinati allo storage. Le motivazioni hanno riguardato l'aspetto economico, infatti l'adozione della soluzione Software-Defined elimina l'esigenza di dotarsi di ulteriore HW, oltre a garantire una maggiore flessibilità in fase di crescita e senza alcun vincolo rispetto all'acquisto di HW di uno specifico vendor per eventuali esigenze future" 

mercoledì 1 luglio 2015

DataCore migliora la sua piattaforma omnicomprensiva di Software-Defined Storage aggiungendo nuovi servizi iper-convergenti e il supporto al cloud OpenStack

L’ultima versione del software comprende nuovi servizi per gestire le prestazioni I/O end-to-end, ottimizzare la flash, integrare i backup, sfruttare al meglio lo spazio di archiviazione, erogare desktop virtuali e automatizzare l’installazione del Software-Defined Storage iper-convergente in tutta l’azienda

DataCore, azienda leader nel Software-Defined Storage (SDS),ha annunciato il rilascio di una nuova versione della sua piattaforma di servizi storage per ‘qualsiasi hypervisor, qualunque storage’ SANsymphony™-V10 e di DataCore™ Virtual SAN. La release dispone di numerose nuove funzionalità e supporta OpenStack Cinder, permettendo così a DataCore di offrire il suo set completo di servizi di Software-Defined Storage su cloud privato, ibrido e pubblico realizzato con OpenStack. Questa versione comprende anche nuove funzionalità e servizi per controllare e gestire centralmente e completamente le prestazioni I/O, ottimizzare la flash, integrare i backup, sfruttare al meglio lo spazio di archiviazione, mettere a disposizione desktop virtuali e automatizzare le implementazioni a livello aziendale di Software-Defined Storage iper-convergente.


Per consentire ai server x86 standard di disporre delle funzionalità di storage di livello enterprise indispensabili a soddisfare le odierne esigenze aziendali, sono stati integrati diversi nuovi servizi. La capacità di DataCore di offrire la più completa e unificata piattaforma iper-convergente di servizi per il Software-Defined Storage e la SAN virtuale ha consentito di allargare la lista delle alleanze e delle partnership con i produttori di server, che possono sfruttare al meglio le loro piattaforme hardware grazie alla versione più recente del software DataCore.


Servizi aziendali più potenti e numerosi: una piattaforma diSoftware-Defined Storage omnicomprensiva
Tra i nuovi servizi e le nuove funzionalità ci sono:
• Il Software-Defined Storage sulle architetture cloud e il supporto OpenStack: grandi imprese e fornitori di servizi cloud possono ora utilizzare una piattaforma DataCore SDS per centralizzare il provisioning e la gestione delle risorse di storage nuove o già esistenti tramite comandi standard OpenStack Cinder. In precedenza, le organizzazioni che dovevano creare un’infrastruttura cloud con OpenStack incontravano molte difficoltà per riuscire a utilizzare le risorse di storage già disponibili o per trovare nuovi dispositivi di storage non troppo costosi compatibili con OpenStack che fossero in grado di offrire funzionalità di livello enterprise per I loro ambienti cloud.

• Servizi iper-convergenti di desktop virtuale: questa versione comprende nuovi servizi VDI e strumenti per il deployment in grado di automatizzare la creazione e la gestione di desktop virtuali “stateful” con elevata disponibilità. Le implementazioni VDI ad alta densità così create sono convenienti e particolarmente adatte per quelle organizzazioni che hanno bisogno di offrire desktop a livello dipartimentale. Il software utilizza la tecnologia di caching ad alte prestazioni di DataCore e il thin provisioning per ridurre la dipendenza dallo storage fisico. Al contrario di altre proposte VDI iper-convergenti, quella di DataCore non richiede costose flash o sottosistemi a disco per raggiungere i livelli prestazionali necessari: per abbassare in modo significativo il costo totale di ogni desktop virtuale, ottimizza i server e le DRAM standard e utilizza al meglio i meno costosi dischi interni invece di richiedere l’uso di costosi sistemi di storage esterni.

• Servizi universali per la deduplica e la compressione dei dischi virtuali: i dischi virtuali possono ora essere deduplicati e compressi in background a scadenze prefissate per ridurre lo spazio occupato su disco. Al contrario di altri fornitori, che restringono questo tipo di funzionalità ai loro prodotti o a sistemi di storage esterni specifici, i servizi salva-spazio di DataCore si applicano universalmente a tutta l’infrastruttura, estendendo la deduplica e la compressione a livello di blocco a qualsiasi storage, file system o hypervisor.

• Servizi per l’integrazione del backup, supporto a Veeam e automazione: DataCore lavora con noti prodotti di backup di terze parti per semplificare la protezione totale dei dati e garantire il rapido ripristino con un elevato livello di granularità. DataCore supporta già prodotti come la tecnologia IntelliSnap di CommVault Simpana e Microsoft Data Protection Manager, che traggono vantaggio dalle snapshot online di DataCore per centralizzare il backup di una vasta gamma di applicazioni, hypervisor, sistemi operativi e dispositivi di storage. Questo aggiornamento offre funzionalità simili anche ai backup Veeam, consentendogli di sfruttare le snapshot a elevata efficienza di DataCore ed eliminare così le complicazioni legate all’uso di snapshot delle VM su host. I backup possono ora essere programmati e realizzati con maggiore frequenza, con un impatto minimo sulle applicazioni e migliorando i Recovery Point Objective (RPO). Il tutto per offrire maggiore produttività e rispristini più veloci.

• Servizi di console e gestione centralizzata per gruppi distribuiti: le organizzazioni che dispongono di pool di storage virtuali distribuiti in località diverse possono ora gestire i diversi gruppi di server DataCore tramite una singola interfaccia utente. Livelli di controllo separate possono essere assegnati ad amministratori diversi in base alle gerarchie dei gruppi di server, permettendo così di mantenere gestione e controllo centralizzati delegando responsabilità in infrastrutture di storage distribuite a un numero inferiore di persone.

• Servizi iper-convergenti per il deployment in situazioni comuni: con questa versione DataCore continua a semplificare e automatizzare notevolmente le modalità di installazione, configurazione e aggiornamento del software nei vari scenari e casi d’uso. Quest’ultima release semplifica l’impostazione iniziale in ambienti iper-convergenti, su file system scalabili su cluster, nelle configurazioni VDI, in situazioni miste con storage organizzato su file/blocchi e in installazioni multi-nodali a elevata disponibilità che utilizzano il software sia su piattaforma fisica sia virtuale (VM).

Una piattaforma SDS potente e centralizzata per gestire interamente le prestazioni I/O globali DataCore SANsymphony-V10 opera a livello infrastrutturale su tutte le tipologie di storage (flash, dischi e cloud) per automatizzare e ottimizzare le prestazioni e l’allocazione delle risorse. La nuova versione offre un potente gruppo di strumenti per profilare, monitorare e identificare i ‘punti caldi’ e gestirei carichi di lavoro applicativi che possono avere un impatto negativo sulle prestazioni. 

Tra le nuove funzionalità per il miglioramento delle prestazioni della release PSP2 ci sono:

• Ottimizzazione delle prestazioni per le flash: tra i miglioramenti presenti in questa versione ci sono quelli riguardanti il modo in cui DataCore gestisce la cache nelle operazioni di lettura da dispositivi basati su storage flash e a stato solido. Il risultato complessivo è quello di avere tempi di risposta più veloci, minori sovraccarichi e un utilizzo ottimale della costosa memoria flash.

• Strumentazioni e metriche arricchiti: la versione PSP2 offre maggiore visibilità sul comportamento I/O dei dischi virtuali e fisici, permettendo agli utenti di comprendere in modo dettagliato che cosa sta accadendo alle risorse di storage. L’aggiornamento comprende nuove metriche per la misurazione delle prestazioni dei dischi virtuali, mappe di calore migliorate con report analitici sulle tendenze prestazionali e un maggiore supporto per gli allarmi S.M.A.R.T. provenienti dai dispositivi fisici per aiutare gli amministratori IT a isolare meglio i problemi che riguardano prestazioni e dischi. Le nuove funzionalità aumentano la produttività e semplificano la gestione delle installazioni su vasta scala, riducendo contemporaneamente tempi e costi per l’identificazione delle cause dei rallentamenti applicativi.

• Un Random Write Accelerator (RWA) pronto per la produzione: l’aggiornamento precedente aveva introdotto questa innovazione, utilizzabile però solo per effettuare test in condizioni specifiche. Nella versione PSP2 questa limitazione è stata rimossa. Questa potente funzionalità converte le operazioni di scrittura casuale con elevati tempi di latenza in scritture sequenziali più adatte allo storage, aumentando fino a 30 volte le prestazioni dei carichi di lavoro che prevedono frequenti operazioni di scrittura casuale, come database, ERP e sistemi OLTP. Il risultato è quello di ottenere velocità simili a quelle offerte dagli SSD utilizzando però economici dischi tradizionali e di ridurre quindi la necessità di costose risorse flash. Questa funzionalità aiuta anche a ottimizzare le prestazioni dello storage flash.

Il gap tra server e storage si sta chiudendo, permettendo ai produttori di server di soddisfare le esigenze delle grandi imprese
Con i server che diventano sempre più potenti e più adeguati nella gestione dello storage, il divario tra i due ambiti continua a ridursi. In questa nuova era di hardware standardizzato e a basso costo quello che importa è il software. DataCore ha preso atto di questo inevitabile cambiamento e ha aperto la strada verso le soluzioni di Software-Defined Storage. Con questa versione, DataCore migliora la sua piattaforma per offrire il più completo e collaudato stack di servizi SDS oggi esistente. Il software ha l’obiettivo di offrire servizi per la gestione di dati e storage che non si limitino a un singolo dispositivo, ma che lavorino con differenti tipologie e marche di sistemi di storage, da quelli basati su flash ai dischi tradizionali, fino allo storage cloud. Per colmare definitivamente il divario tra server e storage, la nuova versione unisce un nutrito gruppo di servizi di storage di livello enterprise a una duratura architettura software progettata per seguire le curve di costo (che sono in continuo miglioramento) e le innovazioni tecnologiche del sottostante hardware. Le numerose partnership siglate con fornitori di server che operano a livello mondiale confermano la nuova tendenza che li vede alla ricerca dei vantaggi offerti dal Software-Defined Storage di DataCore sulle loro piattaforme. Tra i nomi più noti ci sono quelli di Huawei, Cisco, Fujitsu e Dell.


“Nella sua posizione di innovatore leader nella tecnologia di Software-Defined Storage per oltre 17 anni, DataCore ha visto una quantità infinita di dispositivi di storage che andavano gestiti e amministrati tutti in modo diverso,” ha detto George Teixeira, CEO di DataCore. “Abbiamo creato le soluzioni DataCore di Software-Defined Storage per abbattere questi muri e creare una piattaforma durevole e flessibile che permettesse ai fornitori di tecnologie per lo storage di lavorare insieme in modo trasparente. Stiamo continuamente migliorando le nostre soluzioni SANsymphony-V e Virtual SAN per consentire ai nostri clienti di ottenere il massimo vantaggio dagli investimenti già realizzati e di essere preparati ai cambiamenti di lungo termine grazie a un’architettura software progettata per assorbire le nuove tecnologie senza che l’adozione delle innovazioni costringa a interrompere temporaneamente l’erogazione dei servizi.”

lunedì 29 giugno 2015

Virtualizzazione dello storage e soluzioni hyperconverged – DataCore: Remi Bargoing


Virtalizzazione dello storage, soluzioni hyper converged, e caso cliente.
Perché DataCore risponde ai esigenze dei clienti in Italia ?
Quali sono i vantaggi di una soluzione hyper converged gestita da DataCore ?

venerdì 26 giugno 2015

DataCore si aggiudica il premio ‘Virtualisation Product of the Year” per l’edizione 2015 dello Storage Award

E si posiziona al second posto nella categoria “Prodotto dell’anno”

DataCore, azienda leader nel Software-Defined Storage (SDS) annuncia di aver vinto il premio “Storage Virtualisation Product of the Year” con il suo SANsimphony- V, durante l’edizione 2015 dello Storage Award UK, svoltasi  la scorsa settimana a Londra. Il premio, soprannominato  The Storries’, viene assegnato ogni anno alla soluzione, organizzazione o personaggio che si sia particolarmente distinto nel mondo dello Storage, sulla base di votazioni online assegnate da circa 11000 lettori indipendenti  di Storage Magazine.

Brett Denly, Sales Director di DataCore UK ha così commentato l’avvenimento:
“Abbiamo partecipato a questa manifestazione con l’obiettivo di vincere il premio. La nostra soluzione Software-Defined, SANsymphony™-V è la collaudata decima generazione della piattaforma software con più di 25.000 licenze installate in oltre 10.000 siti di produzione in tutto il mondo. Ritengo che questo sia un  importante riconoscimento  e ringrazio tutti coloro che hanno deciso di votare per noi”

Oltre ad ottenere l’importante riconoscimento da parte dei lettori, l’altro importante obiettivo raggiunto da DataCore consiste nelle partnership siglate per le soluzioni convergenti e iper-convergenti  basate su SANsymphony ™ -Vand DataCore ™ Virtual SAN  con leader di mercato del calibro  di Cisco, Dell, Fujitsu, Huawei e Lenovo.


venerdì 22 maggio 2015

DataCore, lo storage definito dal software finisce anche su cloud

La società di Fort Lauderdale ha presentato Psp2, l’ultima release della sua piattaforma di servizi di archiviazione Sansymphony-V10 e di Virtual San. Per la prima volta, il pacchetto supporta anche OpenStack Cinder, permettendo così di portare le nuove funzionalità anche su tutte le tipologie di nuvole.

DataCore rinnova ancora la sua piattaforma di servizi di archiviazione nell’ambito dello storage definito dal software. La nuova offerta, ribattezzata Psp2 si applica a Sansymphony-V10 e a Virtual San e supporta per la prima volta OpenStack Cinder, permettendo così di portare tutti i servizi anche su qualsiasi tipologia di ambiente cloud. Tra le nuove funzionalità della piattaforma, si trovano lo storage definito dal software sulla nuvola e, come detto, il supporto al progetto OpenStack, con cui le aziende possono gestire in modo centralizzato le risorse di archiviazione disponibile, oppure implementarne di nuove. Inoltre, la release comprende servizi di Virtual Desktop Infrastructure (Vdi), capaci di automatizzare la creazione e la gestione di desktop virtuali “stateful” con elevata disponibilità.

Il software realizzato da DataCore sfrutta tecnologie di caching ad alte prestazioni e il thin provisioning per ridurre la dipendenza dallo storage fisico. Tutto senza aggiungere memorie flash o sottosistemi a disco, abbassando così il costo di ogni desktop virtuale grazie anche a un’ottimizzazione di server e Dram standard. Con Psp2, i dischi virtuali possono essere deduplicati e compressi in background, senza interferire quindi con le operazioni quotidiane, riducendo anche lo spazio sulle unità di memoria. Queste funzionalità vengono poi estese a tutti i dispositivi di archiviazione, ai file system e agli hypervisor.

Ma le novità riguardano anche il backup, con soluzioni offerte da altri vendor che ben si integrano nei prodotti di DataCore. Il software dell’azienda di Fort Lauderdale supporta infatti Simpana di CommVault, Data Protection Manager di Microsoft, le funzionalità di Veeam e così via. Tutti i backup possono essere ora programmati all’interno del sistema e realizzati con frequenza maggiore. Il risultato è un impatto minimo sulle applicazioni e obiettivi di recovery migliorati.
Dal punto di vista della gestione, invece, DataCore offre ora una console centralizzata per tutte le organizzazioni che dispongono di gruppi di storage virtuali distribuiti in località differenti. Con una singola interfaccia utente, si possono assegnare livelli di controllo separati ad amministratori diversi in base alle gerarchie dei gruppi di server.



L’aggiornamento Psp2 mette a disposizione per Sansymphony-V10, che opera a livello infrastrutturale su tutte le tipologie di storage, una serie di strumenti per profilare, monitorare e identificare i “punti caldi” e gestire i carichi di lavoro applicativi che possono avere un impatto negativo sulle prestazioni. Le performance sono infatti fondamentali, sia in fase di lettura dei dati che di scrittura. Ad esempio, con l’ultima release, il Random Write Accelerator (Rwa) già introdotto con limitazioni nel pacchetto precedente, può ora essere utilizzato per convertire le operazioni di scrittura casuale con elevati tempi di latenza in scritture sequenziali, nettamente più veloci e adatte all’archiviazione.

giovedì 14 maggio 2015

La quinta indagine annuale realizzata da DataCore sullo Stato del Software-Defined Storage (SDS)

Il report completo è disponibile all’indirizzo www.datacore.com/sds2015 .
 
DataCoreha annunciato i risultati della quinta edizione della sua indagine annuale sulloStato del Software-Defined Storage (SDS). Il sondaggio 2015 ha analizzato l’influenza dell’SDS sulle organizzazioni di tutto il mondo, raccogliendo informazioni dall’esperienza di 477 professionisti IT che stanno attualmente utilizzando o valutando l’SDS con l’obiettivo di superare le criticità legate allo storage dei dati. I risultati, derivanti da aziende appartenenti a settori industriali differenti che gestiscono carichi di lavoro di ogni tipo, offrono spunti di riflessione sorprendenti.
L’indagine ha anche sondato il tema dei livelli di spesa legati ai temi caldi del momento, come i Big Data, l’Object Storage e OpenStack. Inaspettatamente, i dati hanno evidenziato che nel 2015 i finanziamenti stanziati per queste voci sono stati bassissimi. Questo deludente risultato può essere parzialmente giustificato dall’elevato numero di persone che nel corso dell’indagine hanno espresso disillusione.
D’altro canto, il report di quest’anno rivela numerosi elementi a favore dell’implementazione del Software-Defined Storage. Il 52 per cento degli interpellati si aspetta che l’SDS possa allungare la vita utile degli asset di storage già presenti in azienda e garantire il funzionamento dell’attuale infrastruttura di storage anche in futuro, integrando facilmente eventuali nuove tecnologie. Quasi metà delle persone che hanno risposto al sondaggio cerca nell’SDS la possibilità di non essere vincolata a uno specifico produttore di storage, abbassando così i costi dell’hardware scegliendo tra fornitori diversi. Operativamente, gli interpellati vedono l’SDS come un modo per semplificare la gestione di dispositivi di storage di tipo diverso automatizzando le operazioni più frequenti o complesse. Si tratta di risultati notevolmente diversi dal passato, perché oggi l’indagine mostra un chiaro incremento nella percezione dei benefici economici generati dal ricorso all’SDS(riduzione delle spese in conto capitale), che vanno ad aggiungersi ai risparmi sulle spese operative già evidenziati negli scorsi anni.
Tra i risultati sorprende anche il fatto che nonostante la penetrazione complessiva sia in crescita, nel 28 per cento dei casi la tecnologia flash è completamente assente, e che il 16 per cento di chi vi ha fatto ricorso dichiari di non avere raggiunto i miglioramenti prestazionali auspicati in termini di accelerazione applicativa. Interessante notare, inoltre, che il 21 per cento degli intervistati ha indicato come gli attesissimi sistemi iper-convergenti non abbiano offerto i risultati previsti o non si siano integrati al meglio nelle infrastrutture esistenti. Va detto, però, che il Software-Defined Storage e la virtualizzazione dello storage sono considerati ora come necessità urgenti, con il 72 per cento delle organizzazioni che sta facendo quest’anno importanti investimenti su queste tecnologie. L’81 per cento prevede livelli analoghi di investimento su tecnologie di Software-Defined Storage da incorporare in server per SAN/SAN virtuali e soluzioni di storage convergente.
Altri elementi emersi dall’indagine 2015 di DataCore sulloStatodel Software-Defined Storage:
· La capacità di aggiungere capienza allo storage senza interrompere l’operatività aziendale viene identificata come la ragione principale per la scelta del software di virtualizzazione dello storage (52 per cento degli intervistati). Nella parte alta della lista ci sono anche il supporto al mirroring sincrono e ai cluster per l’elevata disponibilità su distanze metropolitane per garantire la continuità operativa, nonché la replica dei dati asincrona per il disaster recovery su sito remoto.
· Oltre metà degli intervistati (il 53 per cento) sostiene di avere una capienza assegnata allo storage flash inferiore al 10 per cento. La quota di chi sostiene di utilizzare la flash per oltre il 40 per cento della capienza complessiva è solamente del 9 per cento.
· Dopo avere virtualizzato i carichi di lavoro dei server, oltre il 60 per cento degli intervistati ha affrontato problemi di degrado delle prestazioni o l’incapacità di raggiungere le prestazioni necessarie. Alla richiesta di quali fossero tipicamente i problemi, il 61 per cento ha risposto la lentezza delle applicazioni; il 46 per cento ha indicato come colpevoli i dispositivi di storage proprietari.
· Gli errori umani stanno portando alla necessità di maggiore automazione. È ormai sempre più chiaro che la complessità legata alla crescita e alla diversificazione dei dati comporta un prezzo da pagare: il 61 per cento degli interpellati ha infatti indicato l’errore umano come causa delle interruzioni nei servizi applicativi e nel funzionamento dei data center.
La tecnologia del Software-Defined Storage: un passo avanti per tutto il settore
“Questa indagine getta una nuova luce su come i professionisti IT approcciano le innovazioni legate allo storage,” sostiene George Teixeira, Presidente e CEO di DataCore. “I dati rivelano che molte organizzazioni si stanno allontanando dalle funzionalità per lo storage legate ad hardware specifico, realizzando risparmi su CAPEX e OPEX e aumentando il potere d’acquisto. Tutto questo è possibile grazie alla mancanza di vincoli con hardware particolari e al fatto di non essere costretti ad ‘acquistare tutto da zero’ quando si modernizza l’infrastruttura di storage. Dall’indagine emerge anche che tecnologie promosse con convinzione, come l’Object Storage, si trovano spesso relegate in programmi pilota, dove l’IT spera di poterne valutare il vero valore.”
“Il Software-Defined Storage e il software per la virtualizzazione dello storage, invece, offrono tutte le funzionalità che il mercato oggi richiede, come la disponibilità continua, prestazioni superiori e maggiore efficienza”, continua Teixeira. “Questi benefici reali valgono molto di più negli investimenti 2015 di qualunque altra futura promessa di tecnologie e startup che devono ancora essere confermate.”
“Sono due le sorprese emerse dall’indagine: l’assenza di investimenti a breve termine per Big Data e Object Storage tra la maggioranza degli intervistati e la penetrazione relativamente contenuta della tecnologia flash in queste 477 organizzazioni,” dice DeniConnor, Founding Analyst di SSG-NOW. “Non sorprendono, invece, i livelli crescenti di investimenti in iniziative di Software-Defined Storage, note per offrire un ritorno più immediato.”
Gli intervistati che hanno risposto al sondaggio di DataCore sullo “Stato del Software-Defined Storage” appartengono a organizzazioni di diverso tipo, sia per dimensioni sia per settore industriale, offrendo così uno spaccato statisticamente valido delle necessità di SDS in ambienti IT di diversa estrazione. I partecipanti coinvolti provengono da Nord America, Sud America, Europa e Asia e lavorano in segmenti di mercato verticali come servizi finanziari, sanità, pubblica amministrazione, industria, istruzione, servizi IT e altri settori a questi collegati. Il 45 per cento degli intervistati lavora in organizzazioni con meno di 500 dipendenti, il 31 per cento in organizzazioni che hanno tra 500 e 5.000 dipendenti e il 23 per cento in strutture più grandi.
L’indagine di DataCore sullo “Stato del Software-Defined Storage” è stata realizzata nel mese di aprile 2015. Il report completo è disponibile all’indirizzo www.datacore.com/sds2015 .
DataCore Software è un’azienda leader nel software-defined storage. Le sue soluzioni per la virtualizzazione dello storage e per la SAN virtuale permettono alle organizzazioni di gestire e scalare in modo trasparente le architetture per lo storage dei dati, offrendo enormi incrementi prestazionali a una frazione del costo di soluzioni offerte dai fornitori di sistemi proprietari di hardware per lo storage. Adottata in 10.000 siti di clienti di tutto il mondo, la tecnologia adattativa e capace di auto-apprendere e ripararsi di DataCore elimina le difficoltà legate ai processi manuali e aiuta a concretizzare le potenzialità del nuovo data center definito dal software grazie alla sua architettura agnostica rispetto all’hardware.
 

venerdì 8 maggio 2015

Video: Lo storage definito dal software – DataCore: Remi Bargoing

Lo storage definito dal software DataCore sta conquistando il mercato Italiano !
Come si adatta il Software DataCore alle specificità del mercato Italiano ?
Come il Software DataCore permette di svincolarsi dai limiti delle soluzioni definite dall’hardware ?

giovedì 7 maggio 2015

AMANDA BEDBOROUGH: SENIOR VICE PRESIDENT EMEA FIELD OPERATIONS DI DATACORE

Amanda Bedborough, Senior Vice President EMEA Field Operations, DataCoreDataCore Software ha annunciato la promozione di Amanda Bedborough a Senior Vice President, DataCore EMEA Field Operations. Amanda era la responsabile strategica delle attività aziendali per il go-to-market nel mercato EMEA, una posizione a suo tempo creata per cogliere le grandi opportunità di mercato legate alla crescente richiesta della piattaforma di Software-Defined Storage (SDS), delle SAN virtuali e delle soluzioni iper-convergenti. Le priorità ora sono quelle di sviluppare le attività commerciali sui clienti di livello enterprise e di aumentare la penetrazione delle piattaforme DataCore tra i clienti esistenti. Amanda sarà quindi responsabile delle vendite e dei programmi a supporto del canale, con il compito di realizzare una rete di esperti rivenditori a valore aggiunto e di gestire i costanti investimenti infrastrutturali, le nuove iniziative aziendali e le risorse che operano nella regione EMEA.
Amanda Bedborough ha portato in DataCore oltre vent’anni di esperienza maturata in ruoli dirigenziali nel settore IT, dove aveva contribuito alla positiva crescita di aziende come Corel, 3DFX Interactive ed STB Systems. Prima di entrare in DataCore, Amanda è stata Executive Vice President, Global Sales & Marketing di Corel Corporation ed è quindi la persona adatta per supportare DataCore nella sua nuova fase di crescita, guidando la strategia di go-to-market per l’acquisizione e la fidelizzazione dei clienti di oggi e di domani.